AI E RISCHIO DI VIOLENZA POLITICA, DUE MODELLI A CONFRONTO.
di DELFINA ANGELONI ♦
La dimensione sociale entro la quale sembra muoversi l’utilizzo e la fruizione dei sistemi AI è sempre più ampia e strettamente correlata fra i soggetti siano essi istituzioni, attori non-statali nel moderno Hybrid Warefare[1], comunità produttive specifiche o inserite nei percorsi formativi come scuole e accademie. Uno studio di ricerca dell’International Center For Counter-Terrorism (ICCT)[2] si è recentemente occupato di definire lo spettro di analisi teorica in grado di stabilire un modello tridimensionale efficace nel posizionamento dell’AI come generatore di ingiustizia politico-sociale e consequenzialmente segnalarne il suo potenziale esponenziale nei fattori che storicamente hanno determinato uno scenario di violenza politica diffusa (input). Questo modello si avvale di alcune premesse sostanziali, quali l’assenza di intenti politici volti al prevedere con sicurezza le possibili insorgenze sistemiche dovute allo scenario descritto, la voluta mancanza di intento direzionale nello sviluppo dell’AI ma semmai nel suggerirne criticità operative delle sue policy di regolamentazione future in un contesto di funzionamento sociale che il modello vuole parametrare e circoscrivere alla società occidentale del Nord America e dell’Europa.
Il modello proposto dall’ ICCT, parte dalla constatazione di un terreno socio-tecnico e socio-politico fertile alla stabilità delle sue fondamenta: l’uso improprio e l’abuso dell’ Intelligenza Artificiale come peculiarità unica nell’avanzamento tecnologico degli ultimi venti anni, non solo nel suo utilizzo dual-use nei nuovi sistemi d’arma operato da milizie irregolari quali ISIS, nella capillarità dei deep-fake e dei meme di disinformazione o direzionamento agiti anche dalle istituzioni, nella sempre più pervicace alterazioni dei modelli linguistici ai fini dell’arruolamento online diffuso operato dagli estremismi, ma anche a causa di altri fattori strutturali che l’uso improprio e l’abuso di questi sistemi hanno portato con loro. La rapidità di efficacia, la precisione nell’individuare target strategici o ideologici e l’ingenerarsi di una reattività criminogena di carattere politico e ideologico basata sull’ ingiustizia e l’insofferenza sociale che l’impiego di questo strumento determina. Per arrivare a identificare uno scenario diffuso di violenza politica il modello si dipana in tre dimensioni empiricamente connesse. L’obiettivo è dimostrare come la violenza politica sociale potrebbe istradarsi tra le criticità di questi parametri dimensionali soprattutto come input storicamente già validati che agisce su una possibilità di atteggiamento criminogeno di restituzione.
L’ Enciclica di Papa Leone XV “Magnifica Humanitas”[3] non tratta direttamente l’AI ma cerca, teologicamente e quasi politicamente, di sottolinearne approcci attuali e criticità di rischio futuro nell’ utilizzo di questi sistemi per una definizione e una pratica sociale di umanità soggettiva e collettiva unica e transnazionale. Nonostante la struttura sia quella del documento teologico canonico, il linguaggio tecnico-scientifico con il quale la dimensione cyber si commisura è abilmente usato e diffuso nell’ Enciclica così come le immagini utilizzate, non come metafore, ma come riferimenti reali e tangibili di due prospettive opposte di guardare alla società umana. Non solo cattolica, ma internazionale perché sedimentata su principi antropologici ed etici di definizione dell’essere umano, proprio gli stessi che sembrano frammentati e disarcionati nella percezione sociale diffusa nei sistemi occidentali segnalata dal modello tridimensionale dell’ICCT. Si propongono in questa sede dei parallelismi comparativi. Lo scopo è quello di dimostrare come il carattere politico del nuovo possibile scenario di violenza ideologicamente polarizzata dall’uso improprio di questi strumenti, possa considerarsi per la prima volta come un elemento identitario di definizione oppositiva di specie e di importanza etica e antropologica. Sia esso declinato come urgenza e istanza morale come nell’ Enciclica, sia esso consolidato da elementi di input cronistorici e pattern teorici militari di intervento. Ne emergono anche criticità e diversità nel funzionamento di queste due proposte, una previsionale (ICCT) l’altra di scelta operativa sociale (Enciclica Magnifica Humanitas). Nel caso dell’Enciclica, al fine dei parallelismi proposti se ne evidenzia il suo carattere programmatico volto ad una scelta politica ed ontologica di definizione dell’essere umano. Con urgenza non solo morale ma di significanza politica internazionale anche in un’ottica laica o diversamente collocata per appartenenza religiosa.
