IL CANTO DI CIRCE

di CARLO ALBERTO FALZETTI

Ci sono periodi storici nel corso dei quali gli spiriti astrali permettono una combinazione di governanti nel mondo di felice e fruttuosa fattura. Ci sono, altresì, momenti drammatici nei quali si determina una congerie di guide non all’altezza della missione. Certo, non siamo negli anni ’40 ma, tuttavia, l’attuale costellazione politica nel mondo,risulta mediamente  quanto mai inquietante.  Aiutati dalla malìa di Circe dilettiamoci nel giocare di fantasia e sarcasmo per qualche attimo.

 Magra consolazione alle pene dell’esistente!

Ci fu un giorno che Circe, maga figlia del Sole, uscì dal palazzo seguita da cani latranti

pregando il Padre e gli altri Dei nel cielo splendenti.

“ Padre e tu Apollo dalla lunga chioma placido cantore ma terribile nella vendetta, ditemi perché la Natura inverte, spesso, il suo piano?

Perché esseri ferini, scaltri, vili, ripugnanti spesso si mascherano sotto  scorza umana?

E tu Venere, alma bella, bellissima, giocosa, candida, casta nutrice, perchè permetti che il fuoco si mescoli con l’acqua, che il corpo di un uomo, il bel corpo, divenga abitacolo d’un’anima bestiale?

E tu, Madre Natura, Madre che ami nasconderti, perché sovverti le tue Leggi?

Numi tutti, certo non ignorate che In un lontano ma grande Paese l’anima suina ha trovato abitacolo in un corpo umano, grasso, di bionda ed insolente capigliatura. Tu sai , Alma Venus, come il corpo umano che ospita la bestia si palesi con tutti i caratteri dell’animale incarnato. E, dunque, quel figuro che ospita la fangosa anima porcina si palesa : tronfio, fetido, dissoluto, querulo, rustico, pertinace, vile, lunatico.

E perché nelle contrade amazzoniche, feconda afrogenia Venus, la salamandra amica del fuoco è riuscita ad entrare nel corpo di un uomo che il popolo bruto osanna tanto?

E perché al lupo famelico hai tu permesso, o divina, di albergare in un involucro che si muove a due zampe e parla con lingua d’uomo e oltraggia luoghi sacri a genti diverse?

Forse non ti sei accorto, signore della luce, arco fiammeggiante, che un organo umano ospita l’aspide, in una terra tanto vasta quanto fredda.

E tu, Madre Natura, ignori quanto soffre l’Isola Invitta ad essere governata dal biondo sciacallo quando potrebbe aspirare ad essere ammaestrata dalla saggezza di una lunga storia?

Quanto potrei dire ancora, o Dei celesti miei Signori, soffermarmi sui cani ululanti, sui somari raglianti, sulle scimmie inquietanti che tanto spesso gozzovigliano per il tramite di un corpo umano e sovente hanno potere sulle genti, pur esprimendo doti belluine”.

.   .   .

Ascoltato il lamento, gli Dei Celesti offrirono spazio alla pietà e permisero all’ammaliante Circe il sublime incantesimo, così  redimendo Madre Natura dalle sue fallaci azioni.

Fu così che il corpo umano usurpato dall’anima animale si dissolse e lo spirito bestiale assunse il suo vero corpo. Il maiale umanizzato, allora, ritornò maiale, la salamandra salamandra, il lupo lupo, l’aspide aspide, lo sciacallo sciacallo. E così fu per tanti asini, cani, canacci, scimmie ed atro bestiame sparso per i palazzi, sacri e laici, del potere nel mondo.

 L’umanità ridusse di molto il suo numero,

 ma visse più felice che pria.   

Alla memoria di Giordano Bruno “nato” il 17 febbraio 1600 in Campo dei Fiori sotto il segno del Fuoco.

CARLO ALBERTO FALZETTI

L’immagine di copertina è un’acquafòrte di Giovanni Benedetto Castiglione (Il Grechetto): Circe con i compagni di Ulisse trasformati in animali.