RUBRICA “BENI COMUNI”, 30.I. MAGICI QUADRATI

di FRANCESCO CORRENTI ♦

Sul quadrato e sul rapporto di questa figura geometrica con la cosiddetta “sezione aurea” ci siamo dilungati a sufficienza in una precedente puntata di questa rubrica. Del modello compositivo architettonico formato dal “quadrato sull’angolo” ho teorizzato e dato esempi a proposito del “Maschio vecchio” della Fortezza bramantesca e sangallesca di Giulio II e Paolo III. Più di recente, sul suo profilo Facebook, Bruno Pronunzio, notissimo autore di thriller (come abbiamo appreso, è “nato a Civitavecchia nello stesso giorno e mese in cui Federico II, nel 1229, veniva incoronato re di Gerusalemme e Jacques de Molay, nel 1314, bruciava sul rogo mettendo fine all’Ordine Templare”), ha pubblicato una foto del “Quadrato magico” del Duomo di Siena. Conoscendo quella piccola epigrafe e avendo avuto in passato diverse occasioni di studiare la questione, ma essendo in viaggio e non avendo in quel momento altro riscontro che la memoria, ho scritto un breve commento piuttosto impreciso: “Uno dei più belli è in Alvernia a Le-Puy-de-Dôme, sul pavimento di una piazza ed un intorno incredibile. O Le-Puy-en-Velay, in questo momento ho ricordi approssimativi sui nomi esatti”. Un altro commento è stato postato da “Mauro In”, che ha detto: “Ne ho visto uno, recentemente, nella farmacia della Certosa di Trisulti, non ne conoscevo l’esistenza ma vedo che ce ne sono molti in giro!”

Sentendomi in dovere di correggere le indicazioni imprecise (inesatte ma non sbagliate) che avevo dato, potendo questa volta accedere al mio archivio, ho aperto la cartella in cui ho raccolto le notizie sul “Quadrato magico” che mi è capitato di trovare o che per curiosità ho cercato. Avendo ritrovato quella serie di dati sistemati in buon ordine in un file di word, con testi e illustrazioni, non farò altro che copiarli e metterli qui come li trovo, nella stessa sequenza temporale, riportando solo i riferimenti bibliografici, senza quindi entrare nella trattazione specifica dell’argomento, come è consuetudine della rubrica quale strumento d’informazione tecnico-scientifica per lettori interessati ma non necessariamente esperti. Cominciamo col dire che Le-Puy-de-Dôme è il nome del dipartimento della regione Alvernia-Rodano-Alpi, derivante dal vulcano omonimo, un cono di 1464 m (un po’ simile al Vesuvio), che ha il suo capoluogo in Clermont-Ferrand. Le-Puy-en-Velay è una cittadina di circa 20.000 abitanti (19.999, su Wikipedia) della stessa regione, dipartimento Alta Loira.

Il primo episodio di “contatto” personale che vedo nella mia cartella risale al 1998, ma posso dire con serena coscienza che i miei rapporti con il “Quadrato magico” devono essere stati ben più antichi, risalendo probabilmente all’epoca della scuola media e dei “giri d’Italia” con mio padre, durante i quali erano continui i suoi stimoli ad osservare, ritenere e poi annotare e rappresentare con un appunto o uno schizzo sul “diario di viaggio” le tappe e le cose salienti di quei nostri itinerari di apprendimento e di erudizione iniziati nel 1948 e proseguiti ripetutamente per tutti gli anni Cinquanta ed oltre. Del resto, nei suoi insegnamenti di pensatore piuttosto libero, rammento che a volte mi mostrava, credo ironicamente, la copertina del libro Come ti erudisco il pupo di Luciano Locatelli (Rizzoli, 1915), con quello pseudonimo-sottotitolo di Oronzo E. Marginati, ma non ricordo più i suoi commenti.

