BINARIO 21

di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦

SAMUELE    Mario, come stai? Che piacere trovarti.
Sai, non ho mai dimenticato il tuo insegnamento. Sei stato il mio miglior professore. Ricordi quando mi hai permesso di darti del tu? Eri andato in pensione e ti sentivi non più rivestito della tua carica. Io ho impiegato un po’ di tempo nel darti confidenza. Ma poi abbiamo tanto parlato. Ricordi le interminabili passeggiate lungo il Naviglio? Tu non più professore ma amico, io non più alunno ma tuo confidente, se cosi’ posso dire……

IL PROFESSORE    Samuele, Io non sono per nulla contento di rivederti. Di rivederti qui. Di ritrovarti accanto a me in questo luogo. Perchè ti hanno scovato? Tuo padre e’ una persona di alto livello. Io ti pensavo lontano, in America, al sicuro. Tu potevi! Tuo padre e’ una persona che conosce chi è in alto, molto in alto. Perché sei qui, con tutti questi disgraziati, in questa terribile sala d’attesa: vedi questo squallido vagonaccio? Esso ci attende. La sua gola profonda, insaziabile ci ingoierà tutti. Tutti! Bambini, vecchi, donne, uomini. Io….. ed ora, anche te!

SAMUELE    Mario, che dici? Mario stammi a sentire! Non devi aver timore. Ascolta! Io ho un amico, si chiama Alessio. Un amico fidato. Non e’un ebreo. E’ il figlio di un pezzo grosso, qui a Milano. Una specie di sottoprefetto, o qualcosa del genere. Vuoi sapere che cosa mi ha detto? Mario ascolta! Noi siamo stati portati qui perché la nostra religione disturba il regime che ha stretto patti con la Chiesa Cattolica. Dunque, dobbiamo rassegnarci ad una… rieducazione mentale.
Capisco che cosa pensi. Tutto questo è assurdo! Lo trovo anch’io assurdo. Ma se e’ questo che vogliono…
Tutto ha un costo nella vita, Mario! Se dobbiamo farlo…ebbene ,ci rassegneremo!
Faremo finta di dimenticare la nostra Torah e crederemo davvero che il Messia e’ apparso sulla terra millenovecento anni fa. Mario, vedrai, col tempo le cose cambieranno e quando tutto questo sarà cambiato ritorneremo alla nostra vera fede!
Un campo di rieducazione: una specie di sanatorio della mente dove far finta di ricredersi. Tutto qui! Alessio me lo assicurato. Vedi: ecco spiegata la presenza qui di ogni sesso e di ogni età. Intere famiglie, una rieducazione totale!
E, poi, ti sembra possibile che possa accadere qualcosa di drammatico se a partire sono vecchi decrepiti, neonati, bambini, donne giovani e vecchie nonne?
Mario dammi fiducia come io l’ho data al mio amico informato!

IL PROFESSORE    Samuele ma non vedi questo carro bestiame? Forse tu sei stato hanno accompagnato in questo luogo con dignità. Sarà stato, certo, per via di tuo padre.
Sappi, però che tutta questa folla e’ stata prelevata con forza bestiale. Presa a calci, pugni. Con urla disumane, senza pietà: in pochi minuti dovevano racimolare poche cose e via, fuori di casa!!
Capisci cosa significa avere pochi minuti per scegliere cosa portare e cosa lasciare degli affetti più cari? Abbandonare la casa! Saperla già preda di mani rapaci. Forse preda del tuo vicino o del delatore che da sempre ha covato un odio ben simulato. Guarda questi volti! Le donne piangono, i bambini sono storditi, i vecchi hanno già il pallore della morte.
E questo carro? Questo lugubre battello di Caronte che accompagnerà negli Inferi esseri, ancora vivi, verso l’altra riva di questo fiume ferrato , una sorta di squallido Acheronte dantesco.
Ma….. non voglio turbarti il tuo sogno! Sarà come tu speri. Da parte mia vorrei solo avere la tua stessa fiducia, Samuele.

SAMUELE    Mario! Forse c’e’ una giustificazione per tutto questo. Siamo in piena guerra. Ci sono bombardamenti. I treni sono scarsi. Ecco spiegato il perché di questo vagone. Non hanno potuto rimediare che questi accidenti di carro. Vedrai, sarà questo il motivo.

. . .

IL PROFESSORE    Samuele! Samuele siamo stipati come bestie al macello. Come è possibile resistere più di tanto. Saremmo una sessantina. Forse di più! Faccio fatica a respirare. Dove stiamo andando ? Qualcuno me lo dica!!!!
Ehi, tu! Prova a vedere da quel finestrino su’in alto.
Verona? Ma, allora, stiamo andando verso sud?

