A QUIET PLACE 

a cura di PIERO PACCHIAROTTI 
ITFF grazie alla preziosa collaborazione con “Recensioni FILM”  presenta la recensione del film:      A QUIET PLACE 

 

Written by MACHINEGUNB

Anche per questa recensione sono in ritardo, chiedo venia, ormai ho visto questo film un paio di settimane fa e ho avuto modo di elaborare un’opinione attraversando le varie fasi della post visione. Vado con ordine, A Quiet Place è ambientato nel 2020, la Terra è invasa da una mostruosa razza aliena che attacca ed uccide qualsiasi cosa produca rumore, l’unica salvezza è il silenzio più assoluto. La vicenda narrata è quella di una famiglia composta da madre incinta (Emily Blunt), padre (John Krasinski) e due figli, e della loro continua lotta per la sopravvivenza in queste difficili condizioni.

PACCH 1

Appena uscita dalla sala ero entusiasta, il film mi era piaciuto, tutto fila liscissimo nonostante sia praticamente muto, è espressivo, vi è un ottimo uso della musica (di Neil Young, magica!), dei silenzi, dei rumori, è pieno di azione e di tensione e non annoia mai. Tutto questo è frutto dell’eccellente lavoro di John Krasinski, attore protagonista e regista del film, al suo terzo film diretto e al secondo sceneggiato (per me tutti sconosciuti); la precisione del montaggio sonoro e di quello visivo, la sapienza di una sceneggiatura semplice ma efficace, capace di tenere alta la tensione e la buona costruzione dei mostri, che strizzano l’occhio ad Alien(Ridley Scott, 1979) e a Stranger Things (Duffer Brothers, 2016) creando così una continuità con il pubblico di qualche generazione fa e con quello attuale, tutti questi elementi rendono il film davvero originale e godibile.

PACCH 2

Ripensandoci però, complici un paio di riflessioni a freddo ed un fidanzato scettico, ho capito che c’è qualcosa che non mi convince. Partendo dal presupposto che il film non è il racconto della terra invasa, di una razza aliena pericolosa, di un attacco o di una lotta, è il racconto di una famiglia, degli equilibri e dei rapporti di una coppia in una situazione difficile, è il racconto di tutti i piccoli dettagli, di tutte le soluzioni piene di amore e di attenzione che un padre ed una madre hanno trovato per proteggere i loro figli da una minaccia mortale e la tensione è generata dai momenti di fallibilità di tutto il loro sistema.

PACCH 3

E’ proprio qui che, a mio parere si insidiano dei veri e propri errori strutturali di scrittura che riescono a sfuggire solo durante la visione perché si è presi e coinvolti dalla vicenda, ma ripensandoci si può solo essere invasi da un milione di domande banali del tipo “Ma perché non hanno vissuto in un mondo di rumore anziché in un mondo di silenzio?”, “Perché non vanno a vivere dietro la cascata?”, “Perché non hanno recuperato pannelli isolanti? Quelli da sala di incisione?”, “Dove sono gli scienziati e dov’è l’esercito?” e altre mille perplessità che smetto di elencare. Sono le soluzioni scelte dalla povera famiglia di protagonisti le vere falle della sceneggiatura che privano parzialmente il film di senso e di legittimità.

PACCH 4

Detto questo ribadisco che il film è diretto con grande precisione, non annoia, spaventa e tiene alta la tensione, è recitato molto bene e si percepisce la complicità tra i due protagonisti, marito e moglie anche nella vita. Nel panorama degli horror sicuramente un film intelligente, costruito con sapienza, da vedere senza dubbio ma meglio non farsi troppe domande perché se ci si pensa anche solo un attimo la storia crolla e, come si suol dire “casca il palco”.

MACHINEGUNB