ELEZIONI

di TULLIO NUNZI ♦

Le qualità di un partito si evidenziano nel momento che perde. Da tempo vado dicendo che nel momento in cui due amministrazioni di sinistra sono cadute per cause interne alla sinistra stessa, senza che questo abbia portato, a chiarimenti, confronti, (nemmeno parlo di autocritiche), beh per anni questa città sarà impossibilitata ad avere giunte di natura riformista, progressista. E mi sembra che così stia andando.

Non per niente finite le elezioni si ripresentano gli stessi problemi, con gli stessi personaggi.

In politica i nodi  se non vengono sciolti, vengono sempre e comunque al pettine.

Credo che la scelta del candidato sindaco, sia stata forse la cosa migliore fatta dalle varie componenti.

Nonostante una disgraziata presentazione iniziale, come frutto di un accordo delle varie componenti, la figura di Tarantino ha permesso di recuperare valori, di aggregare giovani ormai estinti a sinistra, e di dare spazi a temi ormai desueti nel mondo progressista.

Credo che se lo schieramento di sinistra sia riuscito ad andare al ballottaggio (il rischio era grande), il merito sia di Tarantino, nonostante lo scarso successo delle varie liste della sinistra e civiche.

La sconfitta al ballottaggio, oltre che ad essere un trend che si è rivelato nazionale, a mio avviso dipende da alcune contraddizioni che a sinistra non sono mai state chiarite.

Partiamo dal presupposto che a sinistra del PD si possa al massimo aggregare una forza che a livello nazionale non vada oltre il 2%. Al momento anche con l’unita della sinistra scordiamoci di vincere.

La contraddizione che al ballottaggio forse ha ingenerato perplessità nell’elettorato moderato, è stata che mentre Calenda, a livello nazionale, sparava bordate a Di Maio ed ai 5 Stelle, noi a Civitavecchia avviavamo una moral suasion nei confronti del suo elettorato. Operazione sacrosanta, ma bisognerebbe capire quale è la linea ufficiale.

Se si punta ad accordi con i 5 Stelle, o con politiche a loro adeguate, tenendo conto che i 5 Stelle non sono di sinistra, oppure se si tende a recuperare quell’elettorato borghese, che non è andato a votare, o che ha votato liste civiche oppure a destra.  Anche perché diciamoci la verità gran parte o forse l’unica opposizione all’amministrazione penta stellata è stata fatta a destra, su tematiche quale outlet o indifferenziata su cui a sinistra durante il ballottaggio si è sorvolato.

Al momento mi sembra che a sinistra siano ricominciati a volare gli stracci, mentre invece sarebbe necessaria una vera opposizione ed un partito con una guida vera, completamente assente nella campagna elettorale.

Io non credo più nei partiti novecenteschi, credo in gruppi civici, in associazioni di cittadinanza attive, associazioni culturali.

Per chi crede, opportunamente e giustamente, nel partito novecentesco, l’impresa più ardua sarà, da parte di quelli che il sociologo Duverger chiamava militanti, di convincere simpatizzanti e ruotanti a riavvicinarsi alla politica.

Nelle condizioni in cui stagna il PD a Civitavecchia la vedo brutta.

TULLIO NUNZI