I, TONYA

a cura di PIERO PACCHIAROTTI 
ITFF grazie alla preziosa collaborazione con “Recensioni FILM”  presenta la recensione del film:      I, TONYA

 

Written by MACHINEGUNB

I, Tonya è diretto da Craig Gillespie e ripercorre la vita e la carriera della pattinatrice statunitense Tonya Harding (Margot Robbie), nota per essere stata la prima americana a eseguire il salto Triplo Axel in una competizione ufficiale. La pellicola racconta dell’infanzia difficile, dell’abbandono del padre, del rapporto conflittuale con la madre LaVona (Allison Janney), del tormentato matrimonio con Jeff Gillooly (Sebastian Stan), e dell’incidente con la collega e rivale Nancy Kerrigan (Caitlin Carver). La ricostruzione dei fatti è alternata a delle finte-interviste, girate sempre con gli attori ma ricreate in base a materiale reale; in queste sessioni di interviste, collocate in una dimensione temporale posteriore rispetto ai fatti narrati nel film, i personaggi si rivolgono direttamente allo spettatore e ciascuno di essi racconta la sua personale versione dei fatti.

PACC 1

La scelta di inserire questi contenuti oltre alla narrazione è stata vincente poiché è funzionale a dare allo spettatore il chiaro messaggio che la ricostruzione mostrata nel film, ovvero la versione di Tonya, NON ha la pretesa di essere verità, il regista non voleva restituire una lettura dei fatti e darla per buona come reale, al contrario l’impressione è quella che l’obiettivo sia il racconto della follia, dell’idiozia e dell’assurdità dei veri personaggi che questa storia l’hanno fatta e vissuta. Ecco dunque che questi inserti completano la narrazione, fornendo diversi punti di vista dell’azione che ci viene mostrata in quel momento. Ci sono poi altri svariati elementi di estraniazione, di uscita dal racconto, dalla voce over, ai flashback, all’utilizzo di ralenti, split-screen, sguardi in macchina, fino al rivolgersi direttamente al pubblico durante la narrazione stessa; questa scelta, diciamo alla Scorsese (queste soluzioni le abbiamo già viste in Toro Scatenato, 1980 o The Wolf of Wall Street, 2013 ma anche nei film di David O’Russell come American Hustle, 2013) l’ho trovata decisamente di troppo, mi spiego, ci sono già moltissime interviste, la voce narrante e ancor di più tutto il resto risulta molto ridondante e genera una grande confusione emotiva.

La voce narrante infatti crea una grande empatia e un senso di confessione, in sostanza l’impressione per lo spettatore è quella di avere una grande intimità con chi narra, di conseguenza si instaura una sorta di fiducia nel racconto, qui invece la necessità era quella di fare il contrario, di fornire una pluralità di lettura, di mettere in guardia il pubblico dicendogli “ALT, questi tipi strambi stanno per dirvi tutto e il contrario di tutto, ok ognuno ha i suoi problemi, soprattutto Tonya, ma di base c’è una gran confusione”, ecco che in questo caso la voice over risulta un errore non da poco. La necessità di mantenere le distanze è chiara anche perché Craig Gillespie cambia continuamente toni e registri , il film non è solo un dramma che ci fa soffrire con Tonya e per Tonya, è anche una commedia, nel film si ride e ci si stupisce poiché chiaramente si tratta delle baracconate mal riuscite di una banda di mentecatti. Ciò che rimane è la storia di un’esistenza sofferta e oscura, in bilico tra momenti in cui prevalgono la voglia di fuga e di riscatto ed altri in cui l’ambiente nocivo, la famiglia e gli affetti intrisi di disagio affossano consapevolmente le aspirazioni e la carriera della protagonista.

PACC 2

Ma non è solo colpa sua, questa storia sottolinea i meccanismi malati della stampa e della fama di un’America che si nutre del suo stesso ventre; una come Tonya è il simbolo di un paese che ti ama e ti odia, ti ama perché anche dal basso ce la fai ma ti odia perché il basso non può riscattarsi, deve marcire lì dove si trova, non è quello che il paese vuole vedere perché non vuole guardarsi allo specchio. Un film che racconta stranezze e contraddizioni, interessante anche se con qualche errore qua e là. Uno speciale chapeau alla ricostruzione dei footage reali e delle vere sequenze di pattinaggio, un lavoro davvero spettacolare.

MACHINEGUNB