BREVE STORIA DEL FUTURO
di CARLO ALBERTO FALZETTI ♦
Con “monotono languore” insisto sul problema ecologico rischiando di ripetermi e sperando che il messaggio trovi accoglienza .
Perché questa insistenza?
Le “buone pratiche” dei solerti cittadini ed il rimando francescano alla creaturalità della Natura incidono lievemente la dura scorza dell’esistente. Nulla di più.
Il dramma ecologico non è il figlio legittimo dei comportamenti dei singoli ma il figlio naturale della “società di mercato”.
Mai nel passato si è verificata una “società di mercato”. L’economia di mercato, che è sempre esistita, ha convissuto nel passato con sistemi e visioni di vita alternativi: religiosi, sociali, ideologiche. Il vero punto di svolta è stato quello del superamento dei limiti per cui ciò che era una matura economia di mercato si è trasformata in una assoluta società di mercato, senza nessuna convivenza! Regina assoluta del tutto!
Alla base della svolta si pone una illusione.
La grande illusione dell’homo oeconomicus, ovvero che l’uomo sia “per natura” un individuo che anela solo e soltanto a massimizzare l’utile proprio. C’è chi ci riesce, c’è chi soccombe. Ma tutti, tutti hanno naturalmente questa pulsione. Le“gelide acque del calcolo egoistico” sono lo spontaneo impulso dell’uomo (in un certo senso, l’omelia funebre milanese di una settimana fa conferma ed esalta questo naturale aspirazione).
La catastrofe totalitaria dei fascismi e del comunismo reale ha finito per legittimare la via “naturale” del capitalismo come fine essenziale dell’umano.
Se le cose stanno così come si può fermare questo dogmatismo che tende a fagocitare la politica, il sociale, la Natura con le sue risorse?
L’ecologia “tout court” è semplicemente una esigenza dell’attuale capitalismo di non auto –danneggiarsi, tentando di razionalizzare la distruzione delle risorse. Il fatto che l’accumulazione di capitale conduca a diseguaglianze estreme non è una priorità (lo potrebbe essere nel futuro laddove minacci il modo di produrre). L’ecologia, dunque, è all’interno del sistema, funzionale ad essa tanto da diventare un settore produttivo di successo (prodotti bio, energie alternative).
L’ecologia integrata, al contrario, è tale perché contrasta con forza il dogmatismo dell’homo oeconomicus divenendo in tal senso alternativa vera e non un pensiero funzionale al sistema. Ma per essere tale deve colpire al cuore, altrimenti rischia di essere fagocitata dal dogmatismo economico.
Ciò che necessita fare è attaccare il presupposto chiave: l’uomo economico è una creazione politica, di un momento storico, per nulla naturale, una eccezione e non una universalità. Necessita falsificare la tesi che la democrazia, bene assoluto, sia una funzione del mercato, falsificare quel pericoloso determinismo per cui solo il mercato rende liberi e democratiche le nazioni (classico è il motivo di fondo esportato, nei paesi emergenti , da parte degli USA). Oggi possiamo ben dire, grazie ai disastri e guerre in atto (pensiamo quanto danno sta causando la guerra ucraina!), che è vero il contrario: la democrazia è minacciata dalla società di mercato.
Come si può riuscire a cambiare questo dominio?
. . .
E qui inizia il sogno utopico dal momento che le terapie escogitate non vanno al cuore del dramma.
A questo punto, perciò, vorrei abbandonare il campo economico per dare un breve accenno al fatto che il cambiamento richiede uno sforzo impressionante da parte di varie forze, laiche e religiose. “Scorporare” nella società attuale l’economico come ragione “assoluta” dell’esistere significa richiamare una svolta psicologica epocale. Significa richiamare quel principio junghiano dell’anima contro un principio trionfante da secoli (dall’invasione indoeuropea) dell’animus. In altri termini, introdurre il “principio del femminile” (l’ermetico concetto di “Monna Intelligenza”). Questa introduzione appare essere compensatoria dell’ attuale spirito del tempo incentrato nel dominio dell’uomo economico, edonistico, “polemico” nel senso della vita come lotta per massimizzare l’utilità.
