MONDIALI DI CALCIO IN QATAR: PERCHE’?

di STEFANO CERVARELLI

Da poco si sono conclusi in Qatar i mondiali di atletica leggera che saranno ricordati non tanto per i risultati agonistici bensì per gli spalti semivuoti e le condizioni atmosferiche, poco idonee, nelle quali si sono svolti: afa opprimente e aria “impastata” d’umidità (di notte 73 %). Naturalmente a farne le spese sono stati gli atleti, basti dire soltanto che la maratoneta italiana, Sara Dossena, ha dovuto interrompere la sua prova, non reggendo appunto al forte caldo e all’eccessiva umidità.

Le critiche che si sono abbattute sul paese organizzatore – aggiunte all’embargo attuato dalla vicina Arabia Saudita- non sembrano però scuotere l’Emirato, fondato sulla più alta concentrazione di ricchezza al mondo (300 miliardi di Pil), che oramai punta dritto al suo prossimo, grande, appuntamento sportivo: i mondiali di calcio nel Novembre/Dicembre 2022, in pieno inverno, quindi con stravolgimento di tutti i campionati nazionali specialmente in Europa. D’altra parte, sarebbe letteralmente impossibile, come è consuetudine, disputarli d’estate perché in Qatar, in quella stagione, il termometro arriva a segnare 50 gradi; immaginate che anche nel periodo delle gare, gli stadi saranno infrescati a ghiaccio. A proposito di stadi, si parla d’impianti assolutamente futuristici, i cui lavori sono in stato di notevole avanzamento.

Un avanzamento dietro al quale, purtroppo, c’è da segnalare un lavoro svolto in condizioni di sostanziale schiavitù da operai quasi tutti migranti; fonti ben informate parlano di 1.400 morti avvenute per costruire strade e stadi.

Ma oltre queste considerazioni, non certo di poco conto, a turbare la vigilia di questi mondiali (sebbene manchino ancora due anni), ci sono motivi sociali, morali e politici (non dimentichiamo infatti che il Qatar appoggia la guerra della Turchia contro i curdi). Ad essere chiamato in causa, comunque, non è solo il governo di Doha, ma l’intero sistema globale del calcio. Sono in corso inchieste per accertare quali interessi e forme di regalie varie abbiano spinto i vertici dell’UEFA ad assegnare mondiali al Qatar.

A questo punto vorrei sgombrare il campo dal concetto secondo il quale ogni paese al mondo deve aver diritto, almeno una volta, a veder disputare i mondiali di calcio nel proprio territorio. Un concetto di eguaglianza che, se in sé stesso è giusto, non può trovare facile applicazione. Significherebbe assegnare allora i mondiali anche a quei paesi che – pur andando incontro ad enormi difficoltà nell’organizzazione – ne farebbero richiesta e quindi accontentarsi di quello che sarebbero in grado di offrire. Ma non credo che nell’epoca di grande diffusione mediatica e quindi con ritorni economici elevati, la Fifa propenderebbe verso questa soluzione. Quindi spazio al Qatar, paese ricco, tutto il resto conta poco.

Ma perché proprio al Qatar? Pensate che sia stato scelto solo per le strutture futuristiche in grado di fornire, per la ricchezza che è pronto ad investire -beninteso con accertato ritorno -? Non pensate che l’idea di stravolgere i campionati, sfidare il caldo, giocare in stadi refrigerati, sia dovuto a qualche altra cosa?

Questo è quanto si è sono chiesti L’Espresso ed altre testate europee che, con l’ausilio del Consorzio Investigativo Europeo (EIC), hanno svolto un’accurata analisi di una serie di documenti per scoprire quanto segue. Premetto che si tratta di una vicenda alquanto complicata con vari “passaggi” e diversi personaggi che cercherò di raccontare nella maniera più semplice e breve.

 Luogo: Svizzera; posto: piani alti della FIFA; Tempo: quello precedente la scelta della sede dei mondiali del 2022; protagonista principale: l’ex segretario della Fifa ai tempi di Blatter, cioè Jerome Valcke. Al centro della vicenda una lussuosa villa di Porto Cervo, 438 metri quadrati, 13 stanze, piscina con vista sullo splendido mare della Costa Smeralda.

 In seguito ad una indagine riguardante la compravendita dell’immobile che vede come protagonisti l’ex segretario generale della FIFA e Nasser Al- Khelaifi, proprietario del Paris Saint-Germain nonché della catena televisiva beIN sports, la magistratura ha posto i sigilli alla lussuosa residenza; attualmente l’immobile è ancora sotto sequestro. Per inciso si stratta della stessa villa dove Lele Mora trascorreva le sue estati tra tronisti e veline, questo fino al 2008.

