Forse il futuro da tragico potrebbe diventare più roseo

di TULLIO NUNZI

Mai visto con simpatia l’attuale governo; partiti con valori diversi rischiano di condannarsi all’impotenza, all’inazione, a causa dei veti reciproci. L’antisalvinismo come unico collante emotivo, non basta per essere elemento di azione convincente e soprattutto efficace.

Il PD rischia di trasfigurarsi, rispetto alle sue storiche ambizioni riformiste (vedi riduzione dei parlamentari o riforma della giustizia). Non nutro alcuna simpatia salviniana, posso dire senza essere accusato di simpatie destrorse, che a mio parere la sinistra ha smesso di essere popolare, e pertanto ha perso la rappresentanza dei ceti medio bassi, e si culla nella propria(supposta) superiorità morale.

La cosa che maggiormente suscita fastidio è che debba essere abolito ogni esercizio di critica nei confronti del governo, o meglio che venga interpretato come un attacco alla democrazia. Un tempo, specchio e metafora dell’Italia democristiana, le critiche venivano rigettate, in funzione del minimalismo del giorno per giorno, del tutto si aggiusta. Veniva e viene reputata antidemocratica, quella necessaria libertà che gli inglesi chiamano dissenting opinion, vitale invece per la democrazia.

Porto un esempio semplice e recente: il default dell’Inps per quanto riguarda l’erogazione dei 600 euro agli autonomi. Forse non ci si rende conto della situazione di milioni di imprese, le quali, in 2 mesi, obbligate giustamente alla chiusura, non hanno avuto alcun tipo di incasso; una tragedia per microimprese, un capitalismo cellulare, dove spesso sono presenti più nuclei familiari. Reputo i 600 euro, sicuramente insufficienti, ma almeno mostravano un’attenzione   per un comparto che rischia l’estinzione, nonostante sia primo in Italia per numero di aziende e per occupazione.

Il default dell’Inps è inqualificabile dimostrazione di una incapacità di gestione, tipico di tanta burocrazia italiana. Invece attaccare l’Inps per un fatto che secondo alcuni poteva essere giustificato, era una specie di attacco al governo.

Sintomo di una logica non solo di sinistrata, ovviamente trasversale ai partitici, scegliere persone da distribuire in incarichi pubblici governativi parastatali,  bancari, non in base al merito ed alle competenze(parole rivoluzionarie), ma in base e sul modello di carriere individuali. La cosa non si attanaglia al presidente dell’Inps, però è stato fatto un errore.

Ed invece di appellarsi ad hacker o altro forse una assunzione di responsabilità, sarebbe stato atteggiamento più serio. Le stupidaggini rimangono stupidaggini, sia che provengano da sinistra che da destra.

La stessa cosa sta avvenendo nella nostra amata città, dove il management portuale è sottoposto ad ogni tipo di critica da imprese, partiti sindacati, giornali; nessuno però ha il coraggio di proporre la soluzione. Si glissa,si accenna si mormora; appartenenza e fedeltà purtroppo sono ancora decisive, anche a sinistra. Eppure la situazione è grave e bisognerebbe comprendere che nei prossimi mesi rischiamo grosso, se non tuteliamo oltre i lavoratori, anche le imprese; perché  una sinistra seria dovrebbe capire che il lavoro non esiste, indipendentemente dall’impresa e dal consumo; senza impresa e consumatori, che comprano i loro prodotti non ci sono lavoratori.

La sinistra dovrebbe essere cosciente che l’Italia è paese dove mettere su impresa è ancora sforzo burocratico al limite del vessatorio, che non ha nemmeno impedito l’evasione fiscale.

Dicevo che non ho mai avuto fiducia in questo governo, provvisorio, ma che ora ritrova nella situazione, al momento tragica creata dall’epidemia, ma che potrebbe tramutarsi in una enorme opportunità di rilancio.

