DISSERTATIO DE INFERIORIBUS CORPORALIBUS.
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦
L’umiltà è la grande terapia per conservare la dignità umana in questi tempi disastrati.
Per dimostrarlo tenterò di non partire dal cielo ma dalla nuda terra come vuole il termine umiltà.
Partenza esplosiva!
Cacatio matutina est tanquam medicina,
cacatio meridiana neque bona neque sana,
cacatio vespertina ducit homine ad rorinam. (Suola Salernitana).
Beati quei tempi in cui la politica, quella verace, “misuravasi con lo pitale mattutino!” Così blaterano i molti nostalgici del sovran-ismo!
Il pitale, specchio dello Stato. La stabilità politica, amministrativa, sociale garantita, opera mirabile a dirsi, dalla nettezza della prima real defecatio. O, parimenti, dalla mattutina riuscita della defecatio di Sua Santità.O parimenti di qualsivoglia roboante dittatore. Ha poca importanza che il pitale sia reale o simbolico, ciò che conta è l’aspetto tremendamente reverenziale che il potere emana tanto da essere rappresentato da questa volgare metafora.
Il paradigma esemplare risale ai vari Luigi di Francia ed in parte al soglio pontificio. La salute del monarca non può essere atto privato scaturendo da essa la condotta giornaliera della gestione statale. Dunque, l’evacuazione reale è atto liturgico e pubblico. Vale soffermarci un poco su questa realtà.
Per comodità del lettore attualizziamo la ritualità che fornisce, ripetiamolo,il paradigma generale del potere assoluto.
In primis, il fondamento scientifico alla base della cacatio.
Frutto di secoli la teoria degli umori da Aristotele, Galeno, Avicenna era giunta immacolata alle grandi corti di Francia ed al soglio pontificio. Dunque, valeva l’aurea regula che le superfluità emesse dalle viscere potevansi classificare in base ai quattro umori. Ecco un agile quadro tassonomico (Saturno e la malinconia, Klibansky,Panofsky, Saxl).
Ove la morfologia si presenti tendente al liquido chiaro non v’è dubbio che l’eccesso di flemmja (freddo-umido)abbia a prevalere, dunque lo stomaco reale non ha ben cotto le cibarie: digestione cruda, umore non propenso a legiferare per il progresso popolare. Ove l’aspetto volga al giallo schiumoso è il trionfo della bile gialla (caldo -secco)e, dunque, possibile presenza di irascibilità ; ciò sconsiglia di apporre firme o decretare in modo assoluto. Ove la presenza di muco è evidente, il rapporto con il sangue(caldo-umido) è stretto significando che l’intestino è troppo freddo per la corretta combustione del cibo. Ma ove il colore virasse verso l’atrabile, ovvero al nero, il panico si diffonde a motivo dello stretto legame con la bile nera (freddo-secco) ovvero il calore delle reali viscere, avendo consumato del tutto la parte umida, minacciano una “secchezza malinconica”, dunque: assolutamente non operare, non ricevere, non emanare atti, indulgenze, grazie, eccetera eccetera.
Ma, allora quale la giusta misura che soddisfi l’arte della” scatoscopia”? Il cerusico-speziale sollevando in alto il contenitore escrementale all’uopo di meglio facilitarne la luminosità feconda del primo mattino ove si accorga di una consistenza media, né tendente alla durezza né tendente al molle ma, soprattutto di un vivido colore che potremmo ben definire sub-rufus, grida verso la corte plaudente: optime!
E’ in questi felici momenti di gaudium et spes che le parole del Primo Medico della Real Casa (o del Palazzo Apostolico) facevano ben sperare per un “buon governo”nel corso della giornata: Sua Maestà ha avuto una ottima nottata e dunque una perfetta concozione (digestione) comportante una egregia evacuazione. Ciò ha impedito che la permanenza nelle viscere non fosse prolungata e che i vapori non si corrompessero risalendo verso l’alto incidendo sull’umore reale.
Un attesa lunga per sapere del verdetto finale iniziata con l’atto primario del Primo Cameriere (di alto lignaggio) di sfilare il pitale dalla sedia gestatoria e porgerlo quale reliquia al corpo dei Medici per il loro esame modulato sui cinque sensi: vista, olfatto, tatto, udito, sapore (sic)! (Il diario della salute del re,Vallot, D’Aquin,Fagon).
