ALLA RICERCA DELL’ACQUA PERDUTA

di LUCIANO DAMIANI ♦

Lo so, il titolo sembra evocare le “buche”, le fontanelle, più o meno spontanee, che da tempo caratterizzano la vita ed il paesaggio dei civitavecchiesi, invece no, l’argomento è la questione “acqua pubblica”, cosa di cui credo di aver parlato tempo fa, ma la cronaca mi sprona a rinnovare il tema.

La recente sentenza del Consiglio di Stato N. 02320/2017REG, pubblicata il 16 maggio scorso, respinge il ricorso presentato dal Comune di Civitavecchia ed altri 6 mirante ad impedire il passaggio della gestione ad ACEA ATO2 (società operativa del Grupo ACEA), ovvero a mantenere in proprio o in consorzio fra comuni la gestione del sistema delle acque. Mi viene obbligo tracciare una sorta di “storia” o quanto meno di enunciare gli avvenimenti chiave di questa sorta di storia infinita. Si sarebbe tentati di semplificare la visione con la individuazione di due schieramenti, chi la vorrebbe tutta pubblica e chi la vorrebbe privatizzata, ma siccome le cose non sono proprio così nette ed esistono tesi e posizioni non proprio cosi semplicemente definibili, evito di considerare questo aspetto del tema e provo a raccontare le vicende topiche che hanno portato alla sentenza del Consiglio:

1994 LEGGE GALLI
La Legge del 5 gennaio 1994, n. 36 vuole ristrutturare e riformare ed uniformare i servizi idrici nazionali, fra le varie identifica la divisione del territorio in AmbitiTerritoriali Ottimizzati “ATO” come strumento efficace per la gestione dei servizi. le Regioni si adeguano alla direttiva ed identificano le varie ATO, Civitavecchia rientra nella ATO2  Lazio Centrale che comprende poco più di 100 comuni della provincia romana e viterbese.

2005 INGRESSO IN ATO2
L’iter prosegue con la nota velocità italica e 10 anni dopo, siamo nel 2005, l’allora Commissario prefettizio delibera l’ingresso di Civitavecchia in ATO2.

2006 IL CONSIGLIO COMUNALE AVVERSO LA DETERMINA DEL COMMISSARIO
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco ad annullare la determinazione del commissario che fa aderire Civitavecchia ad ATO2, cosa che non verrà mai fatta

2011 REFERENDUM SULL’ACQUA BENE COMUNE
I movimenti per l’Acqua Pubblica ottengono un referendum per la pubblicizzazione dei servizi:
“Volete voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112…… ecc.”
Il referendum, con due dei quesiti posti, abrogò la norma che, in buona sostanza, consentiva la concessione dei servizi solo a società private, e disponeva che le tariffe fossero adeguate agli investimenti messi in campo.

APRILE 2014 LEGGE REGIONALE PER LA GESTIONE DELLE ACQUE
Il forte impegno dei movimenti ottiene la Legge Regionale 4 aprile 2014, n. 5 (Tutela, governo e gestione pubblica delle acque) e successive modifiche) approvata all’unanimità che traccia le linee del servizio idrico regionale consentendo ai comuni la possibilità della gestione in proprio ovvero in consorzio con altri comuni dei nuovi ambiti territoriali che dovranno essere identificati con la logica del bacino idrografico “ABI” (Ambiti di Bacino Idrografico) assolutamente diversa da quella degli attuali ATO

GIUGNO 2014 IMPUGNATIVA DEL GOVERNO
Il Consiglio dei ministri impugna la legge del Lazio sull’acqua pubblica: “Vìola la Costituzione”: “Alcune disposizioni contrastano con le regole riservate alle legislazione statale in materia di concorrenza, ambiente e ordinamento civile”.

