LA RIVOLUZIONE GENTILE DELLO SPORT PER TUTTI – QUATTRO STORIE PER RACCONTARLA (5. LIVIO, IL VERDE GIRAMONDO) 

di NICOLA R. PORRO ♦

Livio, il verde giramondo 

Livio, l’ultimo protagonista del nostro itinerario di fantasia nell’universo culturale dello sport dei cittadini, è un brillante professionista napoletano. Non disdegna i privilegi che il suo status sociale gli consente, ama viaggiare e coltiva uno stile di vita molto personale. Allo stesso tempo nutre sin da ragazzo una sincera sensibilità per le tematiche ecologiche. Il suo amore per il mare, la sua passione per le attività open air in giro per il mondo, si coniugano con un impegno rigoroso per la tutela ambientale in un contesto degradato e difficile come quello che circonda la sua città. Le sue denunce lo hanno anche esposto a rischi e minacce, che non ne hanno però fiaccato l’impegno civile. Il suo può apparire il volto “borghese” del nuovo sport, ma il personaggio è prima di tutto un testimone sincero di quella filosofia ispirata ai diritti, all’ambiente e alla solidarietà che sin dagli anni Novanta ha potentemente innovato e aggiornato il movimento dello sport per tutti, differenziandolo via via dall’antica matrice dello sport popolare e del collateralismo politico.

Livio S. è uno che dalla vita ha avuto tutto. Quarant’anni, alto e snello, conversatore brillante, eleganza fantasiosa. Gli occhiali senza montatura e i capelli chiari precocemente diradati lo fanno somigliare al dottore buono di Medici in prima linea. Lui però fa l’architetto, un mestiere che ama e che gli consente una vita senza preoccupazioni con la possibilità di togliersi qualche soddisfazione. È considerato uno dei migliori arredatori d’interni di Napoli. Città dove vive con Maddalena, ricercatrice di biologia marina all’Università, in un attico di Posillipo ereditato dai genitori di lei. Livio lo ha ristrutturato così bene, quando aveva raggranellato abbastanza per “fare una cosa seria”, da guadagnarsi un servizio su Casabella. Lui, però, non è solo un bravo professionista. È anche un tipo combattivo, politicamente corretto, qualche volta incline alla teatralità. Come quando a un’assemblea di Legambiente, in un paesone alle falde del Vesuvio, si presentò con l’elenco di tutte le delibere comunali illegali che permettevano di destinare a edilizia residenziale ettari di terreno vincolato a verde pubblico. Declamò con voce vibrante nomi e cognomi. La sera tornò a casa con la macchina dei carabinieri, visto che qualcuno gli fece trovare il fuoristrada con i vetri in frantumi e le quattro gomme squarciate. 

I fine settimana di Livio sono invece più prevedibili e piacevoli. La lunga passeggiata sulla spiaggia, di prima mattina, accompagnato dalle guardie del corpo di Maddalena, i due husky Light e Cool che contribuiscono non poco al creativo disordine dell’attico di Posillipo. Un paio d’ore di relax a spennellare qualche scorcio del panorama con lo stile naïf e lo stesso gusto per i colori solari che Livio mette nella scelta dei suoi proverbiali papillon. E poi, soprattutto, il mare. L’appuntamento pomeridiano all’imbarcadero con Gennaro, che da vent’anni ha amorevole cura del suo dodici metri, e poi – se c’è vento sufficiente – via con la vela nel golfo. Con Maddalena armata di thermos e panini e di una batteria di provette da riempire di acqua marina che lunedì analizzerà e classificherà in laboratorio, inserendo i dati in quel densissimo file “fetenzie” che costituisce il suo personale contributo scientifico alle ragioni dell’ambientalismo. 

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Ogni anno, alla fine dell’inverno, Livio e Maddalena celebrano un esclusivissimo “rito di conferma comunitario”, come dice il loro amico Salvatore, di professione antropologo. In una pizzeria di Vico Equense invitano le due coppie di affini: Marco e Rosy, dentisti in uno studio associato, Salvatore l’antropologo e la sua compagna Giulia, che fa la giornalista part-time per il TgTre regionale. Come in tutti i riti comunitari c’è una funzione manifesta: festeggiare l’anniversario di matrimonio di Livio e Maddalena. E una funzione latente: abbozzare i primi scenari per le prossime vacanze. “Con la vita che facciamo – sentenzia Marco ogni anno, aprendo i lavori -, le vacanze sono diventate troppo importanti per permettersi di sbagliarle”. Sinora, a dire la verità, ci hanno azzeccato quasi sempre. 

Non manca qualche ricordo avventuroso. Una volta, ad esempio, avevano organizzato la visita in camper allo Yemen “nascosto”, insieme a un gruppo di archeologi francesi. Salvatore aveva avuto una brutta colica, il programma era saltato e sui giornali era rimbalzata una notizia bufala circa il sequestro di “irresponsabili turisti europei”, rilasciati dopo nove giorni di trattative con l’ambasciata. Un’altra volta Giulia aveva pensato bene di slogarsi una caviglia proprio a metà del guado della Sierra de Guara, paradiso dei torrentisti spagnoli. Le vacanze estive hanno d’altronde scandito la loro ascesa professionale e la loro stessa vita privata: Marco e Rosy, dopo una stagione di vivaci scaramucce sentimentali, si erano messi insieme durante il periplo velico dell’Egeo inventato da Livio. Una foto ricordo davvero inusuale immortala il giorno delle nozze… 

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Quando avevano cominciato a girovagare erano stati quasi dei pionieri. In sacco a pelo sul Pollino, con Livio a ricostruire la mappa dei vecchi sentieri montani e pochi spiccioli in tasca. Poi il trekking povero sulle Alpi Marittime, la miniregata velica delle Isole dalmate. Più avanti il grande salto alla scoperta del mondo, sino a quella vera e propria cerimonia d’incoronazione, come Salvatore aveva definito il circuito hymalaiano del 2013 con fuoristrada anitudiluviano acquistato in loco da una sfasciacarrozze nepalese e trekking in altitudine. Rosy, al ritorno, aveva scoperto di aspettare Andrea. Il quale adesso ha otto anni e da grande vuole fare l’esploratore e il campione mondiale di nuoto. Nella sua cameretta campeggia un poster un po’ ingiallito di Massimilano Rosolino con tanto di autografo e dedica al felice papà.  “Frutto perverso di una famiglia di cavadenti, falso-ecologisti, e mo’ pure campionisti”, aveva sentenziato con finto sussiego Livio strizzando l’occhio al figlioccio. Stasera il bambino sarà ammesso per la prima volta al tavolo delle vacanze da programmare. C’è un’isola scozzese dove a fine luglio si cimentano le auto d’epoca…(Livio mette a verbale il proprio dissenso: “inquinano più di un caccia bombardiere!). Oppure, chissà, il richiamo del deserto!  

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NICOLA R. PORRO