LA RAGAZZA NELLA NEBBIA

 

a cura di PIERO PACCHIAROTTI 
ITFF grazie alla preziosa collaborazione con “Recensioni FILM”  presenta la recensione del film:    LA RAGAZZA NELLA NEBBIA

Written by MACHINEGUNB

 

Mamma mia che sorpresa leggere tutte queste recensioni severe per questo film. Ho dato la mia solita occhiata generale e devo dire che mi aspettavo di trovare tutt’altro genere di riscontri invece La Ragazza nella Nebbia non è stato accolto benissimo.

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La storia è quella dell”ispettore Vogel (T. Servillo), inviato nella cittadina montana di Avechot per investigare sul caso di una sedicenne scomparsa. Donato Carrisi, si cimenta per la prima volta nel ruolo di regista portando sugli schermi un suo stesso romanzo del 2015; scrittore, sceneggiatore televisivo e di teatro, conduttore TV (Il Sesto Senso, Rai 3, 2014) e adesso al cinema, Carrisi ha dimostrato di saper gestire la narrazione su molti fronti ma questo, a quanto pare, non basta per concedergli nessuna attenuante, anzi, c’è quasi una maggior attenzione nei confronti delle sue presunte mancanze.

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Ricordiamoci che l’altro scrittore/regista italiano del momento è Federico Moccia, dunque Donato Carrisi non si merita almeno 10 stelline solo per il fatto di NON PROPORCI prodotti simili a quelli che ci propone Moccia? Insomma a me questo film non è dispiaciuto, non mi sono mai annoiata e mi sono goduta la visione, senza perdermi nell’eccessiva analisi; grande precisione fotografica e bei paesaggi spogli, carina la trovata del plastico, un paio di richiami a Twin Peaks, recitazione adeguatissima e, soprattutto, una scrittura molto interessante.

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La forza di questo film è da localizzare nella storia e quindi, probabilmente, nel libro che, in questo caso, è sempre farina del sacco di Carrisi; il thriller è ben calibrato, popolato da personaggi forti come quello di Vogel, l’ispettore ambiguo che si tiene in bilico tra la sete di giustizia e quella di spettacolo, lo spettatore non sa mai se condividere o meno i suoi metodi, è brillante e a tratti folle, l’austerità e l’eccesso messi in campo da Servillo per interpretarlo sono stati giudicati esagerati, tendenti al ridicolo, invece, a mio avviso, i tratti del personaggio sono più che adeguati.

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Ottima anche l’interpretazione di Alessio Boni che si presta senza esitare alla regia e ci regala un personaggio ricco di sfumature mostrandocele tutte. Adeguati e credibili anche gli attori di contorno. La cosa che ho amato di più è stata comunque la scrittura di dialoghi alti ed eleganti, con un vocabolario preciso e ricco, ogni parola è pertinente, misurata e mai banale, pochi sensazionalismi grammaticali, parolacce e banalità ma tante frasi ben strutturate e chiare. La critica più comune che è stata posta al film è relativa al suo eccesso di rumore e di abbondanza nel finale, a me non ha disturbato, più che un sensazionalismo mi è sembrata una possibilità, una dualità o se vogliamo un’alternativa; perché incollarsi all’idea classica di conclusione e non lasciarsi andare con libertà al mistero? E alle infinite possibilità di lettura che esso offre? Ammetto di avere ancora dei dubbi su come sia effettivamente finita questa storia ma ho deciso di smettere di pormeli e di lasciare aperte le porte a ciascuna interpretazione. Comunque lo consiglierei, meglio degli altri film italiani in circolazione!

MACHINEGUNB

 

CON QUESTA RECENSIONE SOSPENDIAMO LA RUBRICA CHE RIPRENDERA’ A SETTEMBRE.
                BUONE VACANZE A TUTTI
PIERO PACCHIAROTTI