Un ricordo di Carla Nespolo

di GIORGIO GARGIULLO

Giovedì scorso si sono svolti ad Alessandria i funerale della Presidente dell’Anpi Carla Nespolo. La commozione ed il dolore per la sua scomparsa non mi impediscono di fare delle riflessioni circa il ruolo da lei avuto nell’Anpi che ha guidato per alcuni anni.
Innanzi tutto una donna per la prima volta alla presidenza dell’Associazione ha costituito un fatto importante nel nostro paese dove il ruolo delle donne viene troppo spesso sottovalutato.
La presidente Carla questo ruolo lo ha svolto nel migliore dei modi garantendo all’Anpi risultati rilevantissimi nella difesa degli ideali e dei valori della Costituzione.   
Poi il fatto che per la prima volta, nel 2017 è stato eletto alla presidenza dell’Anpi chi non ha partecipato alla resistenza armata contro il nazifascismo, ovviamente per motivi anagrafici, dimostra in modo tangibile la dinamicità e i processi di rinnovamento in atto nell’Associazione.
Dimostra inoltre che l’Anpi di oggi, lungi dall’ essere organismo superato e obsoleto, si adegua alle esigenze di   difesa e di consolidamento della democrazia e della libertà   utilizzando armi ovviamente diverse di quelle impiegate necessariamente nella guerra di liberazione.
Sono le armi della cultura, della tolleranza e dell’umanità.
Di ciò tutti noi siamo grati a Carla per averci indicato la via per meglio consolidare tali strumenti, per essere sempre più adeguati agli impegni che la realtà del nostro paese richiede, per far avanzare   quei valori   che costituiscono parte integrante di un patrimonio ideale e politico che si richiama ai padri della patria, a Gramsci, Pertini, De Gasperi ed altri e che oggi costituiscono il riferimento ideale inalienabile senza i quali una civiltà cessa di essere tale.
 Inoltre i suoi insegnamenti. Due frasi da lei pronunciate fra le tante altre mi hanno colpito e che hanno costituito per me e per tanti altri una sollecitazione per l’impegno, e per una militanza consapevole, le  voglio riportare integralmente.
“Essere partigiani, oggi come allora, vuol dire tante cose ma una è la più importante di tutte perché dipende solo da noi. Metterci il cuore. Io so che lo abbiamo fatto, lo facciamo e lo continueremo a fare”.
E ancora: “Essere antifascisti oggi significa essere contro il razzismo, contro chi approfitta anche della crisi sociale per fare regredire politicamente, culturalmente e moralmente il nostro paese”.
Credo che queste frasi esprimano nel migliore dei modi la tensione morale, politica e democratica di Carla Nespolo.
Credo altresì che rappresentino per tutti gli aderenti all’Anpi ma anche per tanti italiani, uno stimolo a rendere il nostro paese migliore e a respingere tutte le insorgenze autoritarie e xenofobe che in modo palese o subdolo stanno manifestandosi anche in Italia.
Un paese migliore dove non si fomenti odio per i diversi, per chi fugge dalla guerra e dalla fame, per chi sta dalla parte dei deboli, di chi ha perso il lavoro e dei tanti giovani che non lo hanno mai avuto. In definitiva un’Italia che costruisce ponti e non muri, che realizza solidarietà, che opera per la giustizia sociale.
Per tutto questo Carla era impegnata e ha lottato fino alla morte.  Sono certo che la sua memoria sarà da noi conservata e trasmessa alle nuove generazioni. Credo ancora che sarebbe ben lieta che al suo ricordo si aggiungesse il dolore per le tragiche morti   del giovane Willy Monteiro e di don Roberto Malgesini esempi di umana solidarietà e vittime di logiche di sopraffazione e di disprezzo della vita umana. Due esempi e un motivo di riflessione per tutti. Due morti per essere stati coerenti agli stessi ideali di cui la Presidente Carla Nespolo era ferma assertrice.   
Anche se non lo scorso giovedì non ero alle tue esequie ad Alessandria il mio pensiero è per te cara Carla, certo che il mio impegno e quello di tanti altri nell’Anpi sarà sempre improntato ai tuoi insegnamenti. Grazie di tutto. 
GIORGIO GARGIULLO

Foto copertina tratta da Wikipedia