Il primo Dominio di modello ICCT è l’ordine economico: con peculiarità distribuzionale, questa dimensione sottolinea il divario sociale diffuso su tutti i piani e ambiti che agiscono nel tessuto economico anche al livello istituzionale. Chi sostiene i costi, chi trae il beneficio. L’automazione diventa un settore sempre più specioso per le credenziali di riferimento, soprattutto per i sistemi linguistici, presto destinati ad escludere per la rapidità di efficacia e l’avanzamento procedurale anche queste frange di lavoratori. Molti altri settori lavorativi rientrano invece in questa progettazione di allenamento dei modelli e sostituzione, già nelle storture di progettazione delle Big Tech. La produttività diventa elitaria di poche firme tecnologiche e diminuisce e restringe i target nell’insorgere di fenomeni terroristici (come infrastrutture specifiche, abitazioni private e data-center). L’utilizzo di queste tecnologie aumenta la forbice distribuzionale dei costi e dei benefici anche in ambito ecologico, dislocando gli interessi di potere dal consumo effettivo locale delle risorse di un Paese. In questa dimensione agisce in maniera compenetrata anche la dissertazione dell’Enciclica con la nuova definizione di “res novae” come risorse non-naturali che devono essere per tutti accessibili e valide come appello in caso di ricorso per l’attribuzione di responsabilità. Viene inoltre sottolineato proprio rispetto all’algoritmo e alla funzionalità il valore della dignità umana oltre la performatività soggettiva.
Il secondo Dominio di modello ICCT è Lo Stato e Il Potere Istituzionale: in questa dimensione agisce l’AI con due tendenze distinte, il fallimento della governance e il riarmo operato grazie all’impiego dell’AI. In un andamento prestazionale di scontro, le lobby industriali sostenute e a sostegno dei governi contribuiscono a diffondere un senso di mancanza di fiducia tra la popolazione. Il targeting algoritmico, i sistemi di sorveglianza sono alcuni dei fattori di rischio per una maggiore insofferenza di comunità marginalizzate e popolazioni in diaspora. In prospettiva gli scenari di guerra contemporanei hanno aumentato l’intervento predittivo di sicurezza operato dall’ Occidente e in alcuni casi sottolineato anche l’accountability gap, ossia l’attribuzione di responsabilità nell’ impiego militare dell’AI (si veda il modulo strategico dell’operazione “Lavander” dell’IDF in Palestina in tal senso). L’ Enciclica ristabilisce l’importanza del multilateralismo e delle scelte di responsabilità ben regolamentate per l’impiego dell’AI, suggerendo consequenzialmente una condivisibilità di strutturazione delle policy a prescindere dal rapporto di fede. Ancora una volta con postura di significanza politica più che teologica.
Il Terzo Dominio di modello ICCT è quello Sociale: i feeds algoritmici dispongono la scuola, la famiglia e i media come agenti per la formazione identitaria che incidono profondamente anche sulla struttura cognitiva delle nuove generazioni. L’algoritmo funziona altresì come fenomeno “decongestionante”, ossia comprime e contiene la reattività comportamentale e l’aggressività individuale e collettiva. Fenomeni come il movimento No-Vax e altre frange oppositive hanno carburato rapidamente anche grazie all’ AI e alle sue possibilità espressive di disinformazione e fake-news sulle piattaforme. Diffusissimi già da qualche anno i casi di companion-chat bot in interazione con casi di suicidio e abuso deepfake. L’ Enciclica si muove nel tessuto sociale con la postulazione della dignità soggettiva in relazione, il senso di comunità umano basato su una identità che è assioma politico di definizione di specie anche con il principio di solidarietà e giustizia sociale che sembrano ad oggi potenziali minacce attuate dal capillare utilizzo anche istituzionale di questi sistemi. Insiste inoltre, sul motore del desiderio con il senso del limite nell’ accedere alla verità di fede. I risultati di percezione in atteggiamento anti-sistemico durante il periodo COVID, hanno dimostrato l’esponenziale rapidità con la quale il superamento del limite della scienza abbia concesso ampio smottamento del tessuto sociale in opposizione e su larga scala anche grazie ai modelli linguistici AI.
