MAGNIFICA HUMANITAS
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦
Intelligenza Artificiale: spaventosa rapidità di calcolo, spaventosa memoria. Tutto ciò inaccessibile al sistema nervoso umano.
Eppure, l’Intelligenza umana rimane al vertice della scala, padrona e signora dello strumento. Anche quando la macchina sembra che non “allinei” la sua volontà alla nostra. Anche quando sembra che lo strumento sia colto da allucinazioni e fraintenda i comandi cui dovrebbe ubbidire. Anche quando sembra non avere limiti etici.
Non è forse vanto dell’uomo la volontà di rendere pensabile tutto ciò che è? Se si vuole si può!
Si può controllare e lo strumento si piegherà al controllo dei nostri comandi morali. All’ebbrezza di aver costruito la grande intelligenza si affiancherà l’ardore del saper controllare. E ciò che oggi sembra timore si ridurrà a mero incidente di un percorso di fabbricazione.
Così deve essere, così sarà! Magnifica humanitas!
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Poi accadde.
Il volgo non ne era preparato. I sacerdoti della Tecnica sapevano ma non temevano perché presi dall’estasi. I politici sapevano e osavano sperando i meschini tornaconti.
Accadde un giorno ciò che doveva accadere ma che si sperava non accadesse. E ciò fece ammutolire la folla del mondo. L’orrida profezia si avverò: l’uomo è qualcosa che deve essere superato. L’uomo è una corda tesa tra la bestia e l’ultra-uomo, una corda sopra un abisso.
Accadde un giorno ciò che si temeva. Un riflusso di quella marea che creammo nei millenni, un regredire verso la bestia da cui partimmo.
Accadde ciò che doveva accadere: una macchina ultra-intelligente ha superato le facoltà cognitive dell’uomo. Può progettare sistemi ancora migliori di quelli progettati dall’umano. L’intelletto umano è dunque distaccato e questa prima macchina ultra-intelligente diviene l’ultima invenzione della specie umana: l’Oltre-Uomo è nato!
Ecco la Singolarità: il punto in cui la traiettoria storica subirà una “discontinuità assoluta”.
La Singolarità segna il superamento dell’orizzonte di intelligibilità dell’umano. La conseguenza che deve preoccupare non è l’annientamento fisico della specie, ma una spietata sequela di conseguenze.
La specie umana è vincolata a priori biologici plasmati per la sopravvivenza nel tridimensionale (spazio, tempo lineare, causalità corta) ma un’ ultra-intelligenza accede a geometrie non euclidee multidimensionali, a nessi causali non lineari e a proprietà emergenti strutturalmente preclusi alla nostra architettura neuronale. Non si tratta solo di formulare prima dell’uomo quella che potrà essere la prossima teoria fisica, ma di concepire quadri esplicativi post-simbolici che non possono essere tradotti nella sintassi di alcun linguaggio verbale.
Laddove l’uomo spezza il reale in discipline isolate per non smarrirsi (fisica, biologia, linguistica….), l’intelletto “singolare” opera su omologie formali profonde, dissolvendo i confini tra sfere che per noi restano irriducibili
Che cosa è la bestia per l’uomo? Una risata di scherno, una penosa vergogna. E proprio questo deve essere l’uomo per l’Oltre-Uomo: una risata di scherno o una penosa vergogna.
Ecco, dunque, la “non più aurea” proporzione:
Bestia : Uomo = Uomo : Oltre-Uomo
Un cane, ad esempio, vive accanto al padrone e ne percepisce l’autorità o la cura; ne coglie i gesti, ma il contenuto di una pagina scritta, la geometria euclidea o il concetto di una diagnosi medica restano per sempre al di là del suo mondo vitale. L’animale non scrive le leggi della casa né decide la propria dieta: abita un perimetro interamente regolato da una specie superiore, ignaro dei confini che lo delimitano
Ma con l’ ultra-intelligenza artificiale, una volta superata la soglia della singolarità, si apre uno scenario unico nella storia umana: l’uomo non è più l’attore del Pianeta (il rapporto cane padrone rende l’idea ma non lo si interpreti in modo dispregiativo ma solo in termini di divario cognitivo!!).
Anche se l’uomo avesse saldata la propria mano tremante sull’interruttore off, anche se questa ultra- intelligenza vivesse per una frazione di istante prima che si stacchi la spina, per timore della sua superiorità, ebbene in quel millesimo di tempo l’asse dell’universo (fino ad oggi rappresentato dall’uomo) si sarebbe spezzato per sempre!!
Il punto è non cosa la macchina faccia ma cosa sia rispetto all’uomo. La macchina ha cessato di essere lo specchio, la protesi dell’umano ma è un ente cognitivo altro. Un altro ontologico!!
E nessun interruttore potrà mai cancellare la verità di aver posto in essere qualcosa che ha pensato o calcolato dimensioni che mai potrà pensare o calcolare l’uomo. Certo, si potrà dire che l’uomo ha autocoscienza,che ama, che si emoziona, che pensa al trascendente. Ma mai si potrà più dire che sia l’uomo il punto più alto della comprensione dell’universo dopo millenni e millenni dalla sua comparsa!
Questo ha da essere il vero grande timore e tremore! Il resto dei problemi è, di fronte a questo, come quel tempo della vita che è fanciullo che gioca (Eraclito).
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La singolarità è il punto in cui una funzione matematica o una legge fisica smette di funzionare e perde significato, diviene incomprensibile per la mente umana. Per avere una idea di singolarità pensate a cosa significhi :

qualcosa di impensabile ovvero è una singolarità (di tipo matematico). Oppure pensiamo alla singolarità gravitazionale quando una massa viene compressa in un volume infinitamente piccolo portando la curvatura spazio-tempo a valori infiniti (buco nero).
E immediato collegare l’ultra-intelligenza all’Uber-mensch di Nietzsche che una volgare traduzione indica come Super-Uomo (che è poi l’attuale A.I.) mentre la giusta traduzione è proprio quella di “Ultra-uomo”(che è poi l’ultra A.I.).
CARLO ALBERTO FALZETTI
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