Turismo, intrattenimento e cultura.

Un progetto di marketing territoriale per le estati civitavecchiesi.

di ROBERTO FIORENTINI 

Il turismo culturale e d’arte rappresenta una quota rilevante della domanda turistica italiana. Le mete del turismo culturale nostrane hanno superato, in termini di arrivi, il dato del balneare, sia perché si prestano maggiormente a una vacanza short break, sia perché i visitatori sono più uniformemente distribuiti nel corso dell’anno. Nel 2015 il 36% degli arrivi totali in Italia sono stati registrati nelle città d’arte. La domanda straniera costituisce una componente importante nell’ambito dei flussi turistici nelle località d’arte italiane; sul fronte degli arrivi infatti il 60% è determinato dagli stranieri e per le presenze tale percentuale sale leggermente al 61%. Rispetto a cinque anni fa, la domanda culturale è cresciuta notevolmente sia in termini di arrivi (+11%) che di presenze (+9%).

Anche il turismo enogastronomico mostra dati in crescita secondo il report “Rapporto sul turismo 2016” di UniCredit e Touring Club Italiano. Fare attenzione ai target: i turisti non sono tutti uguali e spesso hanno esigenze diverse di cose che vogliono vedere o fare in vacanza. Per questo motivo l’offerta enogastronomica è una quota interessante e con numeri importanti per quanto riguarda i turisti italiani e con trend interessanti per quanto riguarda l’incoming (cioè i turisti stranieri in ingresso nel nostro Paese). Ai primi posti, tra i fattori che concorrono a una valutazione positiva del nostro Paese ci sono, infatti,  patrimonio artistico (79%), bellezze naturali e cucina (75%) e a seguire qualità dei prodotti locali (69%), a conferma che la componente enogastronomica non costituisce soltanto un segmento turistico interessante ma un aspetto fondamentale e molto significativo di quanto attrae nel complesso il nostro Paese. Non è un caso, dunque, se alimentari (59%) e vini (54%) rappresentino le categorie merceologiche più citate per un futuro acquisto di prodotti made in Italy.

 «Da qui al 2080 avremo in Europa 55 milioni di over 65enni in più. Non possiamo non pensare a servizi che vadano incontro alle loro esigenze: tutte le ricerche rilevano che i senior sono meno sensibili alle congiunture economiche nelle scelte di viaggio, amano la cultura e vogliono prendersi cura del proprio benessere», spiega Matteo Montebelli che è responsabile Ricerche, Analisi & Pubblicazioni del Touring Club Italiano. Una delle proposte cara agli over 65 è rappresentato dal turismo termale,  che ha  vissuto una fase critica per il declino della motivazione curativa e le restrizioni del Sistema sanitario nazionale nel rimborsare le spese per le cure, ma che ,negli ultimi anni, ha cercato di riposizionarsi sul “wellness”.

Per finire, il turismo degli eventi sportivi e musicali continua ad attirare un numero sempre maggiore di viaggiatori dall’estero. È quanto emerge dal report effettuato da Ticketbis, la società specializzata nella compravendita di biglietti presente in 50 Paesi. Il numero totale di biglietti acquistato fuori dai confini è aumentato nel corso del 2016 del 6,29 per cento.

Promuovere un territorio non è cosa facile. Partire dalle peculiarità distintive di un territorio, da quegli elementi tangibili e intangibili che possano costituire il collante del proprio posizionamento, l’individuazione di quelle caratteristiche uniche e connotanti che possano tradursi in un logo, in un claim che faccia da promessa a quello che il territorio offre. Un primo passo è dunque partire da una analisi e ascolto della percezione che ha un territorio. Può anche essere necessario un riposizionamento di un territorio su nuovi elementi distintivi. E’ necessario definire quali sono gli elementi del prodotto turistico, del brand territoriale, su cui puntare: mare, enogastronomia, cultura, storia, eventi estivi, divertimento e movida. Non sempre tutti questi elementi sono compatibili tra loro.

Civitavecchia, ad esempio,  può contare su una posizione invidiabile, al centro di importanti snodi stradali e ferroviari:

Infrastrutture: porto e porto turistico in città, stazione ferroviaria in centro sulla direttrice Grosseto – Roma , aeroporto a 40 minuti di auto, autostrada per Roma e per Grosseto. Viabilità scorrevole ancora da completare verso est ( Viterbo-Terni) .

Inoltre ha un bacino d’utenza davvero cospicuo che può raggiungerla con un’ora circa d’auto:

Bacino di utenza a poco più di un’ora di auto da Civitavecchia: 3.784.000 persone

Terni e provincia: 228.236

Grosseto e provincia : 225.098

Viterbo e provincia: 321.955

Tolfa e Allumiere : 10.000

Santa Marinella : 19.000

Ladispoli: 41.000  Cerveteri: 38.000

Manziana, Bracciano e Anguillara : 48.000

Roma 2.900.000

Il punto centrale  per quanto riguarda lo sviluppo di un progetto di marketing territoriale turistico di Civitavecchia non può che essere l’enogastronomia. Infatti chiunque si occupi di cibo sa che il “pesce di Civitavecchia “ è già un brand di per se , nonostante il nostro territorio non abbia fatto nulla per imporlo. Quindi le scelte vanno fatte partendo da una attenta promozione di questa peculiarità. Non a caso, a livello nazionale, il peso della ristorazione sui consumi e l’occupazione che da essa derivano sono in decisa crescita.

