ECOSOFIA

di CARLO ALBERTO FALZETTI

La pandemia potrebbe essere considerata una sorta di prova generale che sta effettuando l’umanità per comprendere ed esercitarsi a gestire i numerosi rischi globali che caratterizzano l’attuale momento (rischio ecologico, rischio nucleare, rischio economico, rischio demografico).

Tutto il dibattito ecologico pre-epidemia verteva su un principio fondamentale: l’uomo potrebbe non essere il culmine della evoluzione; la natura potrebbe non essere il fondale entro cui  l’uomo svolge la sua scena di  padrone arrogante del mondo (così come la Genesi ci indica).

In sintesi, il dibattito, di pochi mesi fa verteva sulla constatazione che l’ Homo sapiens non è il “fiduciario di Dio” a cui è stata consegnata la gestione della Natura, ma è  semplicemente l’erede di una catastrofe. Questa catastrofe, liberando i mammiferi da una nicchia ambientale marginale rispetto all’egemonia dei dinosauri, ha permesso l’evoluzione del cervello di un particolare mammifero che è riuscito a produrre strumenti  tecnologici talmente potenti da poter riprodurre le conseguenze della catastrofe primaria.

 Erede di una catastrofe l’uomo diviene esso stesso produttore di catastrofe equivalente.

Una enorme responsabilità pesa sulla testa dei grandi decisori. Ma pesa anche su chi produce opinioni. Ma anche sulla società civile. L’insorgenza dell’intelligenza  in natura è stato un fenomeno che si è reso possibile pur avendo un tasso probabilistico estremamente basso. Una auto-eliminazione della razza umana renderebbe l’intelligenza un fenomeno  non facilmente emergente nel futuro (fatta eccezione di una possibile Intelligenza cosmica). Esiste, dunque, una responsabilità a carico dell’ umanità di livello cosmico (che certo si aggiunge alla responsabilità etica fondamentale di distruggere la “persona umana”.

A questo punto, forse,la pandemia che stiamo soffrendo potrebbe essere un deterrente più forte degli appelli ecologici degli ultimi anni. Potrebbe essere un insegnamento planetario a trattare la” Natura” adeguatamente.

Giova a questo proposito ricorrere ad una “storiella” educativa che dimostra come l’intelligenza sia una ricchezza potente in Natura ma che la stessa Natura può giudicarla un ostacolo da eliminare nei casi in cui essa si traduce in mera “stupidità”.

La catastrofe atomica è avvenuta! L’inverno nucleare copre l’intero pianeta. Tutto è silenzio .La vita in ogni suo aspetto è spenta, fatta eccezione di una piccola livida fenditura in una roccia di una montagna di una regione del pianeta. In quell’anfratto vivono una minuscola colonia di virus che si è abituata alle radiazioni esterne. I micro-organismi avvertono che tutta la vita fuori non esiste e che, dunque, il ciclo lunghissimo della evoluzione dovrà iniziare di nuovo con tutta la lunga, rischiosa ricerca di equilibri punteggiati. Miliardi e miliardi di anni, cooperazioni, competizioni, turbolenze, vittorie, tutto per “recuperare il passato” di Gaia.

Ma, ecco che riunitisi in una sorta di Convegno Universale giungono unanimemente ad una conclusione irremovibile, categorica, assoluta: nella futura prossima evoluzione niente cervelli!!

CARLO ALBERTO FALZETTI