ERA UN GRANDE ATTORE

di CIRO FIENGO ♦

Lo vedevo quasi tutti i giorni. Se ne stava lì seduto sul quella sporgenza del muro che si trova tra i due ingressi del Teatro Traiano. Qualcuno mi aveva detto che era un tipo strano, forse un mendicante, un senza fissa dimora, ma io non lo avevo mai visto chiedere l’elemosina, non domandava nulla, anzi sorrideva a tutti e spesso con un cenno della mano salutava i passanti. Altri invece sarcasticamente dicevano che non aveva tutte le rotelle a posto. La sua età? Forse 80/85 anni se non di più. Era vestito in maniera sobria, ma quasi sempre con la stessa roba, una giacca nera, che sicuramente aveva vissuto tempi migliori, una camicia bianca, pantaloni neri,  bastone, cappello e intorno al collo un coloratissimo foulard. I suoi occhi, di un azzurro intenso, erano come  saette e si muovevano attente e rapide contrariamente al suo incedere lento nel muoversi. Se lo si osservava bene si poteva vedere la sottile linea nera tracciata sulla palpebra inferiore che metteva in risalto ancor di più l’azzurro dei suoi occhi. Un ottantenne con un filo di trucco, il foulard, il bastone ed il cappello. Sicuramente era l’identikit di una persona con un passato da artista. Quando passavo era sempre lì, come quella mattina che iniziò a piovere e lo invitai a mettersi sotto il mio ombrello per poter raggiungere un riparo. Lentamente e un po’ bagnati raggiungemmo un bar .
– Posso invitarla a fare colazione?
– Grazie lei è stato già molto gentile a darmi un passaggio e si è anche bagnato per colpa mia.
– Un cappuccino caldo e un cornetto?
– Grazie ma ho già fatto colazione
– Allora sediamoci e prendiamo un caffè
Per natura sono un po’ curioso, e volevo conoscere la storia di quell’uomo che adesso seduto davanti a me, si era tolto il cappello e stringeva tra le ossute mani il suo bastone.
– Mi presento, mi chiamo Sandro
– lieto di conoscerla io mi chiamo
  Michelangelo
– Immaginavo fosse un pittore, e porta il nome di un magnifico artista
– Anche lei sbaglia, come tutti, artista si, ma non sono un pittore. Mia madre mi ha messo il nome di Michelangelo perché  amava dipingere, io invece da sempre ho amato recitare.
– Allora è stato un attore
– Io sono un attore!, attore lo si è per tutta la  vita.
– le chiedo scusa non volevo offenderla
– Non si scusi, non ce n’è bisogno
– la vedo sempre davanti al Teatro, ha recitato anche lì
– ho calcato le tavole del Traiano ed anche i palcoscenici di moltissimi altri teatri nazionali
– allora e stato un grande attore
– no, sono stato un uomo che ha vissuto di arte e per l’arte. Recitare per me è vivere.
–  allora ora sarà triste perché ha smesso di recitare
– un vero attore non finisce mai di recitare, tutti i giorni mi alzo, faccio colazione, mi trucco,  mi vesto ed esco in strada e scambio saluti e sorrisi con tutte le persone che incontro.
– ma non è  come recitare
– lo è, eccome se lo è,  strappare un sorriso alle persone è stato il principale obiettivo  della mia vita d’artista, ed oggi lo faccio ancora.
– ma lo sa che molti in città la considerano un tipo strano, una persona .. diciamo.. un po’ fuori dal comune.
– certamente, lo so, oggi se si è gentili con il prossimo e se sorridi a tutti vieni scambiato per una persona strana. Troppo spesso, sorridere, essere discreti ed educati viene interpretato come segno di  debolezza. Ormai viviamo in una società fatta di egoismo, dove bisogna essere dei duri,  tutti vogliono tutto e per ottenerlo si è disposti a fare qualunque nefandezza. Io cerco di restare me stesso, recito la mia parte, un copione che ho scritto e scrivo di giorno in giorno, ma ormai è arrivato quasi alla fine. Ho interpretato sempre commedie dove si sorrideva, alla fine dello spettacolo c’era sempre il pubblico che applaudiva e soddisfatto mi sorrideva. Ora sono io che sorrido a loro. Saluto tutti e se vogliono parlare con me sono disposto a parlare e ad ascoltare.
Sicuramente non sarò  ricordato come un grande artista o un attore di fama. Ma un antico proverbio cinese recita:
“Il sorriso dura un istante. Il suo ricordo può durare tutta la vita”.
È questo il motivo del perché sorrido alla gente.
Si alzò mi ringraziò ancora una volta e andò via.
Sono passati molti anni, su quella sporgenza all’ingresso del Traiano purtroppo non recita più nessun attore. Quando passo di lì, involontariamente guardo sempre in quella direzione. Tutte le volte, quel ricordo ormai lontano, fa spuntare sul mio viso un bel sorriso.

CIRO FIENGO