Il Fenomeno delle Migrazioni Internazionali: Statistiche e Concetti (Parte 4)

di ELEONORA TRAPPOLINI ♦

1. Gli arrivi dal mare
Negli anni ’90 iniziano a registrarsi i primi sbarchi. Nel periodo 1997-1999, essi sono rappresentati da migranti provenienti dai Balcani, a causa della crisi del Kosovo. I due anni successivi alla firma dell’accordo con la Libia da parte del Governo Berlusconi (2008) sono caratterizzati da una forte diminuzione nel numero degli sbarchi. Tuttavia, questa riduzione non corrisponde ad una interruzione dei movimenti migratori; piuttosto, è conseguenza del fatto che i migranti scelgono altre mete di destinazione, spostandosi verso il Nord Europa. Le crisi che da anni coinvolgono molteplici Paesi dell’Africa a del Medio Oriente, la più grave quella siriana iniziata nel 2011 (Primavera Araba), hanno determinato un nuovo incremento dei flussi migratori verso l’Europa, con notevoli arrivi in Italia e in Grecia attraverso il mediterraneo, che registrano il punto di massimo nel triennio 2014-2016 con l’operazione Mare Nostrum e Triton, con la cifra record di 181.000 arrivi nel 2016. Tuttavia, nel 2017 con il “Decreto Minniti” e gli accordi con la Libia si registra una nuova diminuzione degli sbarchi. Nel 2018 sono infatti approdati sulle coste italiane 23.370 migranti, mentre nel 2019 solo 11.471. Quest’ultima risulta essere tra le cifre più basse registrate in oltre 20 anni. Nelle differenze che si osservano tra il 2013 e il 2014, e tra il 2017 e il 2018, è necessario anche considerare tutti gli immigrati morti nel Mediterraneo. Bisogna sottolineare che gli ultimi due anni, oltre a rappresentare il periodo con il minor numero di arrivi via mare, costituiscono anche il momento in cui cambiano le provenienze di coloro che sbarcano. Nel 2019 la Tunisia è la nazionalità prevalente, ma si registrano anche altre provenienze non presenti negli anni precedenti, come Pakistan, Algeria, Iraq e Iran (ISMU, 2019) (Figura 5). Un altro aspetto importante da analizzare riguarda le richieste di asilo presentate in Italia nell’ultimo ventennio (1997-2018), dove i picchi seguono esattamente l’andamento degli sbarchi. Il numero più alto di domande di asilo presentate, mai verificato prima, si registra nel 2017 con 130.119 richieste. Se si confronta questo dato con quello del 2018, in quest’ultimo si può osservare un dimezzamento delle richieste di asilo, il che può essere ricondotto alla drastica diminuzione degli sbarchi a seguito del Decreto Minniti e degli accordi con la Libia (Figura 6).

Trappolini - Figura 5 Parte 4

 

Trappolini - Figura 6 Parte 4

Nell’ultimo periodo, la maggior parte di coloro che richiedono asilo sono soprattutto nigeriani, bangladeshi, pakistani, gambiani e ivoriani. I dati confermano anche che le richieste riguardano soprattutto uomini, anche se inizia ad essere evidente un lieve incremento di presenze femminili. Un altro aspetto importante è che in realtà, come mostra la Figura 6, le domande di asilo esaminate sono di molto inferiori a quelle presentate. Inoltre, bisogna sottolineare che gli sbarchi non superano gli ingressi regolari. Analizzando l’andamento della percentuale di domande di asilo rifiutate dal 2010 al 2018 (Figura 7), si nota che dopo il 2012, anno in cui si è registrato il livello minimo di rifiuti (meno del 20%) a causa del calo degli sbarchi e della drastica riduzione delle richieste in seguito alla Primavera Araba, la percentuale di domande rifiutate è progressivamente aumentata. In particolare, i dinieghi sono notevolmente aumentati a partire dal 2015. Mentre negli anni precedenti la percentuale di dinieghi oscillava tra il 35 e il 40%, dal 2015 fino al 2018 questa percentuale supera gli esiti positivi (i dinieghi superano il 50%), raggiungendo il 59% nel 2018 (ISMU, 2019).

 

Trappolini - Figura 7 Parte 4

Coloro che arrivano e che vengono accettati sono accolti nei centri di accoglienza, denominati “SPRAR” (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) (1). Tuttavia, il numero dei posti disponibili all’interno di questi centri (curva blu tratteggiata) è inferiore rispetto ai beneficiari (curva blu continua) (Figura 8).

(1) Il Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati è il servizio del Ministero dell’Interno che in Italia gestisce i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione dei richiedenti asilo a livello locale. Questo servizio è stato istituito dalla legge Bossi-Fini nel 2002. La legge del 1 dicembre 2018 n. 132, introduce alcune modifiche alla tipologia di beneficiari che accedono al sistema di accoglienza, le modalità di accesso e la sua denominazione. In effetti, lo SPRAR diventa SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati).

Trappolini - Figura 8 Parte 4

ELEONORA TRAPPOLINI 

(continua con la Parte 5 – martedi 24 marzo 2020)
Bibliografia
ISMU – Iniziative e Studi sulle multietnicità (2019). Disponibile a: https://www.ismu.org/dati-sullemigrazioni/