VENTO DI SOAVE?

di LUCIANO DAMIANI ♦

Sono in macchina, è già buio. Guido verso la capitale, piove abbastanza, ti verrebbe voglia di tornare indietro. Il navigatore, col passare del tempo, segna sempre 1 ora e venti… e ti domandi se arriverai mai. C’è un intoppo da qualche parte e ti fa cambiare strada. Cominci a ragionare davvero se non sia il caso di tornare, ma hai preso un impegno, hai un appuntamento importante e non va bene non rispettarlo. Per fortuna i dubbi svaniscono con il migliorare del tempo, ti rassereni e vai avanti.
Parcheggi al volo in un buco appena liberatosi in viale Manzoni. Hai il tempo di mangiare un pezzo di pizza per tenere a bada lo stomaco, e poi ti avvii.

Una piccola porta con tante lampadine richiama l’attenzione del passante. La luce all’interno fa risplendere superfici riflettenti tappeti scartatti e tendaggi. Una breve scala, con un corrimano in legno lucidissimo ad un lato ed un cordone multicolore al centro, porta ad un micro foyer di teatro. Una grande e pesante tenda turchese cela la sala. Questa, a differenza della apparente ricercatezza dell’ingresso, è una sala con una serie di panche con spalliera di fronte alle quali una sorta di salottino da dibattito è sormontato da un grande schermo bianco per proiezioni sistemato su un muro di fabbrica con disegni fatti con bombolette e/o pennelli probabilmente da qualche giovane writer romano. Il locale è in uso alla Associazione Culturale Apollo11, il palazzo ospita l’ITIS Galileo Galilei. L’istituto deve avere dei pannelli solari o qualcosa che produce energia pulita, nel suo androne campeggia un contatore di kilowattora e la quantità di inquinanti in meno prodotti.

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La locandina del film – Il film ha partecipato al 35° Torino Film Festival

Questa sera si prevede la proiezione di un documentario sulla realtà ambientale brindisina: “Vento di soave”. Giovani persone hanno sentito di dover raccontare un luogo la loro terra, ma non descrivendo fatti o sviluppando un racconto. Se volessi dare l’idea di cosa sia questo documentario, mi verrebbe da fare ricorso alla immaginazione del mio interlocutore. Gli direi:

“immagina che il tuo occhio sia portato sul cielo di Brindisi da una sorta di drone, e da quello possa vedere ciò che accade sotto, nelle case, negli uffici, negli stabilimenti. Lo stesso con l’orecchio.”

“Vedresti ad esempio un pescatore che sfiletta un pesce e vede che ha la spina doppia, oppure un agricoltore costretto a vendere i suoi pomodori sottocosto, perché la gente quelli che vengono da li, da Cerano, non li vuole”

“Vedresti aule di tribunale e funzionari dell’ENEL che si compiacciono in un reparto oncologico pediatrico, fotografie e sorrisi”

“Vedresti operai che montano filtri sui camini delle case…” dice che inquinano e mamma ENEL non si fa guardare in tasca… ci pensa lei.

Ecco.. più o meno direi, a chi mi chiedesse com’è il film, una cosa del genere. Immagina di vedere un territorio dall’alto.. sentire parole e rumori e……    e poi ti fai delle domande, e probabilmente ti darai delle risposte, magari quelle che ti piacerebbe sentire.
Qualche risposta forse riuscirai a sentirla: “e che ci vuoi fare… se l’è preso il Padreterno”, ma se stai attento, magari, riesci a sentire qualche altra risposta.
Per le domande invece..  eh….  quelle o ti vengono o non ti vengono, come l’avvocato Azzeccagarbugli, il coraggio se non lo hai non puoi certo dartelo.

Il “vento” del titolo deriva da una descrizione di Dante Alighieri nella Divina Commedia che paragonava la potenza della dinastia Sveva “impetuosa come il vento”, dinastia che diede lustro a quelle terre…. un po’ meno lucide di questi tempi.

