“PARLIAMO TANTO DI NOI” – Le prospettive del Blog.

di CARLO ALBERTO FALZETTI

Dopo la riunione dei collaboratori sulle prospettive del blog, Carlo ha inviato questa lettera a Fabrizio che aveva introdotto la discussione. Con essa apriamo uno spazio con l’intento di avere contributi e idee.

Caro Fabrizio,

affido allo scritto, che mi permette la riflessione più meditata, ciò che debbo dire in merito alle tue domande.

Non c’è alcun dubbio: hai creato un insieme di intelligenze proporzionato alla dimensione della città ed alla sua storia.

Il passato culturale della città non poteva sopportare un decadimento, uno schiacciamento sul mero quotidiano.

Le Amministrazioni avrebbero dovuto stimolare, se non con i fondi sempre scarsi, con l’assunzione di competenze politiche di rango, il formarsi di aggregati culturali di respiro ampio.

La Fondazione avrebbe avuto il compito storico di allocare investimenti di fondi di natura civica sulla cultura, ma le note vicende lo hanno tristemente impedito.

I sodalizi di antico retaggio storico sono in uno stato di decadimento irreversibile, vivacchiano in attesa  di esalare il respiro finale.

Le Associazioni di nuova leva sono essenzialmente concentrate sulla meritoria e ben qualificata Storia cittadina. Le altre sono ormai trasformate in circoli ricreativi ispirate dal gioco delle carte.

Il nostro blog coagula capacità differenziate nei vari campi della cultura e ciò è estremamente importante se non si vuol decadere nella erudizione che è cosa ben diversa.

Giunti al punto di aver collazionato 1200 articoli ed oltre 90 contributori tu poni il problema di come diffondere in modo più efficiente la ricchezza accumulata fin qui.

Suggerisci due vie. Creare una Associazione che possa porsi quale soggetto attivo anche per acquisire utili fondi posti a disposizione di opere culturali. Penetrare nel mondo dei media più accreditati e seguiti nel web.

Circa l’Associazione non si può essere che d’accordo.

Circa il web non ho competenze in proposito.

Ciò che, tuttavia, voglio porre all’attenzione è un passo che precede i due aspetti e che tu hai già accennato.

Il problema concerne la definizione del gruppo del blog.

Un gruppo può essere, in prima istanza, un semplice aggregato, una sommatoria di elementi seppur qualificati. In questo caso il risultato finale è la semplice somma degli elementi, niente più.

In seconda istanza, il gruppo può assumere la configurazione di sistema nel quale il risultato finale non è più la somme degli elementi ma un surplus rispetto alla semplice somma. E’ il pregio che scaturisce dal gruppo quando è divenuto sistema.

Come si passi da gruppo-aggregato a gruppo-sistema  è la scommessa che tu hai formulato accennando a possibilità “redazionali”, collettive e non soltanto singole.

Fin qui ognuno ha scritto ciò che gli passava per la testa. Aggregare questi spontanei contributi non è stata cosa di poco conto.

Il passo successivo alla mera aggregazione spontanea è quello di poter commentare il punto di vista espresso. Non sto parlando dei brevi “mi piace”, oppure “letto” che il telefonino mette a disposizione. Intendo un commento sullo spazio proprio del blog. L’impressione, spesso, per chi scrive è quella di aver posto in una bottiglia uno scritto affidandolo al mare aperto. L’interrelazione fra i contributori è essenziale. Essenziale per stimolare le “new entry”. Essenziale per avere quelle dovute risposte al suo impegno che ogni contributore si aspetta mirando, nell’attesa, oltre il muro rappresentato dallo schermo ove appare “On Thout on”. Essenziale per polemizzare mostrando, tuttavia, come la polemica non è sterile e squallida contrapposizione bensì lotta costruttiva ed arricchimento fra le parti. Troppo spesso , invece, il silenzio tombale viene percepito in tutta la sua irruente  loquacità irrompendo rumoroso col suo miserrimo “Apò lue” da te richiamato!!

Come vedi, fare sistema non appare cosa facile ma è il preludio per poter passare alla “esternalità”.

Le modalità per realizzare tutto questo possono essere motivo di dibattito. Mi limito a dire che lo spontaneismo fu invocato nel momento costitutivo e ciò è un bene perché è fecondo di varietà argomentativa, di libertà d’espressione, di ricchezza di contributi, in una parola di cultura. Farei solo notare la brevità del “pezzo” che incoraggia il lettore dello schermo grande e, figuriamoci, dello schermo piccolo.

E’ uno sforzo, quello della concisione, in più ma benefico per tutti. La brevità da tanti acclamata, arricchisce la platea ed incoraggia l’interrelazione.

Le “rubriche”, ovvero la persistenza su stesso argomento facilita l’approfondimento e permette al lettore di seguire con minor sforzo decentrando in luogo di una faticosa concentrazione. Questo è già egregiamente realizzato da molti contributori.

Il “redazionale” dovrebbe consistere in un argomento base perché fondato sulla attualità o sull’importanza dove si richiede il combinato di punti di vista differenti: storico, sociologico, antropologico, filosofico, ironico…Basterebbe   indicare l’argomento ed ognuno esprime il suo punto di visione. La qualcosa è già avvenuta in talune occasioni ma no in modo programmato.

Il blog non è luogo dei “fatti” ma delle “opinioni sui fatti”. Delle opinioni derivanti dalle diverse competenze.

L’adagio plebeo “se la suonano e se la cantano oppure “è un gruppo politico attorno a Barbaranelli” o, ancora, “sono solo autoreferenziali” cede il passo all’amarezza invidiosa che, nel breve, si trasforma  in un obiettivo, seppur mal digerito, riconoscimento ,via via che il gruppo acquisisce collaboratori e si fa viva la fiamma della interrelazione interna.

Vi sono momenti collettivi che la pandemia ha fermato ma che possono riprendere ed aumentare. Penso alla “cultura in scena” che non sempre è stata affollata di gente del blog e che potrebbe essere svolta sotto l’icona dello stesso blog. Così come conferenze aperte al pubblico organizzate dal blog in veste associativa. Penso, poi, ad una sorta di Festival della cultura cittadina con i fondi della Fondazione risanata. Alla presentazioni di libri. Alle possibili “inchieste” su temi importanti del territorio.

A proposito di territorio perché non allargare al comprensorio che vede la Città quale polo aggregante in termini di servizi pubblici, tribunale, catasto, scuola …Estenderemmo a contributori di qualità ora fuori. Dovremmo accettare opinioni concernenti i loro rispettivi siti ma approfitteremmo di opinioni certo qualificate. Il blog assumerebbe una natura meno localistica, meno stretta al “particulare” evitando accuse di “cenacolo famigliare”.

Insomma il blog quale testata giornalistica, non di un quotidiano ma di una Rivista culturale. La forma associativa permetterebbe tutto ciò.

Che cosa evitare?

Adeguamento verso il basso per aumentare consenso tra i giovani.

Spostamento verso il fatto a scapito della opinione

Schiacciamento sul quotidiano cittadino a scapito di argomenti di respiro generale.

Naturalmente sono opinioni mie che vanno confrontate con gli altri.

Tanto ti dovevo per l’impegno che hai dimostrato facendoci incontrare in questi anni, facendoci scoprire gli uni con gli altri ed evitando a tutti noi oblii e conoscenze approssimative.

Di questo io e, reputo, anche gli altri ti siamo debitori.

CARLO ALBERTO FALZETTI