GUERRA (IM) POSSIBILE TRA ARTICO E VIDEOGAME. PERCHE’ LA RUSSIA È MOLTO PIU’ VICINA DI QUELLO CHE PENSIAMO.
di DELFINA ANGELONI ♦
Il raid missilistico al confine con la Polonia. Riassestamento schematico dei rapporti di sicurezza nella deterrenza. Tra comunicazione di escalation e oscillazione della diplomazia.
Il raid missilistico che in territorio Ucraina (Volinia, 13 Settembre 2026) ha colpito una ferrovia e un treno diretto a Varsavia a pochi chilometri dal confine polacco nel quale viaggiavano ex funzionari di stato e diplomatici europei, ha ottenuto dalla Polonia una pronta reazione di minaccia di una possibile escalation. Questo sottolinea anzitutto un nuovo inizio dinamico negli schemi classici previsionali entro i quali oscilla la deterrenza per l’Europa. In tal senso se una postura salda sul piano della sicurezza da parte della Russia contribuisce a conservare una attribuzione di aggressività su questo paese, il progetto europeo di finanziamento e costituzione di un nuovo sistema di difesa modulare e integrato (READINESS) a quello NATO non vede solo enormi carenze strutturali e di gestione dispersiva di finanziamenti e fondi a prestito agevolato (si veda in tal senso il recente dibattito politico nazionale sull’utilizzo del SAFE) nella fragile singolarità politica degli stati, ma contribuisce con il solo fine di progetto progressivo di spinta sulla sicurezza globale ad anticipare scelte politiche avventate e comunicazioni proiettive sul piano dell’ informazione che potrebbero provocare forti disguidi diplomatici ed involute escalation progressive. Pur non avendo direttamente rivendicato l’attacco la governance del Cremlino ha più volte specificato l’assenza di volontà precipua di uno scontro diretto in territorio NATO. L’ episodio in sé contribuisce in tal senso a spingere le campagne di informazione che rinsaldano una visione aggressiva del Cremlino come altamente probabile precedente di scelte di timido imbarazzo politico nei finanziamenti all’ Ucraina da parte dell’Europa rinnovati anche per quest’anno sul medio periodo. Tradita la falsa speranza di un immediato o comunque rapido accesso alla comunità europea per l’Ucraina già dopo soli sei mesi dall’ invasione Russa, ora il territorio della comunità Europea partecipa come scenografia possibile di una aggressività ben lontana dal diretto scontro cinetico che potrebbe avere la sua frontiera digitale e cyber già operativa. Quella della guerra cognitiva.
Una nuova possibile frontiera del conflitto. Guerra cognitiva e schede elettorali, lo scompaginamento delle democrazie in Europa con l’obiettivo della dipendenza energetica.
Se il teatro dell’Hybrid Warefare multidominio di messa a punto russa (ma in realtà di difficile attribuzione) è stato l’Europa già da dieci anni, è realistico credere che la lettura di escalation nell’ analisi politica istituzionale per i paesi Europei possa essere scompaginata da manovre digitali che ne alterano la percezione di rappresentanza nelle società? La soglia della cabina elettorale per il riassestamento delle democrazie nel Vecchio Continente è il nuovo terreno di scontro secondo le recenti dichiarazioni del Ministro Tajani e non è difficile credere possibile che un tessuto digitalizzato dell’ informazione, un progresso incontrollato dell’ IA generativa come nuovo “Graal” strategico per i nuovi equilibri internazionali e la crisi politica e progettuale delle democrazie Europee, possano aver costituito degli elementi non trascurabili di incentivo per il Cremlino alla progettazione di manovre in grado di manipolare l’opinione pubblica per scompaginare le identità politiche nazionali fino al punto di ingenerare un futuro possibile per l’ Europa di dipendenza energetica. In tal senso la risoluzione del conflitto con l’Iran e l’improvviso affaccio sul Golfo Persico degli Houti dello Yemen, rimangono una manovra della quale è il Cremlino a sfruttarne le potenzialità di successo diplomatico consequenziale anche come rafforzamento economico futuro dei BRICS. Guardare al conflitto in Ucraina come ad uno scontro non interrelato con lo scontro in Iran, potrebbe determinare un errore strategico in grado di incidere sul perdurare della pervasività della guerra ibrida russa in territorio Europeo. Lungi dal ricattare direttamente le istituzioni Europee, Putin sembra così avere in mano la “brioche” che necessitiamo chiedergli ancor prima che lui possa fare il gesto di porgercela. Nel frattempo, la sfida elettorale in Europa è una minaccia politica di manovrabilità d’ informazione e alterazione percettiva anche solo come storicizzato strumento di un poderoso sistema di intelligence del quale Putin stesso è figlio.