13 MARZO 2015 DIFFIDA DALLA REGIONE
La Regione diffida i comuni che ancora non l’hanno fatto a “ad affidare in concessione d’uso gratuita le infrastrutture idriche di proprietà comunale al gestore del servizio idrico integrato”

31 GENN 2016 CONFERENZA SINDACI REINSERISCE CIVITAVECCHIA FRA I COMPONENTI DI ATO2
Non essendo stata registrata la delibera di annullamento della determina commissariale con la quale il comune entra in ATO2, la Conferenza dei Sindaci reinserisce Civitavecchia fra i comuni aderenti ad ATO2

2016/2017 RICORSI
Sia il TAR che il Consiglio di Stato respingono i ricorsi dei comuni contro la “diffida” della Regione Lazio

Ovviamente questa sorta di cronistoria non è assolutamente esaustiva degli eventi, ma sufficiente a proporre un quadro temporale di quanto avvenuto. Salvo errori ed omissioni, ogni correzione è ben accetta.
Tutte queste vicende hanno prodotto numerosi ed accesi dibatti e scontri, i promotori della legge regionale hanno anche ottenuto di modificare la legge regionale per superare l’impugnativa del governo ma non sono riusciti ad ottenere l’applicazione della stessa, infatti tutto è rimasto al palo, compresa l’individuazione degli ABI ecc..  procedure che avrebbero forse potuto produrre una sentenza diversa, ma qui siamo nell’ambito delle ipotesi oltremodo ipotetiche. Di fatto è accaduto che il governo della regione, nonostante la propria legge andasse in altro senso, è intervenuta con una diffida affinché i comuni dissidenti si arrendessero al passaggio in ATO2.
Inutili i ricorsi, il Consiglio ha ribadito che le obiezioni non sono accettabili ne quella che fa riferimento alla norma europea ne quella sulla “pubblicità” del gestore ACEA e via dicendo, ogni obiezione è stata respinta. Non voglio entrare nel merito tecnico, evito di essere tacciato per presuntuoso, ne voglio impelagarmi in considerazioni tecniche sulla tipicità giuridica delle aziende. Da comune cittadino credo, però, di poter porre dei dubbi e dire della sensazione di ingiustizia, non derivante dalla applicazione della norma, ma dovuta al fatto che la norma pare aggirare la sostanza, mistificarla e/o nasconderla.
Nel discutere le eccezioni ritenute infondate, la sentenza, riferendosi alla natura pubblica o privata del gestore, così recita: “la concessionaria ACEA ATO 2 s.p.a. è un società a integrale partecipazione pubblica,….”. Ora, non discuto la giustezza tecnica di questa affermazione, ma credo che la sostanza sia alquanto diversa. Se vado a vedere la composizione dell’azionariato di ACEA vedo che si la maggioranza 51% è detenuta dalla città Metropolitana di Roma ma che l’altro 49% è di società private anche straniere. il 23% è detenuto dalla francese “Suez”, il 19% da Norge Bank e poi Gruppo Caltagirone ecc..
Se è vero che il capitale sociale è rappresentato da 213mln di azioni e che ogni azione ha fruttato un dividendo di 0,62 Euro, abbiamo, per il 2016, dividendi distribuiti per 132 mln di Euro. E’ vero che la metà va a Roma, ma è pur vero che l’altra metà, oltre 100 mln di euro va in tasche private. Non solo, penso anche che quel 1% in più di pubblicità nel consiglio degli azionisti, non possa, realisticamente garantire che la conduzione dell’azienda risponda a criteri pubblici, tant’è che produce dividendi +24% rispetto al 2015. Se l’acqua è un bene pubblico inalienabile, un diritto primario dell’uomo, come possa essere considerata “pubblica” una società così fatta, non lo capisco, ne riesco, di buon grado, ad accettare la formale correttezza della sentenza, pur non contestandone l’aspetto tecnico.

