CIVITAVECCHIA –  125° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI P. ALBERTO GUGLIELMOTTI

di LIVIO SPINELLI ♦

 

Copertina P alberto Guglielmotti

Figura 2 Biografia Guglielmotti

A. GUGLIELMOTTI cit. da “Le cento città d’Italia illustrate” fasc. n. 287: Civitavecchia, Tarquinia e Tolfa, Milano 1929, Sonzogno editore. Monografia redatta da G. de Napoli.

Il 29 ottobre prossimo, ricorrerà il 125° anniversario della morte del frate domenicano padre Alberto Guglielmotti, nativo di Civitavecchia. Nonostante fosse un frate, era considerato il maggiore esperto e studioso di marineria in Italia nell’Ottocento (é infatti riportato in tutte le enciclopedie) e in viale Garibaldi a Civitavecchia – a circa un centinaio di metri dall’ingresso del vecchio Porto e di Forte Michelangelo – vi è un suo busto, opera nel 1912 dello scultore Vignanelli.

Sarebbe opportuno risistemare la scritta oggi del tutto illeggibile apposta sotto al suo busto.

Guglielmotti, figlio di Lorenzo e di Reginalda Pallini, nacque il 3 febbraio 1812 a Civitavecchia e fu battezzato con il nome di Francesco, assumendo poi quello di Alberto, in onore di S. Alberto Magno, al momento del suo accoglimento nell’Ordine dei domenicani nel 1827. Morì a Roma la sera del 29 ottobre 1893.

La famiglia Guglielmotti era considerata una delle più in vista di Civitavecchia ed era imparentata con la celebre contessa di Castiglione. Mia trisnonna Margherita sposò Bonaventura Alibrandi, appartenente a un’altra delle principali famiglie civitavecchiesi dell’Ottocento (la loro figlia Maria Giulia Alibrandi sposò Adolfo Roesler Franz).

Per una singolare coincidenza circa due mesi fa, il 2 agosto scorso 2018 (ma la notizia é passata quasi inosservata durante le vacanze estive), a nord ovest dell’isola di Capraia a 400 metri di profondità è stato rinvenuto dopo 101 anni il relitto del sommergibile “Padre Alberto Guglielmotti”, affondato per errore durante la 1^ Guerra mondiale alle 21,50 del 10 marzo 1917 da parte dello sloop inglese HMS Cyclamen, che lo aveva scambiato per un battello tedesco. L’importante scoperta è avvenuta durante un’attività di sorveglianza dei fondali nel Mar Tirreno da parte dei cacciamine della Marina Militare “Rimini” e “Gaeta”. Poco più di metà dell’equipaggio del “Guglielmotti” riuscì a salvarsi (fu la stessa Cyclamen a recuperare i sopravvissuti, tra i quali, il comandante Castiglioni). Ma in 14 (o forse 16) tra ufficiali e marinai persero la vita e i loro corpi dovrebbero essere rimasti quasi certamente all’interno dello scafo. Si potrebbe, forse, rilanciare anche l’idea del recupero delle 14 (o 16) salme per darne finalmente sepoltura in terra (con i mezzi tecnici di oggi credo che sia possibile). Nel 1938 fu intitolato “Padre Alberto Guglielmotti” un secondo sommergibile che fu affondato nella Seconda Guerra Mondiale dopo essere stato silurato in Calabria da un sottomarino inglese. Vi persero la vita tutti i 61 membri dell’equipaggio a bordo dell’unità. Ma lo scafo non é stato ancora localizzato nel mar Jonio. Ricordo, infine, che nel 1933 fu intitolato a “Padre Alberto Guglielmotti” il Regio Ginnasio inaugurato l’anno prima a Civitavecchia. L’Istituto, divenuto poi Liceo, rappresenta da sempre un punto di riferimento culturale, un laboratorio di decifrazione del presente attraverso lo studio della civiltà classica, un patrimonio formativo cospicuo e irrinunciabile per generazioni di civitavecchiesi.

LIVIO SPINELLI

Di seguito i link di due video relativi a P.A. Guglielmotti Su YOUTUBE
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