CANONE 19 IN RE MAGGIORE. (Tre violini e basso continuo)

di CARLO ALBERTO FALZETTI

ALLEGRO MODERATO,  ALLEGRETTO,  VIVACISSIMO.

Amico mio, ascolta! Vorrei affidare al verso il mio tripudio.

Insperata la notizia a febbraio va sbocciando. Un auretta  assai letale piano, piano va crescendo, va  scorrendo, va ronzando. Si introduce fra la gente e d’orror fa raggelar. Prende forza a poco a poco, sembra un tuono e poi trabocca. Si propaga, si raddoppia e produce un esplosione come un colpo di cannone: e le scorte fa gonfiar!!

Vendere, vendere, vendere. Cibo a profusione. Unico conforto per chi è stretto in casa. Disinfettanti,  Amuchina,  Gel, mascherine, reagenti, guanti monouso, macchinette per fare il pane, farmaci per raffreddore, manubri da palestra, zuppe, cibi in scatola, tovaglioli di carta, saponi, pasta.

Rimembri?  Un terremoto fa impazzire di gioia i costruttori. Una guerra gonfia i cuori dei produttori d’armi. Ora è la nostra ora! Ad ognuno il suo momento! ! Chi dice che la pandemia è un dramma? Lo dice chi ignora i profitti sempre più profittevoli. E quando la pressione si fa via via più gagliarda ecco la Santissima Trinità pronta a ristorar le pene. La Domanda è alta? L’ Offerta è incapace a fronteggiarla? Il Santo Prezzo va in sù e tutto si fa armonia, armonia, golosa armonia. Amico mio!.

Taci, ti prego! La misura è colma! La gioia mi fa scoppiare il cuore. L’inverno del nostro scontento si è tramutato in un ardente sole. Quanto ancora arderà questo calore?

Ti rispondo, amico. Fidati, Il giorno non è ancora finito! Pensa solo al momento in cui rampollerà dai laboratori il vaccino.

Taci! Non oso pensarci, il gioire mi soffoca……

 

ALLEGRO MA NON TROPPO

 

Montagna? Ma no! Mare! E le distanze? Che noia tutte queste regole. Hai saputo? C’è chi, vuole che si lavori sempre! Invidia, solo invidia per il nostro posto sicuro. Per fortuna che il turismo deve sopravvivere, altrimenti quelli ci avrebbero negato le nostre ferie. Mare o montagna? Tu che dici, sono incerta, proprio non saprei dirti. Forse….

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Hai visto il collega che va sempre in TV? Deve avere qualche amico altolocato, quello là!. Comunque, sinceramente parlando siamo stati tutti beneficiati. Ma chi diavolo sapeva  cosa distinguesse un virologo da un immunologo, da un infettivologo, da un epidemiologo, da un immunologo, da un biologo molecolare, da un allergologo. La gloria passa fugace. Afferiamola fin che si è in tempo! Apparire. Comunicare. Blaterare, fin che c’è pubblico.

 

 ANDANTE MODERATO, LENTISSIMO, GRAVE.

 

C’è buio nella fossa. Ho freddo. Sento un flauto, un flauto magico, fuori. Vorrei seguire quella melodia, mi rasserena. Provo a salire. La mano è giunta sull’orlo del baratro. Il suono è piacevole, mi ristora, placa i miei incubi. Riaprirò? La serranda sarà alzata?. Ritornerò alle mie piacevoli fatiche? Il tempo si è come dilatato. Mi sembra di essere in questo buio da sempre. E’ freddo in questo antro. Ma ormai la mano ha fatto presa. Sto per uscire dall’antro. Voglio seguire quel suono, voglio credere al suo conforto. Ma… d’improvviso un dolore acuto mi invade! Un tallone schiaccia le mie dita. Perdo fiducia e ripiombo nell’antro. La musica era falsa, un suono beffardo, un flauto ingannevole.

La realtà si è manifestata attraverso le dolorose sembianze di un avviso bancario, di una bolletta evasa, di un sollecito INPS, INAIL, AGENZIA ENTRATE…..Il tallone mi ha ricacciato dentro.

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Avevo un lavoro. Forse lo avrei trovato. Forse….Poteva accadere. Un campo, pomodori rosso sangue. Forse le insalate. Forse i meloni. Poteva accadere.

Girare fra i tavoli di un bar. Forse di un ristorante. Forse di un locale notturno. Poteva accadere.

Rimestare calce e sabbia. Forse costruire un muro. Forse agganciare una trave. Poteva accadere.

Perché è accaduto ciò che non doveva accadere? Morire di vita! E’ questo il verdetto?  Ho passato tutto il giorno a farmi domande.   

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Una lunga successione di anime in camice bianco sta per varcare  le solide dimore di Ade. Vi è sulla destra una fonte e accanto ad essa si erge un cipresso bianco. I Custodi alati avvertono quelle anime di non accostarsi a quella fonte ma  di andare più avanti. E quando ciò sarà accaduto i Custodi chiederanno alle anime che cosa vanno cercando nelle tenebre caliginose. E loro risponderanno che sono lì perché la pietà li ha chiamati. Allora i Custodi  ne avranno compassione e li lasceranno andare per la via sacra  che percorrono i  misericordiosi.

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Ninetta aveva studiato con il nonno matematica. La scuola era chiusa da giorni. Poi, il nonno era andato via. Una macchina con la sirena. Era scomparso, senza un saluto. Elaborazione del lutto incompiuta. Riti consolatori sospesi. Commiati negati.

Un giorno la telefonata.  Poi,  la consegna dell’urnetta.

Il nonno ora è lì, in un angolo della casa, in attesa del suo ultimo tragitto in terra consacrata.

Ninetta non riesce a capire questi strani eventi. Una rabbia l’ha invasa, una rabbia verso un nome: Apotema!

Quel nome era relativo all’ ultima lezioncina impartita del nonno. Apotema è un nome cattivo, un nome odioso. Perché lo hanno inventato? Perché Apotema ha portato via il nonno?

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Lo spartito musicale è terminato. La melodia può essere ascoltata  invertendo i tempi rispetto a quella sopra esposta: dai tempi  lenti si può giungere ai tempi veloci. Ognuno può fare ciò che crede. L’essenziale è l’aver ben compreso che il “Canone 19 in re maggiore” è stato composto con tempi assolutamente  differenti  fra di loro!!

 

CARLO ALBERTO FALZETTI