Oggi tal metodo più non è in uso. Tuttavia, ecco la morale che ne deriva: quando un popolo osanna sotto il balcone, osanna nelle piazze, accetta ogni cosa deliberi il Capo la logica del real pitale è sempre in atto (gli esempi nostrani sono molti).
. . .
Ma esiste un ulteriore aspetto legato al basso corporeo che poco ha a che vedere con il potere ma che, tuttavia, dal punto di vista sociale è interessante: il popolo e la cacatio!!
Per il popolo di ieri, in onore alla “naturalità condivisa”, il basso corporeo (inferiora corporalia) non era oggetto di vergogna moralistica (si pensi alle latrines romane poste in ordine allo scopo del dialogo collettivo). L’actus defecandi era visibile a tutti, promiscuo, collettivo, socializzante, solidaristico, integrante, causa di dialoghi culturali, di affari, di pettegolezzi,privo di quella vergogna borghese che condurrà ad una inesorabile privatizzazione ed ad un tabù linguistico fondamentale base essenziale del “processo di civiltà”(Norbert Elias).
E fu così che al termine schietto, naturale, biologico “cacare” si sostituirà il farisaico “andar di corpo”oppure”fare i propri bisogni”, apici dell’eufemismo borghese . E così al “pisciare” corrisponderà “un goccio d’acqua” o ancor più ipocrita il “debbo lavarmi le mani”.Girare attorno alla verità, invocare la verosimiglianza, ricorrere alla metafora, sottomettere il naturale biologico animalesco al dominio della classe sociale che si vuole pulita, purificata, civile: questa la rivoluzione operata con l’ascesa della borghesia. Certamente “belle maniere”che evitano cose laide da non fare o nominare (GiovanniDella Casa). Purtuttavia, lates anguis in herba!
Ecco cosa significa il disagio della civiltà: il popolo di oggi ha creato un mondo saturo di corpi esposti (erotizzati, scultorei, apollinei) ma del tutto privi di biologia. Abbiamo censurato il corpo reale, fisiologico, viscerale sicchè ogni esternazione di esso non gradita è quasi inteso come reato sociale. Il trionfo dell’astratto! Noi adoriamo il simulacro (pelle liscia, muscolo tonico) ma tentiamo di nascondere la macchina biologica che quel corpo-simulacro sorregge.
Questa ipocrisia di fondo costituisce la condizione permissiva del’attuale marketing mondiale fondato sulla bellezza, sulla salute, sul fit-ness.
Le “buone maniere”ed il linguaggio educato servono a censurare gli effetti non graditi del biologico mostrando la separazione col mondo animalesco caratterizzato dalla aggressività naturale. Ma l’ipocrisia emerge evidente: una società che comunque palesa una aggressività economica, civile, militare. Belli fuori, sporchi dentro!
Siamo al finale della dissertatio.
Forse il lettore è rimasto sconcertato ed urtato dall’argomento posto. Penso e spero che la ferita al pudore sia stata cauterizzata a sufficienza con le logiche conclusioni.
La “metafisica delle viscere”ci ha indicato, dunque, che posti sulla sedia perforata ( di legno o ceramica) crolla ogni alibi di superiorità spogliando la nostra mente da ogni illusione di superiorità fondando le vere basi di una democrazia radicale: beati i poveri di spirito…Se tutti siamo così costretti dalla “incarnazione” perché così tanta “distinzione” in classi, in colore della pelle ecc.? L’umanesimo o è integrale o non è vero umanesimo.
Come si è visto ce ne è per tutti: sovranisti nostalgici e pudici democratici- borghesi- ipocriti.
La verità è che l’argomento è come la morte: livella tutti, dal ricco al povero, dal bianco al nero, dal conservatore al liberale, dal pio devoto all’ateo incallito, dal Papa al chierichetto. Tutti, proprio tutti immortalati sul seggio evacuatore a prova solenne della egalitè, fraternitè e libertè viscerale.
Cacatio matutina est tanquam ecc.ecc. ecc.
CARLO ALBERTO FALZETTI

😅🤣😂😅🤣😂
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Carmina burana
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Grazie Carlo. Un tema “imbarazzante” che tuttavia suggerisce riflessioni interessanti. Lo aveva intuito Norbert Elias indagando quello che chiamava il “disagio nella civiltà” (e non, più banalmente, della civiltà). Nicola Porro
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