I RACCONTI BREVI DI ANDREA BARBARANELLI – L’ETERNO FEMMININO
di ANDREA BARBARANELLI ♦
Das Ewig-Weibliche
Zieht uns hinan, Goethe
E poi sedevano in un bar,
nella luce della finestra,
in piena luce, lei giovane
parlando a me, a questo vecchio.
Non era per le parole
che mi diceva, sorbendo
una tazza di infuso alla menta,
parole insignificanti.
Non era neanche, lo giuro,
per quella chioma che dava
al suo viso un’energia
che mi avrebbe tolto il respiro
trent’anni fa, indubbiamente.
Era solo e semplicemente
il fatto che stesse con me.
Era solo il fatto che stesse
lì seduta con me, che parlasse
con me, strappandomi al nulla
in cui la vecchiaia mi aveva
impietosamente affondato.
ANDREA BARBARANELLI

Cosa scegliere?
La meraviglia di un risveglio ad una primavera perduta nell’abisso del tempo.
oppure,
la metafora dell’Amore che solo può salvare dalla inquietudine di questo mondo.
Un tratto breve, brevissimo di intensità profonda a cui si aggiunge la scena dell’icona molto eloquente.
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Delicatissima riflessione che onora le donne senza l’uso di parole obsolete che tolgono l’aura di mistero al mondo femminile.Grazie
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Mi commuove questa cosa semplicissima e quasi spietata: essere salvati, per un’ora, dalla presenza di qualcuno. Senza che debba succedere niente. Senza parole memorabili, senza promesse. Qualcuno sceglie di sedersi proprio lì, davanti a te, e resta. Forse una delle forme più intime dell’amore è questa: sottrarre qualcuno al nulla, anche solo per il tempo di una tazza di infuso.
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