RUBRICA “BENI COMUNI”, 22.2. VIAGGIO IN U.R.S.S. – UNA GUIDA TURISTICA / seconda parte

a cura di FRANCESCO CORRENTI

Ci siamo lasciati la volta scorsa, il Lettore ed io, con la mia promessa di fornire argomenti tali da giustificare i motivi per cui ho creduto di qualche “interesse comune” parlare in questa rubrica della Guide touristique «Voyage en U.R.S.S.» del 1962, di cui ho raccontato la presenza tra i miei libri da tanti anni. Ho anche detto che avrei pubblicato altri stralci della guida ed è quanto sto per fare, mettendo in risalto che le descrizioni di luoghi e monumenti, le informazioni turistiche o le accurate descrizioni storico-artistiche a cui siamo abituati dalle nostre guide Touring, Baedeker, Michelin e così via sono trattate in modo molto sommario e marginale in questa, dove ampio spazio è dedicato, invece, ad esporre, con toni amichevoli, direi fraterni o quasi paterni, le conquiste del sistema sovietico, la sua perfetta organizzazione ed i suoi vantaggi rispetto alle forme di governo, di rapporti sociali e di vita in ogni campo dei paesi sedicenti democratici. Per cui posso dire dimostrato il mio assunto, dato che, effettivamente, l’argomento fondamentale della Guida è rappresentato dai Beni comuni – nelle loro diverse espressioni – ed anzi, piuttosto, dal Bene comune.

Ed eccone la prova. Dopo la presentazione e il benvenuto al Lettore, la guida inizia a parlare del Nostro Paese (Generalità sull’U.R.S.S.), con un paragrafo sul Territorio, esordendo con un dato: l’U.R.S.S. occupa la metà dell’Europa e un terzo del continente asiatico, avendo una superficie di circa 22,4 milioni di km2, cioè 1/6 delle terre emerse, quasi 2,5 volte quella degli Stati Uniti d’America, 7 volte quella dell’India e 60 volte quella del Giappone. Si estende da ovest a est per circa 10.000 km, ossia per quasi tutta la larghezza dell’emisfero, e da nord a sud per oltre 5.000 km, ovvero per oltre la metà della distanza tra il polo e l’equatore. E così via, con dati sui tantissimi confini e i tipi di paesaggi (tutti rappresentati). Seguono i paragrafi sul Clima (anche i vari tipi di clima sono presenti, tranne quello tropicale), le Risorse naturali, la Popolazione.

Delle 276 pagine totali della guida, quelle da pagina 13 a pagina 73 sono dedicate a sette capitoli in cui vengono illustrati particolareggiatamente tutti gli aspetti pratici del viaggio, le cui condizioni e formalità devono essere definite attraverso l’Intourist, la società per azioni nazionale del turismo straniero, che organizza i viaggi «su basi commerciali», con prezzi e tipologie dei servizi indicati in modo molto dettagliato: stagioni, bagagli, mezzi di trasporto, itinerari. E poi i tipi di viaggio: con servizio completo, in gruppo,  su strada con autovetture… e i viaggi d’affari, le crociere, i soggiorni di riposo, quelli di caccia.

Questi, di caccia al capriolo, nella Riserva di Crimea, a tre ore da Yalta, si svolgono da settembre a febbraio in montagna, a 1.000-1.300 metri di altezza, con una durata minima di 5 giorni, di cui un paio di riposo, e costano 19,75 rubli (22,5 dollari americani) al giorno, comprendenti: camera con bagno in hotel in riva al mare (Mar Nero), 4 pasti al giorno, trasporto alla riserva e ritorno, vitto e alloggio durante le partite di caccia (nelle quali i cacciatori sono accompagnati da specialisti), un attestato e un emblema a fine soggiorno. A parte, sono i costi per la fornitura eventuale di fucile, munizioni e altri equipaggiamenti e per i trofei conquistati, cioè le corna degli animali abbattuti, per le quali sono stabilite delle tariffe in relazione alle dimensioni, qualità e quantità delle stesse.

La guida prosegue quindi con il capitolo su Le vostre carte (i visti, i transiti ed i certificati medici), che sottolinea – come si ripete frequentemente in tante altre parti del volumetto – che le formalità da osservare sono esattamente le stesse di qualunque altro paese del mondo e non dipendono affatto da rigide disposizioni burocratiche proprie dell’Unione Sovietica. Le modalità per ottenere dei visti turistici da parte dei consolati sovietici, in tutti i paesi nei quali l’Unione possiede una rappresentanza diplomatica, non sono assolutamente fastidiose e non prendono mai molto tempo.

