Il Fenomeno delle Migrazioni Internazionali: Statistiche e Concetti (Parte 2)

di ELEONORA TRAPPOLINI ♦

1. La presenza degli immigrati sul territorio nazionale

Il fenomeno delle migrazioni influenza le regioni italiane in modo diverso. I migranti risiedono maggiormente al Nord e nel Centro Italia, mentre il Sud è caratterizzato da una migrazione marginale o irregolare, con migranti che svolgono lavori stagionali o a tempo determinato. Il Sud rappresenta per la maggior parte dei migranti il punto di accesso e di transito per poi spostarsi verso le zone centrali e settentrionali del paese.
Naturalmente, le aree che attraggono il maggior numero di migranti sono quelle che offrono opportunità di lavoro, servizi, o quelle in cui i migranti possono beneficiare di reti migratorie (1).

Nel 2019, il 57,5% dei migranti vive nel Nord Italia, il 25,4% nel Centro e il 17,1% nel Sud. La prima regione per numero di immigrati è la Lombardia (22,5%), seguita dal Lazio (13,0%), dall’Emilia – Romagna (10,4%) e dal Veneto (9,5%) (Istat, 2019) (Figura 3).

Fig 3 Parte 2
(1) Il concetto di rete migratoria è definito da Douglas Massey nel 1988 e fa riferimento ad aspetti socio-economici e soggettivi, propri di ciascun migrante. La definizione di rete migratoria riguarda complessi di legami interpersonali che collegano migranti e potenziali
migranti nelle aree di origine e di destinazione, attraverso vincoli di parentela, amicizia e comunanza di origine.

Focalizzando l’attenzione sulla regione del Lazio, e analizzando la percentuale di immigrati sulla popolazione di ciascun comune (sono stati considerati solo i Comuni con più di 40.000 residenti), nel 2019 in vetta alla classifica si trova Ladispoli, città in cui i migranti rappresentano il 18,5% della popolazione totale, seguita da Tivoli (14,0%), Ardea (13,8%), Anzio (13,6%), Guidonia Montecelio (13,5) e Roma (13,4%). Fanalino di coda nel Lazio, si trova Civitavecchia, dove i migranti rappresentano solo il 5,4% della popolazione totale (Istat, 2019) (Figura 4).

Fig 4 Parte 2

(2) In questo grafico sono stati considerati solo i Comuni con più di 40.000 residenti.

 

2. Il contesto demografico italiano

Nel corso degli ultimi 50 anni, l’Italia ha subito importanti trasformazioni socio-demografiche. Al 1 gennaio 2019 la popolazione residente in Italia ammonta a 60,4 milioni, ovvero 400 mila unità in meno rispetto al 2015. Questo declino demografico, che conferma le tendenze degli ultimi anni, è dovuto al calo delle nascite, e all’aumento dei decessi a causa dell’invecchiamento della popolazione.
In altre parole, muoiono più persone di quante ne nascono, pertanto il numero degli individui diminuisce. Il calo della fecondità non è necessariamente un costo ai fini del benessere individuale e sociale. Tuttavia, questa situazione assume toni più preoccupanti in associazione con il contestuale allungamento della durata della vita, poiché ne derivano una profonda ricomposizione e un profondo squilibrio della struttura per età della popolazione (età media della popolazione italiana: 45 anni).
Non bisogna ignorare che, negli ultimi vent’anni, la crescita della popolazione italiana è avvenuta soprattutto grazie alla componente straniera che è intervenuta a contrastare questo processo di diminuzione e invecchiamento, con conseguenze dirette sulla crescita della popolazione e indirette sui comportamenti demografici, in particolare sulla ripresa della natalità e della fecondità. Tuttavia, è necessario prendere atto che il contributo dell’immigrazione alla crescita del nostro Paese si va via via ridimensionando sia per effetto della contrazione dei flussi migratori e della trasformazione dei motivi di ingresso, sia a seguito di comportamenti riproduttivi sempre meno dinamici. Diminuiscono infatti gli stranieri che scelgono l’Italia per realizzare un progetto migratorio di permanenza stabile, mentre aumentano i flussi di ingresso dettati dall’emergenza, come nel caso dei richiedenti asilo e protezione umanitaria (Istat, 2019).

ELEONORA TRAPPOLINI

(continua con la Parte 3 – martedì 17 marzo 2020) 
Bibliografia
Istat. (2019). Struttura demografica della popolazione. Disponibile a:
http://demo.istat.it/str2019/index.html