I RACCONTI BREVI DI ANDREA BARBARANELLI – L’uomo venuto dal ghiaccio.
di ANDREA BARBARANELLI ♦
In primavera, quando cominciò il disgelo, apparve dietro la parete trasparente del fronte del ghiacciaio, seduto su una pietra. Si capì subito che era di un’altra epoca per la foggia del vestito e delle calzature. Dovevano essere passati almeno un paio di secoli da quando era restato chiuso nella morsa del ghiaccio. Ma dava l’impressione di essersi appena svegliato, dopo aver tranquillamente dormito tutta la notte appena trascorsa, fresco e riposato. Teneva il braccio alzato e la mano aperta, come se ci stesse salutando da dietro i vetri di una finestra, con il sorriso sulle labbra.
ANDREA BARBARANELLI

Traggo una iperbole di speranza fantastica.
Apocatastasi, sogno di una umanità ritrovatasi tutta in perfetta sincronia.
Finalmente il raggiungimento di uno stato di essere che ha abolito l’asincronia e la frammentazione, ovvero lo spazio ed il tempo. Il trionfo del tempo ciclico. Il grande uroboros che tutto unisce: tutti nello stesso istante.
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