IL TEATRO TRA VERITÀ E DENUNCIA: MARIO TRICAMO – 5. La compagnia Trousse, applausi e conquiste (1994 – 2001)

di GIULIA MASSARELLI

Il sodalizio tra Mario Tricamo e l’Associazione dura otto anni e segna una drammaturgia originale, forte, significativa nelle sue espressioni emotive e razionali.

Gli spettacoli messi in scena dal 1994 al 2001, molti scritti da Mario Tricamo e tutti con la sua regìa, prodotti ed interpretati da Giorgio Granito per la Trousse sono:

  • DC9 Itavia: il caso Ustica (1996) di Mario Tricamo: ripercorre la tragica vicenda ancora oggi coperta da segreti innominabili. Cita episodi inquietanti, nomi e cognomi di personaggi coinvolti nella vicenda, per addivenire ad una ipotesi drammaticamente reale;
  • S come Strage: Piazza Fontana (1998) di Mario Tricamo: la tragica vicenda, ancora oggi viva nel dibattito politico e civile del paese, viene da Mario illustrata per voce dei suoi protagonisti con un afflato di straordinaria umanità verso coloro che ne sono rimaste vittime;
  • Vita e morte di Aldo Moro, democristiano (1999) di Mario Tricamo: le lettere di Aldo Moro, il depistaggio immediato attuato subito dopo il suo rapimento, l’aspetto di uomo politico e privato sono messi in chiara luce. Testimonianze ed atti parlamentari si rincorrono nello spettacolo fornendo ipotesi suffragate da documenti ma ancora oggi tenute nascoste;
  • Ilaria Alpi. Omicidio a Mogadiscio (1999) di Mario Tricamo: Mario ripercorre il cammino della giornalista, menzionando episodi, fatti e nomi. Denuncia connivenze e depistaggi, offre una lettura reale di ciò che è accaduto mostrando la straordinaria attualità dell’inchiesta che stava conducendo Ilaria Alpi;
  • Falcone e Borsellino e la festa dei bambini morti di mafia (1997) a cura di Mario Tricamo e Giorgio Granito: un omaggio che gli autori hanno voluto dedicare ai nostri grandi eroi, vittime della guerra contro la delinquenza organizzata e delle sue connivenze con lo Stato;
  • Sindona, per esempio (1994) di Maurizio De Luca, regìa di Mario Tricamo: sul noto caso Sindona e sull’operato di grande responsabilità civile di Giorgio Ambrosoli, ucciso da un sicario della mafia su ordine di Sindona stesso;
  • La cantata per la festa dei bambini morti di mafia (1995) di Luciano Violante, regìa di Mario Tricamo: sugli efferati omicidi commessi dalla mafia.

La Trousse, con Giorgio Granito, insieme a Mario Tricamo, negli anni 1998/1999 realizza il progetto Cittadinanza, mafie e memoria, per una Cultura della Legalità in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, il Comune di Roma, l’Associazione Libera contro la mafia, durante la quale vengono realizzati convegni, spettacoli teatrali ed interventi audiovisivi.

Nel corso di questi otto anni replicano gli spettacoli centinaia di volte, rappresentandoli in tutt’Italia e nei luoghi simbolo della lotta alla criminalità organizzata, come Palazzo Reale a Palermo, ad Ustica, al Teatro Quirino a Roma, nei Teatri e nelle Sale Comunali di decine di Comuni, per migliaia di ragazzi degli istituti scolatici, realizzando, così, anche una efficace opera di divulgazione ed educativa.

Tutti gli spettacoli sono stati realizzati con il sostegno del Mibact, il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo e di numerosi altri enti pubblici e privati.

Sulle tracce del consistente progetto instaurato da Renato Mambor, il lavoro di Giorgio Granito, Mario Tricamo e di tutta l’Associazione Trousse è stato il giusto proseguimento di un teatro che pone lo spettatore di fronte a qualcosa che lo coinvolge in prima persona, lo richiama all’attenzione, a prenderne parte e quindi a riflettere. Proprio come la distanza che pone Mambor tra opera e spettatore con la sua arte analitico-concettuale, ma se la distanza tra palco e pubblico aumenta, quella tra arte visiva e performance diminuisce. Tra l’altro lo stesso Mario si interessava di arte visiva, come ricordato sopra, intraprendendo anche un percorso di studi in merito a tale argomento. Senza ombra di dubbio il fermento artistico, l’atteggiamento analitico e riflessivo di quegli anni si faceva sentire e gli artisti presi da noi in esame ne avranno sicuramente sentito o percepito l’influenza.

Quello portato avanti dall’Associazione Trousse è un teatro che non ha bisogno di finzione, ma che fa della realtà l’oggetto, il mezzo per scuotere le coscienze; un teatro oggettivo e razionale per far luce sulle verità difficili da vedere e riconoscere. Dunque, il teatro stesso diventa un oggetto, un contenitore che porta in grembo delle verità nascoste e lo spettatore è chiamato a ricostruire la logica formale e strutturale del fatto accaduto e portato in scena, fino a far sorgere un proprio pensiero critico a riguardo, una presa di coscienza.

Quello portato avanti da Mario Tricamo e Giorgio Granito è un teatro che pone domande, un teatro d’inchiesta che indaga la realtà per coglierne la verità, le problematiche della vita civile. Negli spettacoli portati in scena, Giorgio e Mario, hanno sempre sviluppato una propria interpretazione dei fatti sia nella stesura che nella realizzazione: ci troviamo di fronte ad un teatro di denuncia che lancia appelli per arrivare ad una verità.

GIULIA MASSARELLI                                                                                                               (continua)