UN FALO’ TRA LE DUNE

di MARINA MARUCCI  – ANNA GRAZIA MASTROFILIPPO
              

            Giovedì 28 febbraio è stato presentato il romanzo “Un falo’ tra le dune” scritto da Marina Marucci e Anna Grazia Mastrofilippo a quattro mani e due teste, così come sottolineato da noi autrici,  che  abbiamo  scelto in forma sperimentale di unire le  nostre  capacità espressive per scrivere un unico romanzo, convinte che le diversità di età, carattere  e cultura, intrecciandosi, sarebbero diventate fertile humus per una narrativa originale.

            Il romanzo infatti volutamente risponde ai requisiti di più forme del suo genere letterario : è sia romanzo di formazione, sia di denuncia sociale, sia d’avventura, sia d’amore per lasciare  ai lettori la libertà di scegliere la chiave di lettura preferita.

            Nuova è anche  la struttura narratologica .

         Il narratore auto diegetico è presente nei due diari di viaggio delle protagoniste, Manuela e Sophia, scritti in prima persona con la tecnica dell’io narrante, al fine di presentarle e conoscerle dall’interno.  In terza persona subentra il narratore etero diegetico quando la storia s’ intensifica e  prevale la denuncia sociale, l’avventura, il fascinoso viaggio in un deserto che, mentre muta e cambia, riesce a trasformare anche i personaggi.

             Un demiurgo onnisciente tiene le fila degli avvenimenti ambientati nello Yemen, sulla pista  carovaniera  tra Sana’a e il sito archeologico di Ma’rib, all’ombra della leggendaria reggia della regina di Saba.

           La storia è ambientata nel  1973, quando Pasolini stava tornando a Sana’a per le riprese del suo film ” Il fiore delle Mille e una notte”. Nel romanzo Pasolini incontra Manuela con la quale apre un dialogo breve, ma intenso.

            Già nel 1970 il grande scrittore aveva girato nello Yemen alcune  scene del  “Decameron” ed, innamoratosi della capitale, aveva filmato   un documentario su “Le mura di Sana’a “ affinché l’Unesco  dichiarasse  patrimonio dell’umanità quella “Venezia selvaggia, sulla polvere, una città forma, la cui bellezza non risiede nei deperibili monumenti, ma nell’incomparabile disegno”

          Il romanzo termina,  sempre nel 1973, con lo scoppio della guerra civile tra nord e sud dello Yemen.

            Ancora oggi continua la guerra. Dal   2015   lo  Yemen  è sottoposto ad una lotta tra due fazioni, quella filo- iraniana e l’altra a guida Saudita. Questa guerra, presto dimenticata,  ha  prodotto 10 milioni di persone a rischio carestia, civili inermi, di cui  400.000 bambini, soffrono di malnutrizione. Oltre 85.000 di questi sono  già morti di fame e stenti, 1.800 scuole sono state  distrutte dai bombardamenti aerei e gli ospedali sono  armai allo stremo, anche con il contributo della bombe confezionate in Italia. ( Dati forniti  da Save the Children).

            Inoltre con l’aumento della povertà nello Yemen l’usanza delle spose bambine si è notevolmente intensificata, abbassandone perfino l’età. 

            Questo tema è  presente nel nostro libro e  sottolinea  i risvolti sociali e psicologici che ne derivano, in un paese a forte struttura tribale, dove la vendita delle bambine, perché di questo si tratta, serve  ad estinguere  i debiti e a far sopravvivere il resto della famiglia. 

            Il nostro è un romanzo dedicato alle donne in cammino, alle pioniere che, sull’esempio di Nora di“Casa di Bambola”, hanno chiuso dietro di sé la porta di un vissuto inconsapevole per trasformarsi da oggetto in soggetto pensante. Coscienti del loro ruolo nella famiglia e nella società, sono pronte a spostare sempre più avanti la meta per concretizzare i proprio sogni.

MARINA MARUCCI – ANNA GRAZIA MASTROFILIPPO

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(Se interessa potete trovare il libro  presso la Galleria del Libro di Civitavecchia o sul sito ww.ibs.it)