SAMUELE    Mario! Vedi bene che non andiamo in Germania. Il campo di rieducazione è, dunque, in Italia. Comincio a sperare di aver ragione. …Pero’ ho sete, Mario! Non ho portato niente con me. Sono uscito di casa con mio padre accompagnati da una macchina della prefettura e siamo arrivati alla stazione. Pensavo di trovare qualcosa alla stazione. Insomma, che ci dessero da mangiare e da bere, prima di partire. Mio padre mi ha lasciato perché doveva parlare con qualcuno di importante , non so’ chi fosse. Doveva sapere di più, avere più notizie sulla nostra destinazione . Cosi’ mi ha detto che ci saremmo ritrovati all’arrivo, nel campo di rieducazione. Ho sete Mario…….

IL PROFESSORE    Vedi ancora qualcosa dal finestrino?
Il Garda?. Ma allora, ora stiamo andando a nord! Mio Dio! Era un falso allarme. Abbiamo solo preso un’altra linea, la linea del Brennero Stiamo andando in Germania!!

. . .

SAMUELE    Mario non sopporto più questo fetore. Non senti? Fanno tutti i loro bisogni in quel secchio laggiù all’angolo, in testa al vagone. Meno male che siamo capitati dalla parte opposta. C’è tanta puzza, Mario. Vorrei sdraiarmi, lungo, disteso sul pavimento del vagone. Sono quasi tre giorni che stiamo in piedi……

IL PROFESSORE    Che succede laggiù! Aiutatelo! Sta crollando. Quel vecchio signore crolla. Fatemi largo. Si scosti, per cortesia. Ma…. il corpo è freddo. E’ zuppo di umido sudore freddo. Quest’uomo sta morendo o, forse, è già morto. Stendetelo di fianco . Addossatelo sulla parete del vagone. Non c’è altro modo. Occuperebbe spazio vitale per tutti noi. Speriamo di arrivare presto. Questo povero cadavere ci renderebbe ancor più insopportabile l’aria già pesante.
. . .
SAMUELE    Mario penso , se non ho contato male, che siano passati cinque giorni. Io sono esausto. Voglio uscire, respirare, bere, camminare , voglio vivere, vivere, vivere….

IL PROFESSORE     Samuele calmati! C’è di nuovo un trambusto, laggiù, in cima al vagone. Vado a vedere che cosa succede. Aspettami, ritornerò fra qualche attimo.
Samuele ecco, sono ritornato. Samuele, ascoltami, ho visto qualcosa di terribile. 
Una madre non ha più latte dalle mammelle. La paura, il terrore ha prosciugato i suoi seni. Nella fretta di uscire di casa, pressata dalle urla degli aguzzini, non ha portato con sè il biberon ed il latte. Forse pensava di allattare direttamente e che non ci fosse bisogno di altro: non lo so’!
Sta di fatto che il bambino succhia solo aria. Senti come piange!
E’impossibile tutto questo! Ci dovremmo fermare. Qualcuno dovrebbe intervenire. Ma le nostre grida alle stazioni sono voci che si perdono nel vuoto. Nell’indifferenza più disumana. Nessuno ci aiuta. Quel bambino muore. Muore….Samuele!
Samuele, il silenzio! Il bambino non piange più. La madre non urla più contro il cielo malvagio. Non si ode piu’ “Rachele piange i suoi figli e…non vuole essere consolata per i suoi figli”.
Samuele, quella donna stringe al suo petto disseccato la sua creaturina immobile. Muove la bocca senza emettere suoni. Samuele, quella donna è rapita dalla follia. E come tutti i folli sa vedere il futuro.
Come un film proiettato ella sta vedendo la sua creatura crescere. Ecco: ora e’ giovincello, va a scuola, il suo primo giorno di scuola. Lei è felice, lo guarda varcare la soglia. Ed ora, ecco: vestito con la sua giacchetta uscire solo di casa. Ora lo vede accompagnato dalla sua smorfiosetta e ciò le procura un senso di gelosia, come accade a tutte le madri. Ed ecco lei, infine matura, che ammirandolo adulto e scostante lo rammenta come era un tempo, bambino affettuoso.
Samuele, quella donna si sta vendicando col suo sogno di follia di un Dio crudele che le ha tolto il futuro reale. Quel futuro che Dio le ha tolto lo ha riconquista con la sua immaginosa follia……..
Dio, perché permetti tutto questo!!!!.

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SAMUELE    Mario, ti vuole parlare il rabbino.
IL RABBINO    Professore, ho sentito ciò che ha detto. Rabbrividisco!
Professore, la fede nell’Altissimo,-sia benedetto il suo nome- ci impedisce…. , ci impedisce di bestemmiare, qualunque sia la nostra condizione, di bestemmiare invano!!!

