Mercatini?

di TULLIO NUNZI 

Come ogni anno si ripropone la polemica sui mercatini. Siano essi natalizi o estivi, fanno sempre discutere. E’ uno dei tanti problemi eternizzati di questa città.

Poiché si tratta di un problema trasversale che si ripete nelle diverse amministrazioni, ribadisco alcuni concetti.

I mercatini ci possono anche stare, sono presenti nelle varie città italiane, ma quando vengono proposti per l’intera stagione estiva o per periodi troppo lunghi, arrecano solo problemi alla città e alle stesse attività imprenditoriali.

Determinante è la loro qualità: è ovvio che se si tratta di pura paccottiglia è difficile capirne la ragione e possono anche determinare danni d’immagine.

Altrettanto ovvio è che oltre alla attenzione alla loro qualità, mercati o manifestazioni non debbono incidere negativamente sulle attività cittadine.

Certo che se si tratta di eventi alternativi, possono essere anche accettati. Ma se entrano in concorrenza con le attività dei pubblici esercizi, pizzerie o altro, è naturale che si crei un giustificato malumore nelle attività stesse, già attraversate da una grave crisi economica.

Perché poi non pensare a mercatini gestiti dagli stessi operatori del mercato di piazza Regina Margherita ad esempio, in perenne difficoltà ed in condizioni logistiche ed organizzative non ideali?

Dopodiché possono andare bene lumacate e cocomerate come momento di aggregazione e folcloristico. Sarebbe però strategica una programmazione degli eventi, non più congiunturale ma strutturale, con il debito spazio ad alcuni aspetti culturali, nella consapevolezza che cultura e turismo sono elementi vincenti per la promozione di un prodotto, e per la qualità della vita, non solo dei turisti, ma anche dei residenti.

TULLIO NUNZI