Che uno o l’altro dei tanti “quadrati” esistenti nelle regioni italiane sia capitato tra le curiosità visitate è possibile, anche se non trovo note o disegni al riguardo nei tanti quaderni ed album che riempivo. Un indizio in quel senso è dato, però, dalla presenza in biblioteca di un opuscolo, di cui ho poi avuto una seconda copia, proveniente dai libri dei miei zii, nel 2009. Si tratta dell’estratto dalla rivista Archeologia Classica, del Dipartimento di Scienze dell’antichità – Sezione di Archeologia – Sapienza Università di Roma (Vol. XVII, 1965), riguardante l’articolo Il misterioso “Quadrato magico”: l’interpretazione di Jérôme Carcopino e documenti nuovi di Margherita Guarducci, famosa archeologa ed epigrafista, in stretti rapporti di studio e ricerca con mio zio Dino, ma anche da sempre amica di famiglia, dagli anni giovanili della comitiva delle passeggiate ciclistiche nei paesi e tra i boschi dei Castelli Romani, nell’estate del ’42, ancora non turbata dalla violenza disumana della guerra e dagli atroci crimini delle dittature, quando io facevo ruotare al vento una girandola colorata seduto, felice, sul seggiolino metallico montato dietro il manubrio della bicicletta Ganna di mio padre..

Non voglio tergiversare e divagare ancora, ma prima di riportare il contenuto della cartella del mio archivio informatico, voglio avvertire il lettore – per completezza – che tra i tanti risultati di una rapida ricerca in rete mi sono imbattuto in un sito che si occupa di “Simbologia” e che mi è parso interessante e ricco di dati, “Il Quadrato Magico del SATOR in Italia – L’Angolo di Hermes”, in cui è compreso un censimento in ordine cronologico, provvisto di notizie e della riproduzione fotografica delle tante interpretazioni del Quadrato. L’elenco delle località censite è il seguente: Acquaviva Collecroce, Aosta, Arcè, Ascoli Satriano, Bagni di Lucca, Bolzano, Brusaporto, Campiglia Marittima, Campotosto, Canavaccio, Capestrano, Deliceto, Fabriano, Issogne, Magliano dei Marsi, Monterubbiano, Paggese di Acquasanta Terme, Perugia, Pieve Terzagni, Pompei, Roma, Santa Severa, Siena, Tatti, Torino, Trisulti, Valdobbiadene, Valvisciolo, Verona, Verona Campo Marzo, Volterra. Il link per acceder al sito è: https://angolohermes.com > simboli > sator_Italia.

Aperto dunque il documento word della cartella, leggo la successione cronologica degli avvenimenti che hanno riguardato i contatti avuti con il quadrato magico. Come ho detto, la prima immagine della mia minima monografia è datata 1998, giorno 24 di agosto e rappresenta “Le Carré Magique a Le Puy-en-Velay”. È quella che ricordavo ed ho citato più sopra. Infatti si riferisce alla tappa nel cuore della Francia fatta nell’estate di quell’anno, un anno rallegrato – come già il ’97 – da molteplici avvenimenti positivi e soddisfacenti, per me, nonché molto “turistico”. Infatti, il 19 marzo dell’anno prima, significativa ricorrenza della festa di San Giuseppe, si era concluso l’assurdo incubo iniziato formalmente il 4 febbraio del ’93 (ma di fatto già avviato con alcune scaramucce a base di esposti e insinuazioni da un paio di anni), che aveva paralizzato il Comune e tentato un vero e proprio golpe poliziesco destabilizzante, raggiungendo alcuni risultati di sovvertimento politico e di ingiusta persecuzione personale. Chiuso felicemente quel triste periodo di cui ho raccontato alcuni episodi in alcuni articoli sul Blog, ho potuto raggiungere gratificanti risultati professionali con la realizzazione del progetto della nuova Aula consiliare “Renato Pucci” (finalmente, anche con la mia direzione dei lavori e, quindi, senza interpretazioni e distorsioni altrui), la nuova ala degli uffici comunali al Pincio (“Ala Paolo Pulci”, questa seguita dagli uffici e molto meno fedele ai miei disegni) ed il restauro dell’antico Ospedale per la sistemazione a centro culturale e sede della Biblioteca Comunale e dell’Archivio Storico.

