L’UOMO SUL TRENO

a cura di PIERO PACCHIAROTTI 
ITFF grazie alla preziosa collaborazione con “Recensioni FILM”  presenta la recensione del film:       L’UOMO SUL TRENO

 

Written by MACHINEGUNB

 

E’ incredibile quanto sia sempre bello vedere Liam Neeson che fa Liam Neeson. Non c’è molto da dire su un film che, si sà, è stato concepito attorno al corpo e alla figura di un attore che ultimamente, dopo Io vi troverò (Pierre Morel, 2008) ci sta regalando una serie di filmaccioni action tenuti in piedi dalla sua classe e dalla sua forza.

foto 1

Nel mio caso la scelta di L’Uomo sul Treno è stata un po’ dovuta dal fatto che, come ho già detto, nella provincia in cui sfortunatamente vivo, le proiezioni, interessanti e non, scarseggiano, ma appena ho visto la locandina con Liam Neeson mi sono sentita subito rassicurata, è come se avessi già saputo cosa stavo per vedere con la garanzia che, se anche il film avesse fatto pena, ci sarebbe stato almeno lui. Qui il nostro eroe Liam Neeson è il Commuter, il pendolare del titolo originale, che da dieci anni prende il treno per andare a New York a vendere polizze assicurative per una grande compagnia.

foto 2

A casa lo aspettano moglie e figlio adolescente, la sua routine famigliare ci viene mostrata in apertura con un’interessante e degna di nota sequenza di montaggio. La storia comincia ahimé con il licenziamento del protagonista, nonostante sia un buon lavoratore, onesto e a cinque anni dalla pensione; tornando a casa, sconfitto, sul solito treno viene avvicinato da una misteriosa donna che lo ingaggia per scovare uno scomodo testimone che nessuno conosce.

foto 3

Questo film bilancia con grande maestria le dosi di thriller ed action, di indagine e di botte, di forza e di fallibilità; il protagonista è un ex poliziotto, è bravo ma è provato, è al verde ma ha una coscienza, in sintesi è la grande umanità di questo signore a rendere il film credibile, a farci accettare la storia.

La regia è intelligente e ben calibrata e la recitazione è impeccabile, anche quella di personaggi secondari come Patrick Wilson e Vera Farmiga. L’Uomo sul Treno riesce a collocarsi senza difficoltà fra i classici della tradizione del cinema di treno in cui si devono osservare gli altri passeggeri, si deve trovare un colpevole, si rischia grosso, qualcuno muore e si rischia pure di finire fuori. Per me ben fatto.

MACHINEGUNB