A seguire, il capitolo Alla frontiera (con spiegazioni sul controllo delle carte, sui controlli doganali, sulle disposizioni per le valute e le quantità che possono essere importate, sulla registrazione dei passaporti), quello Voi siete nostro ospite (l’Unione Sovietica è felice di ricevere un buon ospite e di riservagli la migliore delle accoglienze nei suoi hotel, campeggi e ristoranti) e quello I vostri spostamenti (in aereo, in treno, per nave, con autoveicoli e con trasporti urbani), ricchi tutti di minuziose informazioni. Altrettanto ricchi di notizie i successivi capitoli su Le vostre occupazioni e su Le vostre distrazioni. Oltre a dare ragguagli su escursioni, musei, ricordi della Rivoluzione d’Ottobre, monumenti antichi e acquisti di souvenir tradizionali, di oggetti artistici e di artigianato o di dischi musicali, nonché su teatri e concerti, parchi e giardini, pattinatoi invernali e sulle campagne intorno alle grandi città, celebri per il loro paesaggio naturale o i loro monumenti storici e architettonici, la guida raccomanda di attenersi alle consuete disposizioni, vigenti in U.R.S.S. come altrove, negli altri paesi del mondo, sulla possibilità di scattare fotografie, filmare e disegnare cose e persone. Essendovi, in proposito, alcuni divieti.

Dalla pagina 74, la guida passa a delineare alcuni cenni storici su L’U.R.S.S. com’è, partendo dal periodo prerivoluzionario e giungendo a quello sovietico, per esporre poi i principi della Politica estera, basati sulla coesistenza pacifica, e fornire un quadro delle Date da ricordare, tra il primo millennio prima della nostra era, con l’apparizione dei primi Stati schiavistici in Transcaucasia, in Asia Centrale e a nord del Mar Nero, e l’11-15 agosto 1962, data del primo volo cosmico di gruppo al mondo effettuato dai piloti-cosmonauti sovietici Adrian Nikolaïev e Pavel Popovitch.

Finalmente, a pagina 87, gli autori della nostra guida iniziano ad esporre quegli aspetti del loro grande Paese (e che sia veramente grande, ce l’hanno ribadito in tutti i modi) per i quali, in quegli anni, il turista straniero ha maggiori curiosità, data la precedente difficoltà di conoscere la reale situazione esistenziale oltre l’impenetrabile «cortina di ferro», quando  la conclamata «coesistenza pacifica» non aveva ancora soppiantato i modi reciprocamente ostili della «guerra fredda» ed i frequenti episodi, qua e là, di guerra vera e propria. Per cui a loro, agli autori della guida, ed alle loro parole misurate ma convinte e seduttive, lascio adesso tutto lo spazio libero necessario per erudirci e affascinarci. Se fossimo veramente lì, al tempo, “buoni turisti”, alla frontiera di una delle quindici repubbliche sovrane, socialiste sovietiche, l’atmosfera seducente sarebbe palpabile, davvero, e tuttavia da parte nostra e da parte loro, qualche sottile sensazione di sospetto si sentirebbe pure.

 

Struttura politica e sociale

Il sistema politico e sociale dell’Unione Sovietica è radicalmente differente da quello dei paesi occidentali. All’origine di queste differenze noi troviamo prima di tutto il fatto che il l’U.R.S.S. conosce una forma completamente nuova di proprietà dei mezzi di produzione.

Le ricchezze nazionali – banche, officine, mezzi di produzione, miniere, ferrovie, comunicazioni, la terra e il sottosuolo – appartengono non già a delle persone private, ma all’insieme della società o a delle collettività.

Si tratta non più di proprietà private ma di proprietà sociale, socialista.

La proprietà socialista riveste due forme: proprietà nazionale o di Stato (ossia del popolo intero) e proprietà cooperativa kolchoziana dei differenti kolchoz o cooperative.

La legge ammette la piccola utilizzazione individuale (degli artigiani e dei piccoli coltivatori diretti), ma nega il diritto di impiegare i lavoratori salariati.

Accanto alla proprietà sociale, noi abbiamo la proprietà individuale da cui risultano tuttavia esclusi i mezzi di produzione. Essa include tutto quello che è indispensabile alla vita privata del cittadino, al suo comfort. Un cittadino sovietico ha il diritto di costruire o di acquistare con il suo salario una casa per la sua famiglia, di ammobiliarla, di far l’acquisto d’un’automobile, di piantarsi un giardino o un orto, ecc. Una sola condizione va rispettata: è vietato sfruttare il lavoro di altri, di arricchirsi a spese di altri.

La proprietà individuale in U.R.S.S., come negli altri paesi, è protetta dalla legge. Se ne può disporre liberamente, può essere oggetto di vendita e di acquisto ed essere trasmessa per eredità.

I beni materiali prodotti dai lavoratori nelle fabbriche e nei kolchoz rientrano in possesso non delle persone private ma dell’insieme dello Stato o dei kolchoz.

I beni materiali, salvo la frazione che va ai fabbisogni sociali, alla costituzione delle scorte, alla sicurezza sociale, al mantenimento delle case di cura e di riposo, ai servizi sanitari, all’insegnamento ecc. sono ripartiti in funzione diretta della quantità e della qualità del lavoro fornito da ciascun lavoratore e della sua qualificazione.

È l’applicazione del principio socialista: «Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo il suo lavoro».

È quello che si chiama socialismo.

Da qui scaturiscono i tratti della società sovietica: composizione sociale della popolazione, struttura dello Stato, carattere del potere di Stato, istituzioni politiche, ruolo e posto del Partito comunista e delle altre organizzazioni nella vita sociale, diritti e doveri dei cittadini e così via.