«Quest’è la luce de la gran Costanza
che del secondo vento di Soave
generò ‘l terzo e l’ultima possanza».
(Dante Alighieri, Paradiso, Canto III)

Seduto sulla panca ho guardato le immagini scorrere, i rumori ed i suoni, le parole sottotitolate, che il brindisino è ostico. Come non pensare alla nostra città….  alla stessa ignavia di chi attribuisce le proprie disgrazie al destino, i muri di gomma e l’arroganza della potenza, le istituzioni che ti prendono per stolto e, forse la cosa già angosciante… quella che più fa male, i bagnanti allegri e festanti ballando e cantando, allegri e spensierati ad un passo e mezzo dalla centrale che li sovrasta.

 

Copertina

Somiglia vero?

Un cartellone abbattuto giace rovinato in riva al mare, sopra c’è scritto: “area altamente inquinata”.

Durante il tempo non puoi fare a meno di fare confronti con la tua città e pensi che qui l’aria è buona, lo ha detto l’ARPA e non serve quindi mettere i filtri ai camini delle case. Non puoi fare a meno, vedendo il tramonto rosso di Brindisi, di paragonarlo al nostro.

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Si l’aria è buona… nel parco. Dicono che è normale che stia li… che c’è un motivo… a dire la verità hanno pure cercato di spiegarlo, ma non ho mica capito.

Le immagini scorrono e non posso fare a meno di ricordarmi una intervista, apparsa anni fa sui telematici, rilasciata dal Presidente dimissionario del Comitato tecnico di controllo sull’Enel Livio Stefanelli – 9/03/2000.

Quali sono le cause che hanno condotto il Comitato di controllo a un tale disagio da
presentare le dimissioni in blocco?” 
“Per due anni abbiamo segnalato una serie di inadempienze senza ricevere risposte da nessuno. Nonostante che i gestori della Convenzione fossero anche i due Ministeri, nessuno mai ha risposto alle nostre segnalazioni. Il Ministero dell’Ambiente, notoriamente rappresentato da un uomo di sensibilità ambientalista, non ha mai prestato attenzione ai nostri rilievi, nemmeno una volta in due anni interi. La stessa cosa vale per gli enti locali.

Torno a casa con un carico d’angoscia, piove ancora, piove ma poco, il pensiero è fisso, mentre guido, sulle parole del regista, una confidenza che mi ha fatto, se da una parte ti fa venire sconforto, dall’altra ti impone di farti venire la forza di continuare. Vale ancora la pena di essere un cittadino coerente, di essere comunque profondamente attento all’ambiente, nonostante tutto, nonostante le istituzioni, i muri di gomma e nonostante la gente che se ne infischia… tanto…. tanto non ci puoi far niente. Tanto c’è il porto, tanto c’è il cementificio, tanto c’è il traffico, tanto non ti si filano, tanto tanto tanto…..
Ma io dico che vale la pena sempre di lottare per la vita… come un Don Chisciotte.

Qualche riferimento:

DATI AMBIENTALI E SANITARI
Dal 1997 Brindisi è classi cata come “Area ad Alto Rischio Ambientale” e attende la boni ca di oltre 5.800 ettari di terra e 5.600 di mare.
Nel 2013 uno studio del CNR e di alcuni medici dell’ospedale di Brindisi dimostra che le malformazioni cardiache neonatali sono il 68% più alte della media europea.
Nel 2017 la Regione Puglia pubblica il primo rapporto epidemiologico sul territorio brindisino: gli inquinanti delle Centrali sono associati all’aumento esponenziale dei tumori, delle leucemie, delle malformazioni congenite e delle malattie cardiovascolari e respiratorie.

VENTO DI SOAVE
genere: documentario
anno di produzione: 2017
durata: 75 minuti
nazionalità: italiana
formato: DCP (1:1,77) Colore
lingua: italiano, dialetto salentino.
sottotitoli: italiano o inglese

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IL REGISTA
Corrado Punzi è nato a Lecce nel 1979. Laureato in Scienze della comunicazione a Bologna con una tesi in cinematogra fia documentaria, dal 2010 è PhD in Filoso a del diritto presso l’Università del Salento e si occupa di potere e identità, su cui ha scritto le monogra e Democrazia come paradosso e Ettore Majorana o del diritto all’alterità. Per Carocci Editore si è occupato delle voci L’inquadratura e Il montaggio all’interno del
Dizionario cinematografico. Ha scritto e diretto diversi cortometraggi e documentari, soprattutto con tematiche sociali: il carcere (I nostri volti, 17 min., 2005), la guerra burundese.

 

LUCIANO DAMIANI