Successivamente, nel pieno del fallimento, la villa viene acquistata da un’immobiliare di Brescia e rivenduta cinque anni dopo- per cinque milioni – ad una società del Qatar come vedremo più avanti.

A quel tempo Jerome Valcke era un uomo alquanto potente; infatti le più importanti decisioni della Federazione, oltre che dalla scrivania dell’ex presidente Blatter, passavano da lui.

Nel 2013 è un uomo molto ricco, il suo stipendio è di 120.000 euro al mese ed incassa 15 milioni di bonus; facile quindi cadere preda dei lussi. Tralasciando alcune sue operazioni finanziarie, arrivo ad un momento clou della storia, quando cioè Valcke avanza alla società immobiliare bresciana la proposta d’acquisto della lussuosa residenza sarda. Ricevuta la conferma alla sua offerta, il segretario della Federazione si accorda con un istituto finanziario per definire la sovvenzione e quindi provvedere all’acquisto.

Ma qui dobbiamo registrare un colpo di scena: Valcke dichiara che non servirà nessun finanziamento in quanto è in procinto di ricevere un’entrata di fondi con la quale coprirà il costo dell’operazione, stiamo parlando di 5 milioni di euro. Da dove provengono? Se lo chiedono anche alla procura federale svizzera. I documenti in suo possesso dicono che questo “piccolo aiuto” arriva da Nasser- al Khelaifi (ricordate? E’ il proprietario della squadra di calcio francese Psg e del canale televisivo beIN sports) che, guarda caso, proprio in quel periodo sta trattando con la FIFA i diritti di tre edizioni dei mondiali: 2022-2026-2030.

L’atto preliminare di vendita porta la data dell’8 Novembre, ma succede che una settimana prima, quando è in corso la stesura dell’atto di trasferimento del capitale, attraverso un notaio, all’ultimo momento tutto salta. A comprare la villa non sarà più Valcke ma quella società che dicevo prima: la Golden Home Real Estate, con sede in Qatar, società legata attraverso prestanomi al patron del Psg.

Arriviamo all’anno successivo- il 2014- e precisamente al mese di aprile e quando Valcke non rinunciando al suo sogno, affitta – guarda caso – la mega villa del suo ormai amico al Khelaifi per 96.000 euro all’anno, deducibili dei costi di manutenzione e di eventuale acquisto dei mobili.

E’ dimostrato quindi, secondo gli investigatori, che al Klelaifi si sia prodigato per il segretario generale della FIFA chiamato, non dimentichiamolo, ad esprimersi su luoghi, regole e concessione dei diritti televisivi, dei mondiali di calcio, un affare del valore di 480 milioni di dollari!

Ma come si è arrivati a determinare una cifra di queste proporzioni?

Non dimentichiamo, innanzitutto, che si tratta di tre mondiali: 2022-2026-2030. Ma c’è dell’altro.

Nel 2013 l’emirato doveva far fronte a due minacce: la prima rappresentata dal comitato etico della FIFA in merito ad eventuali sospetti (!) di corruzione sull’assegnazione dei mondiali al Qatar; la seconda riguardava il tergiversare e la decisione sempre da parte della FIFA di far disputare il mondiale d’inverno, cosa questa come già detto all’inizio, assolutamente indispensabile se non si voleva vedere “squagliare” i giocatori.

Inoltre, c’era da risolvere la questione della coincidenza con altri mega-eventi sportivi, primo fra tutti il Super Bowl, senza poi contare i problemi, di non facile soluzione, legati allo spostamento o interruzione, dei campionati nazionali.

Ecco, quindi, “l’assicurazione” dei partners commerciali del Qatar a garantire e compensare economicamente il rischio di mancati incassi.

Come finisce? Che la FIFA prima firma la vendita a beIN sports dei diritti televisivi e poco tempo dopo accetta e firma lo spostamento in inverno della competizione mondiale. Prezzo dell’operazione 480 milioni di dollari, mentre Valcke si gode il sole ed il mare della Costa Smeralda, ma ancora per poco.

Complici due altri due episodi, viaggi con jet privati con spese a carico della Federazione e un regalo ricevuto durante un viaggio in Qatar (orologio Carter del valore di 40.000,00 euro) le indagini a suo carico da parte degli inquirenti si infittiscono a tal punto che a settembre 2015, Jerome Valcke viene sospeso dal suo incarico, mentre proseguono le indagini sulla compravendita della villa in Costa Smeralda.

 Quella villa del valore di 5 milioni di euro, varrà un Mondiale …” bollente”?

STEFANO CERVARELLI