NON PIU’ ANGUILLE ALLO SPIEDO…. MA FENICOTTERI ARROSTO

La curiosa storia delle anguille di Comacchio

di LUCIANO DAMIANI ♦

 

Un giorno, tanto tempo fa, il Po decise di sfociare più su, così fu che quel delta divenne un vasto sistema di valli. ‘uomo del tempo decise di non farsi portar via dal mare quel ben di Dio che il delta donava, ed allora alzò argini e chiuse gli specchi d’acqua che erano un tempo il delta, facendoli diventare “valli”, Valli allagate, ovviamente, valli che producevano alla fine del 1800 decine di tonnellate di pesce.

Uno studio trovato nel sito ufficiale della Provincia di Ferrara così recita:

“Abbiamo notizia che nel 1869, furono spediti Kg 41,590 di anguille a Roma; Kg 24,000 a Bari; Kg 30,965 a Milano e svariati chilogrammi anche nelle piazze di Bologna, Pontelagoscuro, Modena, Cremona, Bergamo, Genova, Mantova, Alessandria, Parma ed in particolar modo a Napoli dove, nel periodo natalizio, si faceva un gran consumo del capitone di Comacchio.16
Verso l’estero “si mantiene vivo il commercio con l’Austria, e là si spedisce marinato. […] La Turchia ne è ghiotta, ed il marinato di Comacchio serve a stuzzicare l’appetito del gran Sultano, e dei Pascià turchi”.17 Era il 1880.”
51.000 ettari di valli dedicate alla pesca delle anguille ed altre varietà di pesce. Ora le valli sono ridotte a 10.000 ettari (per lo più per le bonifiche realizzate negli anni) e il pescato a poche centinaia di chili, ma ci arriviamo.

 

Damia 28 apr Casoni

Canali delle valli e casini da pesca, quasi tutti abbandonati. Alcuni utilizzati come luoghi museali.

Torniamo alle valli. La differenza fra valle e laguna è che la laguna è collegata al mare e la valle no. I “vallanti” provvedono ad aprire le chiuse ed a chiuderle nel momento opportuno. Dire che sia un habitat naturale, dice che sia “azzardato”, azzardato poiché gli argini delle valli sono in realtà artificiali. Da quando non ci pensa più il fiume a portare materiale eroso lungo il suo corso ed a modificare l’assetto dei luoghi, i vallanti hanno preso a costruire argini riportando terreno costretto fra palificazioni e teli. Ora questo tipo di lavoro si sta facendo difficile poiché lo sfruttamento dei giacimenti di gas pare abbia innescato una sorta di sprofondamento del fondo delle valli, cosa che incrementando il moto ondoso facilita l’erosione degli argini.

Damia 28 apr Erosione

Erosione degli argini artificiali realizzati con terreno di riporto trattenuto da palificazione e teli.

Girando per i canali si notano serie di pali senza il terreno nel mezzo, evidentemente eroso. Ma non è questo il problema di queste valli, del calo così drastico della produzione. Il problema sta nell’anguilla, animale davvero curioso.
Le anguille, sessualmente mature, se ne vanno nel Mar dei Sargassi per accoppiarsi e generare nuove anguillette, piccoli avannotti che, per un imperscrutabile motivo, riprendono la strada che i genitori hanno percorso all’andata per tornare da dove essi son partiti. A fine anno, con la luna giusta, la pioggia e la bora le anguille di sei o sette anni partono per il lungo viaggio verso i Caraibi che durerà un’anno e mezzo ce ne vorranno altri due perché gli avannotti facciano il loro ingresso nelle valli per crescere e poi ripartire.
Se è incredibile tutto ciò è altrettanto incredibile che non si sia ancora riusciti a riprodurre la procreazione in cattività, così accade che gli allevatori, interrompendo il naturale viaggio, facciano raccolta di avannotti nel Mar dei Sargassi poi ci si mettono gli spagnoli che gli pacciono assai gli avannotti e appena che passa per lo stretto de Gibilterra il ciappan e se’l mangia. Scusate il venetismo… è per darghe un po de color..
Insomma fatto sta che sono sempre meno quelli che tornano, e mantenere una produzione basata sul ciclo naturale della vita diviene sempre più difficile. Ma i pochi vallanti rimasti continuano, nelle notti di fine anno, con la Bora e la pioggia, a recarsi al “lavoriero”. In quelle notti, si aprono le chiuse, l’acqua del mare irrompe nelle valli e richiama le anguille mature ed i maschi che cercano di uscire dalla valle, ma parte di queste rimangono intrappolate nel “lavoriero” mentre altri passaggi vengono lasciati liberi affinché possa essere ripetuto il miracolo della vita per gli anni futuri, per i figli dei vallanti. Ma ormai sembrano proprio le ultime generazioni, i fenicotteri rosa, già tanto abbondanti nelle saline limitrofe, diventeranno il richiamo di turisti e appassionati, mentre l’anguilla di Comacchio sarà ridotta ad un ricordo.
Il pescato viene lavorato da una cooperativa sociale la “Manifattura dei marinati”, che da lavoro anche ad alcuni diversamente abili. Le anguille vengono cotte in uno dei dodici grandi camini dello stabilimento e poi marinate. Un tempo si accendevano tutti e dodici i camini, quel luogo doveva essere un inferno. Gran parte del pescato prendeva altre vie, solo una parte veniva marinato. Le anguille vive erano messe in barche con lo scafo bucato, marotte, che venivano trainate verso i porti più lontani rimanendo quindi ben vive sino alla consegna per essere consumate durante le feste natalizie, la pesca avveniva fra ottobre e dicembre.

Damia 28 apr Marotte

Particolare di una marotta. Si nota lo scafo bucato per far si che le anguille restino vive in acqua di mare fresca per tutto il tempo del trasporto.

M’ero fatto, grazie alla televisione, l’idea che a Comacchio ci fossero ristoranti con questi grandi camini sulla bocca dei quali lunghi spiedi ospitavano i pezzi di anguilla arrosto per gli avventori, ma la realtà è purtroppo ben altra, chissà l’anguilla che ho mangiato al ristorante da quale allevamento viene. Probabilmente non mi capiterà mai di mangiare una anguilla “naturale”, naturalmente soda come dovrebbe. Pare che negli allevamenti abbiano accorciato i tempi, ravvicinando i cicli di luce e buio, le anguille mangiano di più, e crescono prima, pare impieghino la metà del tempo di quelle allo stato naturale, pare però che abbiano la carne più molle, ma lo saprò solo se, a fine anno, andrò a Comacchio e sempre che riesca a corrompere qualcuno per farmi assaggiare una anguilla vera, male che sarà potrò sempre comprare una scatola di anguille marinate della “Manifattura dei marinati”. Ma non sono tornato del tutto a mani vuote, mi son portato via una “salama da sugo”, non so se mangiarla subito o attendere che faccia freddo, ma tanto scade fra qualche anno…….

LUCIANO DAMIANI

Riferimenti.
Sito della Manifattura dei Marinati: http://www.imarinatidicomacchio.it

Documento sulla storia delle Valli di Comacchio:
http://www.provincia.fe.it/download/Relazione%20storica%20Anguilla%20delle%20Valli%20di%20Comacchio.pdf?db=/intranet/internet.nsf&uid=C1369A18523C9F0EC125702800372857