In ricordo di Marco Pannella

di TERESA CALBI ♦

E’ passato un anno dalla sua morte ed in questo periodo di “spazzatura politica” mi è venuta spontanea l’esigenza di scrivere qualche riga per esprimere la mia condivisione per un uomo che ha fatto delle battaglie sociali, dei diritti civili, la propria ragione di vita.
Probabilmente dirò cose scontate e forse anche banali, ma sento fortemente l’esigenza di esprimere, in poche parole, il tributo per un uomo il cui impegno per il riconoscimento dei diritti fondamentali delle persone mi ha fatto comprendere quelle che sono le priorità del nostro e, forse, di tutti i paesi.
Provenendo da una formazione cattolica, intrisa di ipocrisia, le prime battaglie del partito radicale mi sono apparse eccessive ed, a volte, destabilizzanti; se penso alle mie considerazioni di gioventù mi viene in mente anche il disappunto che spesso ho percepito quando si discuteva di temi come divorzio, eutanasia e liberalizzazione delle droghe.
Oggi sento di condividere profondamente TUTTE le battaglie che Marco Pannella ha portato avanti nel corso degli anni, dal suo primo affacciarsi alla scena politica italiana sino ad oggi; ho compreso la grandezza del suo pensiero e, soprattutto, l’assenza di ipocrisia nei suoi gesti e nelle sue veementi battaglie. Il pensiero mi viene spontaneo al quadro politico italiano, intriso di ideologie e di “corse alle poltrone” nella ricerca spasmodica di posizioni di potere tramite l’utilizzo di ogni mezzo, lecito o illecito, per conseguire gli obiettivi prefissati. Evidenziando tali tematiche appare difficile fare eccezioni: partendo dalla democrazia cristiana, attraverso le “evoluzioni rocambolesche” della sinistra, per giungere ad una destra priva di contenuti che, non potendo fare di meglio, si è confusa con il più “bieco berlusconismo”, per arrivare, mi sia perdonato, alla attuale svolta “autoritaria” di un governo che non è frutto della libera espressione dei cittadini e che sta cercando di stravolgere una Costituzione espressione di eccelse personalità, che potrà non essere attuale ma che, certo, non può essere modificata da incompetenti!
Questa breve digressione solo per evidenziare la particolarità di un personaggio che non si è voluto confondere con alcuna ideologia, non ha avuto la pretesa di scalare le vette del potere, ma solo di dare voce alle proprie idee con rappresentazioni talvolta “scenografiche” per destare l’attenzione su temi ardui e sui quali i nostri politici raramente si soffermano. Non ha fatto il sindacalista ma ha lottato per il diritto fondamentale dei cittadini al lavoro; non si è confuso con un “coreografico femminismo” ma ha lottato per fare riconoscere i favore delle donne tutti i diritti, compreso quello, certamente doloroso, di interrompere la gravidanza; ha vinto la battaglia perché venisse introdotto il divorzio in un paese intriso di un imperante ed ambiguo cattolicesimo reso forte dalla presenza del Vaticano; è stato uno dei primi a sostenere la legalizzazione delle droghe per sottrarre alla mafia il monopolio del traffico di stupefacenti; ha lottato perché venisse riconosciuto alle persone anche il diritto, ultimo in ordine di tempo ma non certo per importanza nella vita di un uomo, di ricorrere all’eutanasia per uscire dalle sofferenze di mali incurabili o di condizioni fisiche tali da privare la persona di ogni dignità; ha lottato per l’abolizione della pena di morte e delle torture, pratiche ancora in uso in molti paesi al mondo; si è esposto in prima persona per evidenziare i mali di una giustizia “giustizialista” che ha raggiunto l’apoteosi con il caso di Enzo Tortora la cui vicenda ha dimostrato con quanta facilità certi Magistrati rovinano la vita delle persone ricevendo poi anche il plauso ed ambite progressioni di carriera; non ha goduto di alcun vitalizio essendosi volontariamente dimesso prima che il mandato parlamentare raggiungesse la metà della legislatura; ha riconosciuto, nei diversi incontri, la grandezza di personaggi scomodi quanto straordinari e mi viene in mente, tra i tanti, il Dalai Lama che il nostro attuale Papa ha preferito, per motivi di opportunità, di non ricevere facendo salire al soglio di Pietro personaggi come Hassan Ruhani, presidente dell’Iran e grande esperto di diritti umani, in quanto è a conoscenza di tutte le pratiche (impiccaggioni, fustigazioni, amputazioni…..) utilizzate per violarli!
Non me la sono sentita di criticarlo neanche quando ha proposto la candidatura di una pornostar col nome d’arte Cicciolina, poi eletta parlamentare, avendo compreso la finalità anticonformista di tale scelta; del resto tale costume è poi invalso nella seconda repubblica con ben diverse modalità!
Ritengo che l’elenco sia solo esemplificativo e non certo esaustivo, senza tralasciare gli innumerevoli scioperi della fame in nome di cause importanti ma certo impopolari come quella in favore dei detenuti dei quali, dopo Papa Giovanni, non mi risulta si sia occupato nessuno,
Purtroppo, e questo lo dico con estremo rammarico, molti diritti per cui ha lottato attendono ancora oggi un riconoscimento normativo che colmi quei vuoti legislativi che caratterizzano il nostro paese: ci sono voluti mesi per approvare una brutta legge sulle unioni civili (operazione ben difficile per un governo che si fonda sull’appoggio di NCD e subisce le interferenze della CEI); nessun riconoscimento ufficiale, ancora, dell’eutanasia, tema delicato quanto, purtroppo, più che mai attuale, nella moderna visione del diritto di ogni uomo di porre fine alle proprie sofferenze. Tanta strada deve fare ancora il nostro paese ma certamente si deve a Marco Pannella il merito di averne indicato gli obiettivi, lottando strenuamente per la loro realizzazione.
La sua grandezza e, direi, la sua particolarità, che ne fanno un “unicum” nel panorama politico italiano, è stata quella di avere indicato un percorso ideale il cui fine unitario, dare finalmente voce alle persone ed ai diritti fondamentali, ha superato la esistente frammentazione di movimenti monotematici (antimilitaristi, anticlericali, antiproibizionisti, ecologisti e così via) i cui principi ispiratori sono stati tutti racchiusi e convogliati in un’unica, potente, lotta ideale, Se poi la sua figura viene paragonata ai politici che da oltre mezzo secolo (con le dovute, rarissime eccezioni di illustri personaggi) infangano la nostra patria con ruberie di ogni tipo e con discorsi che, spesso, mi creano un profondo disgusto, posso personalmente affermare che la sua personalità non ha avuto eguali.
Grande nella lotta ideale ma anche nella malattia che ne ha minato il fisico, ma non certo lo spirito, affrontata con quella leggerezza e carica vitale che solo i grandi uomini sanno esprimere.
Ho pensato che parlare delle lotte e delle conquiste di uno “spirito libero” all’interno di uno “spazio libero” possa essere un piccolo riconoscimento per un grande personaggio.

TERESA CALBI