MA SIAMO MATTI?

di MARIO DEI GIUDICI

L’Amministrazione Tedesco annuncia di voler tornare alla raccolta dei rifiuti con cassonetti su strada abbandonando il “porta a porta”. A me personalmente sembra una follia irragionevole, ma forse sbaglio io. Allora consulto un po’ i social nostrani e scopro che la stragrande maggioranza dei miei concittadini si dimostra non solo contraria alla proposta del Sindaco ma addirittura sconcertata, delusa, arrabbiata. Si affannano a scrivere le loro ragioni, tutte di buonsenso; si dimostrano capaci di prescindere dalle simpatie politiche: qui si va ad abbandonare una riforma epocale, tanto desiderata e infine sperimentata con soddisfazione. Una riforma casomai da incrementare, correggere, perfezionare.

Gli “amministrati”, insomma, si rivelano generalmente migliori degli Amministratori. Stupiscono che si proponga un diversivo strambo e pericoloso, in un momento di grave pandemia mondiale, di paura per la salute e per la vita, allorché la pesantissima congiuntura economica fa sanguinare ferite di vecchie e nuove povertà in una città da sempre in affanno e quando pure il porto, soprattutto nel settore che appariva più florido, è gettato in una terribile crisi occupazionale… Perché anche questo rilevano le persone di buonsenso: che avviare la differenziata porta a porta ha richiesto investimenti notevoli e il ritorno alla raccolta di strada graverebbe di altri costi immediati (acquisto di compattatori e di cassonetti) e futuri (conferimento in discarica di migliaia di tonnellate di rifiuti indifferenziati). Già, perché accanto alla separazione e agli utili discendenti dalla vendita delle plastiche, dei metalli, della carta, dei vetri, il “porta a porta” consente soprattutto di risparmiare l’abbandono in discarica di tonnellate di materiali organici destinate alla produzione di compost e fondamentalmente alle opere di rimboschimento. Il cosiddetto “umido” se lo porti in discarica lo paghi, se lo conferisci alle aziende di compost ne realizzi ricavi.

Di queste e di simili cose bisognerebbe ragionare, prima di avventurarsi in retromarcia avventati. Al contrario, non pare che si voglia sottomettersi a confronti aperti e ragionevoli: almeno non è stato detto fin qui. La qual cosa provoca sempre un richiamo all’andreottiano mantra sul peccato del sospetto. E questo dispiace ancor di più, perché la Tari è una tassa abbastanza gravosa per tutti…

MARIO DEI GIUDICI