Quindi, con l’enogastronomia come brand centrale,  la scelta potrebbe essere se promuovere la posizione della nostra città , al centro di una zona archeologica e naturalistica ( il triangolo Tarquinia- Monti della Tolfa – Cerveteri) con un progetto che metta insieme turismo culturale ed enogastronomico. Oppure privilegiare la naturale tendenza dei civitavecchiesi alla movida e puntare sulla commistione tra enogastronomia, vita notturna ed eventi estivi di qualità, puntando ad imporre Civitavecchia ed il suo Lungomare come il punto di riferimento di una lunga stagione all’aperto, grazie alle eccellenti condizioni climatiche : Medie climatiche : Maggio 14-20 °, Giugno 18-24°, Luglio e Agosto 20-27 ° , Settembre 19-25° e Ottobre 15- 21°. Le precipitazioni medie vanno dai 9 mm di luglio ad un massimo di 83 mm di ottobre.  118 giorni  di eliofania  assoluta ( giorni di sole all’anno ) e relativa 244.

Tra le altre cose la città ha già sperimentato, nel passato,  direttamente gli effetti di alcuni grandi eventi che hanno portato in città migliaia e persino decine di migliaia di persone:

  • Terme Taurine Festival : migliaia di spettatori paganti  di cui il 50 % di fuori città nell’estate del 2013
  • Concerto dei Pooh a Civitavecchia il 7 agosto 2004: 80.000 spettatori . Dal concerto fu realizzato un dvd e fu trasmesso su Canale 5.
  • Coca Cola Live Mtv alla Marina,4 settembre 2005 trasmessa in diretta dalla stessa Mtv, è stata seguita da circa 15.000 persone.
  • 3 agosto 2012 : 20.000 persone per Francesco De Gregori alla Marina
  • 4 agosto 2002 : 50.000 persone alla Marina per il Concerto di Zucchero
  • Anni 2002 e 2003.  Migliaia di persone per il Festival degli Artisti di strada

 

Sia se si decida di puntare sulla cultura sia sull’intrattenimento, il termalismo, espresso , come già detto, in termini di wellness, può essere parte integrante della proposta, potendosi declinare in modalità compatibili con entrambe le tipologie di pubblico. Però si tratta di targets piuttosto diversi e la scelta deve essere consapevole, anche tenendo conto del crocierismo e di come queste scelte di marketing turistico territoriale possono intrecciarsi – ed intercettare – i quasi tre milioni di passeggeri che ogni anno arrivano al Porto di Civitavecchia e dei quali circa il 10 % passa nella nostra città solo alcune ore della giornata ( mediamente 6 o 7 ).La “svolta turistica” della città, come è persino ovvio, porta con sé necessariamente cambiamenti consistenti in diversi settori della vita cittadina ed ha bisogno di una fattiva collaborazione degli imprenditori ( in primo luogo degli operatori turistici e della ristorazione), degli enti, delle organizzazioni di categoria, delle associazioni e della città in generale. E’ indispensabile imprimere una svolta decisa in termini di vivibilità, di pulizia , di ordine e di educazione. L’Amministrazione deve prevedere di rivedere la viabilità, individuare zone adibite a parcheggio di scambio, magari servite da navette elettriche,aree pedonali e ciclabili, aree verdi e di servizio al turismo. La spiaggia della Marina e del Pirgo (e tutto il Lungomare) devono essere bonificate e gestite con cura e attenzione, come merita uno spazio che rappresenta il biglietto da visita della città. Queste scelte dovrebbero ( il condizionale è d’obbligo a causa di una certa impermeabilità dei civitavecchiesi al cambiamento) innescare una crescita, anche culturale, del commercio e della città. E’ necessario che si diffonda la conoscenza delle lingue straniere, in particolare l’inglese. Il wi-fi pubblico e gratuito è certamente importante che si estenda a tutto il centro storico e, così che si espandano le aree pedonali ed il loro rispetto. Le associazioni culturali possono trovare, in un contesto di questa natura, linfa per una crescita impetuosa, a condizione di aumentare la qualità ed il livello delle proposte. Per capirci: va benissimo fare il Padellone ed i fuochi di artificio a Ferragosto,  ma la qualità della frittura di pesce ed il modo di servirla devono essere tali che migliaia di persone vogliano venire a mangiarla, restando fino a mezzanotte per assistere a spettacoli pirotecnici meravigliosi ed innovativi. La portata di una svolta di questo genere da un punto di vista occupazionale è indubitabile. Si tratta, infatti, di formare una intera generazione di addetti turistici che operino a tutti i livelli, dai parcheggiatori fino ai direttori del marketing. In questo percorso scuola e università possono e devono essere partner di enorme importanza. Insomma se Civitavecchia, anche in relazione ai cambiamenti socio-politici nazionali e internazionali, difficilmente potrà continuare un tipo di sviluppo industriale, che è stato per decenni la base economica della città, deve scegliere quali possano essere i progetti cui dedicarsi per aumentare sviluppo e occupazione. A parere di chi scrive, anche perché un bel pezzo di strada, in questa direzione  è stata già fatta da chi ha effettuato le scelte dello sviluppo Portuale, ciò che la nostra città deve fare è imprimere una accelerazione di questo processo ed iniziare a pensare un pochino più in grande, sfruttando finalmente le proprie “materie prime “ : il clima, il mare e la posizione geografica.

ROBERTO FIORENTINI