IL PROFESSORE    Rabbino! Io non ho più forza. Sono sei o forse sette i giorni passati, ormai. Ho sete, ho fame. Ho una terrificante stanchezza. Sono esausto di respirare questo miasma di merda, di putrefazione, di morte……
Se c’è Dio, rabbino, perche’ c’è il male?
Se Dio esiste unde malum? Come si concilia il male con Dio!
Unde sunt mala? Da dove proviene il male, se non da Dio???
Dostoevskij ha scritto se tutti devono soffrire per comprare l’armonia eterna, se il singolo uomo deve soffrire per garantire l’armonia del creato, per riscattare il peccato originale, allora…che c’entra far morire i bambini?
Io dico! Io dico che Dio è il principale imputato! Voi dite che Dio e’ Buono. Voi dite che Dio è Onnipotente.
Ebbene vi sfido! Se Dio è Buono ed è Onnipotente non può esserci il male. E’ una contraddizione!!
Delle due l’una: o Dio non è Buono o Dio non è Onnipotente. Scegliete voi. Date una risposta sensata, non sopporto in queste condizioni inutili divagazioni sul tema! Io esigo una risposta logica ad un quesito logico! Io non ho più animo, sono stremato, rabbino. Ho solo la forza di ascoltare, non replicherò, non dirò più niente, niente.

IL RABBINO    Vi risponderò, professore. Anch’io condivido l’assurdità del male. Di quello che sta accadendo qui, in questo inferno in terra. Anch’io resto senza parole per il dolore di quella madre. I cristiani, che in parte, ci vogliono qui, in questo inferno, non possono paragonare il dolore di questa madre al dolore della madre del loro Cristo, morto orribilmente certo, ma a trentatre anni, non in fasce, non per l’inaridirsi del seno materno. Maria , pur soffrendo, non ha sofferto quella infinita colpa che attanaglia questa povera madre!!!
Tuttavia, io devo credere in un Dio estremamente Buono. Se Dio non è Buono, allora Dio non è più Dio, ma Satana!
Dunque, non rimane che pensare che Dio abbia una potenza…… limitata!
Che Dio non sia, o meglio, non voglia essere Onnipotente. Ecco, questa è l’unica spiegazione che possiamo tentare, noi poveri uomini.
Nella Qabbalah, la nostra antica mistica, c’è un concetto. Si chiama Tzim Tzum. Esso dice che Dio al momento della creazione si sia volontariamente ritirato dal creato. Concedendo all’uomo la libertà Dio ha rinunciato alla sua potenza. Dio non interviene qui, in questa nostra miseria, in questo scandalo della ragione, in questo abominio perché non può. Non può perché non vuole, avendo scelto di eclissarsi. Il silenzio di Dio è la garanzia per la nostra libertà!!!
Dopo aver creato Dio non ha più nulla da dare: ora tocca all’uomo dare. E l’uomo può essere un angelo o, come capita a noi, un demone, una bestia umana!!
Ma mi creda, Professore, Dio è silente, ma Dio è anche sofferente.
Vuol sapere dove è Dio in questo momento? Eccolo là! E’ quella donna, pazza di dolore. E’ lì l’Eterno, impotente e sofferente.
Ed ora, permettetemi di raggiungere i miei fedeli, dobbiamo invocare l’Altissimo, pur se Egli è in un silenzio assordante.

SAMUELE    Il treno si è fermato!.Mario, Mario forse siamo giunti a destinazione. Forse le nostre pene sono finite…il campo di rieducazione!
Mario…….ma che è questo ringhiare di cani? Perché??

IL PROFESSORE    Samuele, calmati. E’ ora che tu sappia che non c’è speranza. Fin qui ho retto, non volevo illuderti. Il tuo amico…Alessio, non sapeva o forse non voleva…dirti la verità. Non esiste nessun campo di rieducazione. Forse il rabbino ha ragione. Non c’è altro che il silenzio di Dio.
Ma tu devi fare quello che ti dico io, ora, assolutamente!
Sta per aprirsi il portellone. Da questo momento tu devi solo pensare al fondo della tua anima. Se Dio è come dice il rabbino impotente e sofferente, è lì nel profondo dell’anima che si trova. Tutto il resto è allora inutile, inutile. Pensa, Samuele, pensa al mare in tempesta, tormentato da alte onde. Ebbene, nell’abisso di quel mare c’è calma.
Samuele, la tempesta non si avverte, se vai in fondo!!
Samuele il portellone s’è aperto!!
Non ascoltare ! Non ascoltare il ringhio dei cani. Non ascoltare queste urla dannate! Quello che sentirai e vedrai è solo un incubo. E quell’incubo ha a che fare solo col tuo corpo, ricordalo! Non col profondo della tua anima!
Tutto ciò che accadrà lì fuori non ti appartiene! Non ti appartiene, Samuele!
E’come la tempesta del mare. Tu devi , tu devi sprofondare nell’abisso. Laggiù, dove non arriva la tempesta. Laggiù dove c’è solo calma.
Se Dio esiste è lì che lo troverai.
Samuele, Samuele ti prego agisci come ti ho detto! Tutto ciò che ti accadrà non ti appartieneeee!!
Addio….. Samuele.
Addio, amico mio Addio!!!!

CARLO ALBERTO FALZETTI