Il socialismo ha trionfato pienamente e definitivamente in U.R.S.S.

Nell’ottobre 1961, il XXII Congresso del P.C.U.S. ha adottato il programma che definisce i principali problemi e le tappe essenziali della costruzione del comunismo in U.R.S.S.

Il comunismo è un regime sociale senza classi con una proprietà unica, appartenente a tutto il popolo, dei mezzi di produzione, con una completa uguaglianza sociale di tutti i membri della società.

In proporzione allo sviluppo armonioso degli uomini, si vedranno crescere ugualmente le forze produttive sulla base della scienza e della tecnica in costante progresso; si otterrà l’abbondanza dei beni materiali ed è così che si realizzerà il grande principio: «Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni».

Il comunismo è una società altamente organizzata di lavoratori liberi e coscienti, dove si affermerà l’auto-amministrazione pubblica, dove il lavoro per il bene della società sarà per ciascuno il primo bisogno vitale ed una necessità fatta coscienza, dove le capacità di ciascuno saranno applicate con il maggiore profitto per il popolo.

 

Composizione sociale

La proprietà privata dei mezzi di produzione in U.R.S.S. non esiste, né esistono, di conseguenza, i capitalisti: banchieri, industriali, proprietari terrieri, commercianti ecc. Il solo mezzo di esistenza è il lavoro, la cui quantità e qualità sono le sole cose prese in considerazioni.

Questo, perché la popolazione dell’U.R.S.S. è unicamente composta da lavoratori: operai, contadini e intellettuali. L’indistruttibile unità politica, sociale e ideologica del popolo sovietico è basata sulla comunanza di interessi degli operai, dei contadini e degli intellettuali.

Alla testa della società sovietica si trova la classe operaia, la forza più progressista e la meglio organizzata.

Gli operai e gli impiegati costituiscono oggi con le loro famiglie più del 72% della popolazione, i contadini kolchoziani e gli artigiani raggruppati in cooperative sono quasi il 28%. Si contano ancora dei contadini che non fanno parte di alcun kolchoz, dei coltivatori individuali, ma il loro numero è molto debole.

Unione delle repubbliche sovrane

 

L’Unione Sovietica è composta da 15 repubbliche nazionali sovrane, federate sulla base di una unione liberamente accettata e d’una uguaglianza completa di diritti nel quadro di un solo Stato. Relazioni di amicizia e di collaborazione fraterna si sono stabilite tra di loro. Esse sono la Repubblica di Russia, d’Ucraina, di Bielorussia, d’Uzbekistan, di Kazakistan, di Georgia, d’Azerbaigian, di Lituania, di Moldavia, di Lettonia, di Kirghizistan, di Tagikistan, d’Armenia, di Turkmenistan e d’Estonia. Ciascuna ha la sua costituzione, i suoi organi legislativi ed esecutivi superiori, i suoi emblemi nazionali, le sue bandiere e il suo inno, ciascuna risolve indipendentemente tutte le questioni, salvo quelle che interessano l’Unione Sovietica nel suo insieme e che sono quindi esclusivamente di competenza degli organismi federali. Le repubbliche federate conservano il diritto di ritirarsi liberamente dall’Unione, di entrare in relazione diretta con gli Stati stranieri, di stabilire con loro degli accordi e di scambiare le rappresentanze plenipotenziarie ed infine di costituire delle formazioni militari proprie. È così che le Repubbliche d’Ucraina e di Bielorussia sono aggregate all’organizzazione delle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali.

Repubbliche autonome, regioni autonome e circoscrizioni nazionali fanno parte di alcune Repubblica federate (la R.S.F.S.R., le Repubbliche socialiste sovietiche di Georgia, Azerbaigian e Uzbechia). La diversità e la duttilità delle forme dell’autonomia sovietica permettono un libero sviluppo di tutti i popoli sovietici, danno la possibilità di portare larghe masse alla partecipazione attiva alla vita politica e sociale.

Una cittadinanza federale unica è stabilita per i cittadini dell’U.R.S.S. Ogni cittadino d’una repubblica federata o autonoma è nello stesso tempo cittadino dell’U.R.S.S.

A questo punto, e siamo giunti alla fine della pagina 91, la guida arriva ad esporre quali sono, nella Unione Sovietica del 1962 gli organi del potere, come funziona l’amministrazione della Giustizia (e l’iniziale maiuscola sembra significativa) ed il sistema elettorale, il ruolo e la forma del Partito comunista (che è il solo esistente) e dei sindacati, per concludere con la entusiastica descrizione dei meriti del «Komsomol», l’Unione delle Gioventù comuniste leniniste dell’U.R.S.S., ovvero, in sigla «V.L.K.S.M.» Argomenti che meritano attenzione e tempo, per cui mi sembra opportuno terminare qui la seconda puntata di questa 22a rubrica dedicata alla nostra vecchia Guide touristique del ’62. Sappiamo bene che da allora tutto è cambiato… O forse no? Alla prossima…  Do svidania!

FRANCESCO CORRENTI

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