Ciò di cui abbiamo bisogno è il principio del femminile, dell’anima femminile intesa in termini junghiani come compensazione della visione fortemente polemica e tesa a massimizzare l’utilità.
Ma attenzione, massima attenzione. Ciò non ha nulla a che fare con il problema, certamente fondamentale, dell’inserimento delle donne se questo maggiore coinvolgimento significa semplicemente l’imitazione del modello maschile animus. La lotta strenua per l’uguaglianza materiale ed intellettuale con il maschio dominante ha fatto perdere alla donna la realizzazione delle sue qualità femminili (anima) accentuando, per sopravvivere nel mondo dominato dall’uomo, le sue interiori qualità maschili (Ricordo che la dicotomia maschio-femmina in termini psichici è sconvolta dal fatto che in ambedue sussistono animus ed anima seppur con diversa prevalenza dell’una rispetto all’altra). Ma il mondo, questo mondo ha necessità, se vuole sopravvivere al disastro ecologico, della sapientia legata al sentimento, all’eros del femminile e non solo alla cultura dell’intelletto e della tecnica.
La cultura oggi dominante che pone l’economia come scopo dell’esistenza e che spaccia questo fine come naturale per essere contrastata deve avere di fronte una forza energetica di pari potenza psicologica. L’animus, componente prevalente del maschile deve essere contrastata dall’anima,componente prevalente del femminile. Solo una contaminazione forte di questa visione del mondo può garantire il successo di una ecologia integrale, ovvero il successo del nostro futuro.
Utopia?
Certamente. E’ bello cullare l’ utopia.
Ma permettetemi di precisare che questa utopia gode di ottima compagnia. Che cosa sono i buoni consigli rivolti ai singoli, le eclatanti riunioni mondiali dei Grandi, le parate verdi, le omelie affrante, i buoni propositi dei politicanti, le assicurazioni dei grandi industriali eccetera, eccetera, eccetera?
Monna Intelligenza (Sophia)è alla portata di mano. Il futuro se vuole porsi come evento reale e non come effetto sperato ha bisogno di una rivoluzione globale che superi il “razionale”che ha alimentato la tecnica. L’umanità necessita di un ripensamento olistico nel momento in cui ha ideato la possibilità di annientamento globale. L’intelligenza è ad un livello superiore rispetto al razionale.
Mi affido a Goethe per il finale: l’eterno femminino ci trae in alto! Secondo voi cosa voleva significare l’ottimo Wolfgang?
E come interpretare il simbolo di Beatrice (che niente ha a che fare con Bice Portinari coniugata de Bardi)? E che nessuno osi introdurre la stupida storiella delle “donne angelicate”!
. . .
A proposito di Dante penso di ritornare sulla attualità del Nostro perché il suo ruolo “fascista” dei primordi mi ha molto eccitato.
CARLO ALBERTO FALZETTI

Sostituiamo al primato dell’economia tanto caro all’uomo il primato della sapienza tanto caro a noi donne
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Perfetto.
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Avrei qualche obiezione….:
“ Il dramma ecologico non è il figlio legittimo dei comportamenti dei singoli ma il figlio naturale della “società di mercato”.
Anche i “singoli” hanno le loro brave responsabilità. É vero che la società di mercato “inventa” i bisogni delle persone, ma é pur vero che le persone hanno comunque un margine di scelta non proprio minimo, minimo se paragonato ai grandi numeri della società, ma grande se considerato Enel proprio ambito di scelta.
“ La catastrofe totalitaria dei fascismi e del comunismo reale ha finito per legittimare la via “naturale” del capitalismo come fine essenziale dell’umano”.
Non sono d’accordo su questo, il fine dell’uomo non é la via verso il capitalismo, penso piuttosto che il capitalismo sia stato individuato come “strumento indispensabile” al raggiungimento della soddisfazione umana, vera o falsa che sia.
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