Triste è il paese che ha bisogno di eroi, diceva un sopravvalutato (a sinistra) Brecht. Credo che siano stati fatti errori, anche clamorosi nella gestione di questa pandemia; il fatto che questi eroi (medici, infermieri, portantini) abbiano avuto un numero cosi elevato di vittime, significa che in molti casi abbiano combattuto senza armi adeguate. Questo sarà occasione di discussione nel momento in cui saremo fuori da questa tragedia; susciterò anche le ire di molti dicendo che sarei favorevole d una commissione di indagine, purché  fatta a livello  nazionale e regionale. Sperando che si stia arrivando alla soluzione del  problema sanitario, ci si trova davanti alla ipotesi, anzi alla necessità di prevedere, prefigurare concretamente  un rilancio economico.

Non mi piacciono i termini bellici, ma ci troviamo davanti ad una situazione simile al dopoguerra; di ricostruzione; però di filiere, di reti ,di infrastrutture non materiali (escluso ovviamente la vergogna dei 16 km rimanenti da Monteromano; incompiuta che ha superato i tempi della Salerno RC). Il cambio di paradigma, economico, sociale, sistemico nasce sempre da una crisi, da un problema che la dottrina dominante non riesce a risolvere. In primis bisognerà ad abituarsi all’imprevisto, al mantello leggero di E.Bloch; al rigetto tipico della filosofia greca, rigetto radicale di ogni certezza, unico modo di costruire un cammino di conoscenza.

Bisogna  comprendere  la complessità del nuovo contesto, sforzo nel quale la sinistra deve dare risposte. Andiamo incontro ad un dissesto economico, ancora più grave perché accompagnato dalla incertezza delle soluzioni: Occorre una serie di strategiche azioni coerenti, occorre avere un quadro di insieme: economia, ecologia, rapporti stato regione: rete; tutto è ormai interconnesso.

Poiché sembra che si stia prendendo consapevolezza, che la costituzione Europea non è semplicemente un regolamento da condominio, bisogna rilanciare un nuovo Umanesimo culturale ed economico, da far saltare tutte le barriere per un approccio più complesso, che metta in discussione la validità di vecchie formule politiche e di forme del sapere economico, con un cambio di paradigma completo. Dovremmo essere una sorte di ermafroditi mentali, capaci di fertilizzare mondi diversi a vicenda.

Io per esempio sono un estimatore del pittore Van Eick che si inventa la pittura ad olio e compie una rivoluzione. Tra lui  ed il fondatore della Pixel, non ci sono differenze nel ruolo avuto. Ovvio che si dovrà prevedere anche una rivoluzione generazionale, perché questa epidemia è anche la fine di una era, di Bretton Woods; Il potere economico, decisionale passa dai territori alle reti. E noi che abbiamo patrimoni incalcolabili dal punto di vista naturalistico ed artistico dovremmo scommettere sul connubio tra le due forme, tra il classico, il nuovo, la tecnologia, il web. Un nuovo umanesimo. Lo spirito europeo, sul quale stenderei (almeno fino ad oggi) un velo pietoso, dovrà far comprendere che chiudere le frontiere è un vecchio modello di sovranità, che ha avuto nel passato anche i suoi pregi; ma oggi il vero sovrano è chi dispone dei dati; chi ha i dati non solo  vede  meglio, ma  ha  anche la capacità di prevedere.

Bisognava ricostruire dopo la fine della guerra, e lo facemmo con una salutare dose di umiltà ed un sano rispetto costituzionale verso un sistema completamente nuovo. Al vuoto di domanda dovremo spingere sulla spesa pubblica, da non confondere con lo spreco pubblico, da non gestire come una partecipata qualsiasi. L’Europa ha pensato di essere in un bunker dove tutto era ordine logica e razionalità: siamo stati travolti da uno tsunami. Personalmente per i prossimi 6 mesi lancerei una area no tax e no burocrazia. In Europa  la burocrazia costa 3300 Euro ad azienda, in Italia 4500, immaginate quanto l’inefficienza sia un peso per le imprese, una tassa occulta che costa alle Pmi 27 miliardi.

Se da un governo anti e provvisorio si passasse ad un governo che avviasse un piano Marhall autarchico, sconvolgendo alcune nostre criticità strutturali, alcune certezze desuete,  forse il futuro da tragico potrebbe diventare più roseo.

TULLIO NUNZI