Poi, veramente anche divertenti, i progetti per le mostre all’Expo di Lisbona ed alla Mostra Internazionale dell’Antiquariato nel Principato di Monaco, al termine della quale un lungo tour ci fa scoprire il Quadrato magico nel chiostro della Cappella di Santa Chiara, nell’incredibile paesaggio di Le Puy-en-Velay. Ne riporto la didascalia (foto nelle figure).

Le Puy-en-Velay

Chapelle de St-Clair (XIIe s.)

Le Carré Magique

Cour du Temple

Il est composé de cinq lignes portant chacune un mot de 5 lettres.

Chaque mot se lit 4 fois. Le verbe TENET forme une croix parfaite.

Les 25 lettres fournissent de quoi former deux fois les premiers mots

de PATER NOSTER et il rest 2 fois A et O, ALPHA et OméGA,

première et dernière lettre de l’alphabet grec, qui sont présentées

dans l’apocalypse comme un symbole du Christ: principe et fin de

toute chose. Au temps des persécutions, le carré magique était entre

chrétiens un signe secret d’appartenance au christianisme.

La lecture des lettres à l’endroit SATOR, AREPO, TENET signifie:

“le semeur tient la charrue”. *

La lecture à l’envers ROTAS, OPERA, TENET se traduit:

“Les roues, les travaux, il tient”.

* “Il seminatore tiene l’aratro”.

Trovo poi nella cartella dell’archivio e leggo un appunto tratto da “la Repubblica” di giovedì 8 giugno 2000, p. 44-45, Questi versi sono privi di senso, di Umberto Eco. Ma tutto è già svelato nel “Pendolo”, di Stefano Bartezzaghi:

“La soluzione dell’acrostico è una frase, a sua volta misteriosa: Sator arepo tenet opera rotas (il seminatore, con l’aratro, tiene in opera le ruote). La frase è il famoso “Quadrato magico”, noto sin dall’Antichità. Se scrivete le cinque parole in forma di quadrato, potrete leggerle in quattro sensi diversi (dall’alto e dal basso, da sinistra e da destra), e questa particolarità ha reso la frase un vero cult per ogni cabalismo ed esoterismo.”

Anche un’altra annotazione – che trascrivo come la trovo – è ripresa da “il Venerdì di Repubblica”: “giovedì 8 giugno 2000, n° 641, venerdì 30 giugno 2000, p. 144, La disfida del quadrato magico, di Stefano Bartezzaghi. Articolo con interpretazioni e anagrammi.”

E poi, a seguire:

“8 gennaio 2004, giovedì: del tutto casualmente, ritrovo il quadrato magico sulle pareti del Duomo di Siena” (ho inserito la relativa figura nella copertina della rubrica).

“9 febbraio 2004, lunedì: alle 21, a cena da Oretta e Gianni. Si parla di viaggi e altro, viene fuori il quadrato…, anche Ciccio ne sa qualcosa, per il suo Abruzzo pescarese, poi Gianni si alza e va a prendere un libro che mi regala gentilmente:

Cammilleri, Rino, Il Quadrato Magico. Un mistero che dura da duemila anni, RCS Libri, Rizzoli, Milano 1999.”

“17 marzo 2004: dopo la telefonata di avviso ricevuta venerdì 12, passo alla Libreria all’Olimpico, dove è arrivato il libro, ordinato a febbraio. Ieri è arrivata la lettera di Laura G. da Montalcino, datata 5 marzo e spedita il 10.”

“Il 19 marzo, settimo anniversario della sentenza Nona, a Trevignano, Corrado mi dice di aver trovato il quadrato sul duomo di …………, in Abruzzo, e qualcosa di Monterosi (???)”

(1. continua alla prossima puntata)

FRANCESCO CORRENTI

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