Luis Sepulveda ed il calcio

di STEFANO CERVARELLI

Allo squisito ricordo fatto da Silvio, vorrei aggiungere un paio di divertenti aneddoti riguardanti Luis Sepulveda e la sua proverbiale passione per il calcio.

Sono episodi che lui stesso si divertiva a raccontare ogni qualvolta, durante le interviste, gli ponevano domande inerenti al suo amore per il football del quale era un ottimo conoscitore; se il primo ci rivela quello che, per via di una partita, fu in un certo senso il “Battesimo” sessuale della sua vita, nel secondo scopriamo come fu proprio, indirettamente, grazie al calcio, che abbiamo avuto e, purtroppo perso, un grandissimo scrittore.

Le sue squadre del cuore sono state: in Spagna lo Sporting Gijon, compagine formata dei minatori della resistenza antifranchista, in Cile la squadra del suo quartiere L’Unidos Venceremos, nella quale da ragazzo ha militato.” Di solito giocavo con il numero 11” – raccontava – “oppure con il numero 10; ero bravo a tirare i rigori, difficilmente ne sbagliavo uno”.

Ed eccoci agli episodi in questione.

In Cile, nel 1962, in concomitanza con i mondiali di calcio, iniziarono le trasmissioni Tv proprio per seguire il mondiale. Nel Paese però arrivarono pochi televisori e di conseguenza poche erano le famiglie che potevano seguire l’evento.

“Nel nostro Barrio – raccontava Sepulveda – l’uomo più ricco era il tenutario di un bordello che ovviamente ne comprò immediatamente uno. Il presidente del quartiere si recò da lui a chiedergli di aprire il bordello a tutti per permettere di vedere le partite. Si accordarono anche sul fatto che durante l’avvenimento le prostitute dovevano vestire in modo adeguato.

Il 30 Maggio – continua lo scrittore – io, mio padre e mio fratello ci recammo al bordello. Sinceramente io non vedevo l’ora di approfittare di quella occasione per vedere da vicino quelle donne di cui avevo sentito parlare. Il Cile, in quell’occasione, giocava contro la Svizzera e vinse per 3-1; alla fine, per festeggiare, prese dalla euforia, le prostitute…si tolsero completamente i vestiti. Di ragazzino non c’ero solo io e mentre i genitori cercavano di coprirci gli occhi, io per a prima volta vidi seni e cosce nude di donna. Fu quello il mio primo incontro con il sesso”.

Ben più importante però fu il secondo episodio in quanto contribuì a far nascere il Sepulveda romanziere.

L’anno seguente si innamorò di una ragazzina di nome Gloria. Il giorno del suo compleanno Sepulveda, muovendosi in sintonia con la sua passione, pensò di fare cosa gradita regalandole una foto della nazionale cilena che aveva partecipato al mondiale, con le firme dei giocatori.

Gloria invece non apprezzò il pensiero, non amava il calcio, bensì la letteratura e in particolare la poesia.

Il giovanissimo Luis allora, per fare colpo sulla ragazza, si gettò a capofitto nella lettura dei versi di Pablo Neruda, da lì il passo verso la letteratura prima e la scrittura dopo fu breve.

Ecco perché dallo scontro della sua passione per il calcio, che lo portò a regalare ad una ragazza la foto di calciatori, con il disinteresse verso questo sport della ragazza, si ebbe come effetto la nascita di un grande scrittore.

Queste memorie Sepulveda le raccontò all’inizio del libro “Ingredienti per una vita di formidabili passioni”.

Per concludere riporto quello che, ironicamente lo scrittore disse di sé :” Ho un grande dubbio e una grande certezza. Il dubbio è che non so se la mia scrittura abbia contribuito a far guadagnare qualcosa alla letteratura. La certezza invece è che per colpa della letteratura il calcio cileno abbia perso un grande attaccante”.

Mio caro Luis, io non so se il calcio cileno abbia perso un grande attaccante, se lo dici tu mi fido; ma una cosa so per certo: non saresti diventato più bravo dello scrittore che tutto il mondo ha ammirato e che quello sì, purtroppo, abbiamo perso.

STEFANO CERVARELLI