I RACCONTI BREVI DI ANDREA BARBARANELLI – NEL BUIO
di ANDREA BARBARANELLI 
—Dov’è il mio tabacco?” — mi grida il vecchio, quando meno me l’aspetto. — L’hai preso tu?
Fuori, è caduto il buio; dentro, sul tavolo, arde una candela. La faccia, nella finestra, è quella di un morto, ma la bocca si apre e si chiude come una trappola di ferro: — L’hai preso tu? L’hai preso tu? L’hai preso tu?
Batte, batte e ribatte i denti. So che li sta battendo, perché ne sento il rumore. Nel buio, vedo la faccia del vecchio, bianca nel riquadro nero della finestra.
— Bene, — dice il vecchio. — Facciamola finita: tagliamogli la testa.
— No! A un bambino no! — cerco di gridare, ma la voce mi muore in gola.
Quando l’acqua comincia a scorrermi sulla faccia, solo allora, finalmente, capisco: il vecchio non sta alla finestra, perché non c’è la finestra, e nemmeno la stanza, né la candela accesa sul tavolo. Il vecchio è qua sotto, ai piedi dell’albero. Lo vedo bene: è qua sotto, e cerca di venire su, scosta i rami pieni di foglie e di frutti. A un bambino no!, voglio gridare, ma la voce non esce dalla mia testa staccata dal corpo, appesa a un ramo dell’albero, come un frutto rotondo. Perché la voce si senta, bisogna aspettare che la testa si secchi. Quando la pelle si sarà asciugata e indurita sulle ossa, basterà agitarlo, questo cranio ormai liscio, scuoterlo come una maraca, perché la voce chiusa dentro si faccia sentire tutt’intorno.
ANDREA BARBARANELLI