Nel 94 il Parlamento approva una legge che in buona sostanza obbliga la privatizzazione del servizio idrico. Nel 2011 un referendum ribadisce che l’Acqua è un “bene comune” e deve essere gestita in modo “pubblico”. La norma europea ribadisce il concetto richiamando la possibilità che l’acqua venga gestita pubblicamente. Il parlamento regionale alla unanimità ridisegna tutto il sistema accogliendo il mandato referendario. Il governo ferma tutto e le corti affermano che ACEA è una società pubblica. Vorrei dire che lo fa disconoscendo la sostanza delle cose,  facendo prevalere la verità tecnica e disattendendo il pronunciamento popolare, che è “sovrano”. Qualcuno potrà dire che non sono preparato e che non so di che parlo, sarà pure così, ma chi lo dice dovrebbe provare a convincermi che l’1% in più di azionariato pubblico garantisce una conduzione “publica” della società. Mi dovrebbe convincere sul carattere “pubblico” di una società che distribuisce 100 min di euro di dividendi a privati. Ma sopratutto dovrebbe convincermi che la democrazia non è quella che io credo sia.
Secondo me, quando un referendum viene disatteso, quando una legge regionale votata alla unanimità viene disattesa, ancorché non pienamente conforme alle leggi statali, quando accadono queste cose siamo di fronte ad uno scippo, la democrazia viene sacrificata ad altre “priorità”.
Prego chi fosse tentato di obiettare che il privato è meglio del pubblico, più efficiente e più economico, di astenersi dal farlo, la risposta sarebbe inevitabilmente a seguente: “si fa di tutto per non fare funzionare l’apparato pubblico per poter giustificare la necessità di privatizzare”.
Ma poi, quello che mi fa “girare le scatole” è il fatto che qualcuno debba lucrare su un bene inalienabile dell’umanità come l’acqua, su un diritto assoluto che non dovrebbe essere soggetto a logiche di mercato o di redditività. Senza dire di coloro che si sono visti chiudere i rubinetti.

L’acqua è perduta? Di sicuro quella che se ne va per le innumerevoli perdite è irrecuperabilmente persa, ma quella che arriverà dai rubinetti la pagheremo, non in quanto giusto corrispettivo come contributo alla fornitura di un servizio innegabile fornito, ma la pagheremo come paghiamo l’acqua minerale in negozio, come se acquistassimo un bene di consumo, non mi riferisco alla tariffa, ma alla sostanza del fatto. Quando e se ciò accadrà non è dato di sapere, ne è dato di sapere quando le fontanelle spontanee cesseranno di zampillare. ATO2 spa si dovrà prendere l’intero servizio, ovvero anche le criticità, anche i tubi bucati e le fontanelle spontanee, cosa che mi fa dubitare del fatto che voglia farlo in queste condizioni.

LUCIANO DAMIANI

Alcuni riferimenti.

AZIONARIATO ACEA:

https://www.acea.it/it/gruppo/governance/azionariato

RISULTATI ACEA 2016:

https://www.acea.it/content/dam/aceafoundation/pdf/gruppo/investitori/2017/presentazione-risultati-2016-13-03-2017.pdf

CONFERENZA DEI SINDACI, Relazione sullo stato dei trasferimenti dei servizi comunali dell’ATO 2 Lazio Centrale – Roma al Servizio Idrico Integrato:http://www.ato2roma.it/DOCUMENTI/articoli/Relazione%20stato%20acq_agg%20gen2016_con%20allegati.pdf

SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=DZLBPUUJTMB7BVVCEC4W2ODCDY&q=Acea+or+Civitavecchia

RICORSO DEL GOVERNO AVVERSO ALLA LEGGE REGIONALE:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/07/30/14C00174/s1
LEGGE REGIONALE 4 APRILE 2014 N 5: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/regioni/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=VJnQf6CynXI3cCyeqbwr8w__.ntc-as5-guri2b?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-09-27&atto.codiceRedazionale=14R00371
FOTO di Copertina : Parlamento Regionale, discussione della legge sull’Acqua Bene Comune