Entrambi i tre domini del modello ICCT convergono nell’ accountability gap: il reale e fatale danno sociale ingenerato dall’opacità algoritmica non più a decisionalità individuabile e dunque senza possibilità di efficace attribuzione. Il moltiplicatore di questa risultanza è il fattore tempo. Il cambiamento tecnologico rapido lascia indietro l’adattabilità istituzionale e i canali legittimi di giustizia sono percepiti come, spesso correttamente, inaccessibili o chiusi. Si arriva dunque così ad un rischio di violenza politica con attori capillarmente distribuiti e verso target sostituibili proprio per il ruolo simbolico dei CEO delle Big Tech anche nel lasciare un chiaro messaggio nella definizione ontologica di essere umano. La reattività che si ingenera è potenzialmente politico-identitaria. Raccogliendo consenso su una forbice ampia e polarizzata di reattività e dunque ai due estremi politici, combacia anche nel rapporto uomo-tecnè con un disarcionamento ontologico individuale scisso fra funzionamento performativo e difesa di valori etici e antropologici di specie basali. In tal senso è giusto rilevare come il modello ICCT agisca, sebbene in una prospettiva teorica di controinsorgenza operativa, fuori dal perimetro della possibilità di ripristino degli asset democratici garantiti per il tessuto sociale e più all’interno di ciò che sembra già essere un problema strutturale; quasi sembri impossibile pensare ad un modo senza AI qualora venga considerata troppo pericolosa per le democrazie o arginarla negli effetti, ma fosse solo possibile inseguirne conseguenze e previsioni di scenario violento.
Sia il modello ICCT che l’Enciclica Papale aderiscono, l’una nella previsione di rischio e l’altra nella necessità di scelta per la specie, ad una piega antropologica e di urgenza di impostazione etica della regolamentazione dell’impiego dell’AI nei suoi usi commerciali e militari. Ciò che sembra una declinazione filosofica si fa urgenza prospettiva di scontro o di sopravvivenza.
Nelle sue caratteristiche di scenario di rischio, la violenza politica conserva uno stretto legame con la definizione di essere umano, non solo nel suo rapporto con la tecnologia ma nelle sue possibilità orizzontali di costruzione collettiva di tessuto democratico, ecologico e di funzionamento etico; l’uomo non come mezzo, ma come fine. La difesa di questi valori antropologici fondamentali non è un traguardo ma un continuo processo dinamico all’interno del quale la domanda soggettiva non può solo basarsi sui diritti, ma deve diluirsi nella collettività sulla base dei doveri etici e morali che ogni comunità deve a ciascun’altra. Accedendo ai nuclei ideologici e ontologici di definizione, il rapporto umano-AI prospetta per questo motivo una reattività violenta esistenziale: una comunità di specie che ridiscute la sua mancata dignità in favore della funzionalità, la sussidiarietà nei confronti dello Stato e la difesa di valori etici condivisi, è logicamente, una società che lotta politicamente e violentemente contro sé stessa. Il Caos di definizione formale della struttura portante, la rule of law, è un elemento da non sottovalutare.
L’ AI potrebbe cambiare non solo il modo e la considerazione delle appartenenze religiose e di Dio, ma anche della specie umana come valore laico da difendere nella progettazione di una stabilità politica condivisa che sappia introdurre il parametro etico e di difesa antropologica della specie all’interno dei progetti di policy-making. La polarizzazione ideologica degli estremismi ingenerata dalle piattaforme che si avvalgono di AI conia nel frattempo nuove strutture digitali e capillari di arruolamento, come è per ISIS in Europa. Si sottolinea il carattere di incisività dell’Enciclica nel suggerire due modelli opposti di società (uno verticale e piramidale, la torre di babele del capitalismo della sorveglianza), l’altra orizzontale e collaborativamente partecipata fra le comunità di destino (Nabucodonosor e la ricostruzione delle mura di Gerusalemme): è proprio questa incisività di polarizzazione semica netta che detiene un alto potenziale dentro e fuori i confini del nostro Paese, di convogliare energie e organizzazioni legate all’appartenenza cattolica, antisistemiche e antitecnologiche (il richiamo all’azione di scelta direzionale contenuta nel testo dell’ Enciclica conserva infatti il suo carattere politico-identitario di efficacia).
Nel suo incedere programmaticamente politico, il documento Vaticano si colloca in una dimensione di fruizione con struttura transnazionale ma anche capillarmente accettabile tra popolazioni e Stati a maggioranza religiosa differente o laici.
Sembra non essere più possibile praticare un utilizzo di questi strumenti che tenga conto di una cornice di riferimenti democratici di appartenenza, di valori e di compagine identitaria e politica come pattern cognitivo stabile da parte dell’utilizzatore. Qualunque tipo di agente (Stato o cittadino) sia. La rapida trasformazione tecnologica e i fattori di accelerazione che ne determinano un utilizzo sempre più pervicace rafforzano questo scenario di rischio.
Roma, Maggio 2026.
DELFINA ANGELONI
[1] Si accetta qui la definizione di Hybrid Warefare come in F. Hoffman, Conflict In 21st Century: The Rise of Hybrid Wars, Potomac Institute-Publication.
[2] International Center of Counter-Terrorism (ICCT), The Hague, Netherlands, la ricerca è stata publicata dal CTC Sentinel di WestPoint – Apr 2026, Issue 4.
[3] “Magnifica Humanitas”, Lettera Enciclica del Santo Padre Leone XIV – sulla custodia della persona umana nel Tempo dell’ Intelligenza Artificiale.