L’ artico in topografia accentrata. Una frontiera NATO privilegiata come occasione di riposizionamento strategico europeo.
Con l’entrata di Svezia e Finlandia nel patto atlantico, il territorio artico non è più solo una delicata sfida progettuale su interoperabilità, IA nei sistemi d’arma e accordi di monitoraggio e sorveglianza strategica di quei territori come la missione “Sentinella”. Accettando una topografia che accentra tutta l’area artica sia ad Ovest che ad Est, l’artico diventa un terreno di scontro ibrido che possiede già la percentuale maggiore di infrastrutture sensibili per il digitale e la raccolta dati globale (Isole Svalbard). Una topografia che ne accentra la realtà territoriale consente anche di intravedere possibilità di confronto operativo diretto e multi-dominio con la Russia, vista anche la necessità di rinnovamento strategico e logistico dell’apparato militare Finlandese che con gli accordi di Murmansk a seguito della guerra fredda ne aveva modulato una dipendenza forte dal Cremlino anche per quanto concerne i sistemi d’arma, nonché una intensa ma delicata operazione di segnalazione mai veramente indipendente da Mosca. Vi è poi a partire dal Febbraio 2026, il continuum di esercitazioni congiunte in Artico e il tentativo di aumentare la sofisticazione dei sistemi d’arma che integrano l’IA (per policy europea solo in Human-in-The-Loop) pur circoscrivendo al monitoraggio e alla sorveglianza strategica sul territorio anche in contenimento operativo eventuali sconfinamenti russi o Cinesi. Se l’Artico fosse sempre stato una sfida operativa dopo la Guerra Fredda, oggi potrebbe essere una fondamentale frontiera di sviluppo di potenzialità strategiche direttamente utilizzabili e immediatamente prossimali all’ Europa.
DLSS Nvidia. Una tecnologia d’avanguardia come nuovo Warefare digitale e una frontiera di anticipazione come freno alla gestione incontrollata dell’ IA.
Nel mondo videoludico, la tecnologia DLSS Nvidia, colosso cinese, ha sconvolto l’industria high-tech. Grazie alla renderizzazione neurale che integra l’IA, questa tecnologia è in grado di non esercitare troppa pressione sulle schede grafiche e far reagire i tessuti a luce e ogni tipo di impatto o influenza esterna con un grado di realismo eccezionale. In tal senso è possibile teorizzare un warefare digitale come spazio sostanziale e giuridicamente riconosciuto dello scontro cinetico? Se l’IA rimanesse dipendente dall’ essere umano nella sua corsa generativa spostare i conflitti in uno spazio cybernetico corroborato da policy di adesione e risultanze concrete sui territori reali è una frontiera possibile che avrebbe un altro grado di resistenza dei costi di investimento ma probabilmente determinerebbe una stagnazione maggiore delle economie degli stati coinvolti, impossibilitati alla spinta reale e progressiva che i conflitti sanno ingenerare. Per far fronte a questo dovrebbe essere necessaria una economia di guerra digitale che si possa avvalere di un certo grado importante di partecipazione dell’economia reale. Il grado di universo finzionale cyber dedicato allo scontro potrebbe scrostare la retorica pacifista ed immobilista dell’opinione pubblica nelle cabine elettorali? Come è possibile superare il mandato all’ IA per l’automazione sui sistemi d’arma attuali per generare infrastrutture e mezzi che in un warefare digitale ne garantiscano l’impianto decisionale all’ essere umano? Se l’IA non è più una frontiera ma un sistema operativo futuribile e generativo privo di controllo, spostarci oltre la sua materialità esecutiva reale sarebbe un vantaggio strategico e un sistema di riferimento partecipativo meno dannoso sul piano delle perdite umane ma non meno pericoloso nelle risultanze politiche e per la ridefinizione degli equilibri geopolitici. Ma conservando nella sostanza il valore sociale e storico degli scontri cinetici per la specie anche nella progettazione di avvaloramento giuridico speculare di questo possibile spazio di confronto.
DELFINA ANGELONI

Un duello arbitrato da un sistema computazionale!
Perchè dovrei accettare il verdetto?
Perchè dovrei credere a tale arbitrato?
Senza sacrificio umano non esiste rassegnazione e dunque accettazione.
Hobbes non entrerebbe nel gioco!
"Mi piace""Mi piace"
Si. Sostanzialmente l’ iperrealtà ha già deviato qualsiasi confine tra universo finzionale e percezione di realtà. Insomma, l’ AI se priva di contenimento etico promette messe a punto ricorsivamente pericolose.
"Mi piace""Mi piace"