IL SIONISMO IN ITALIA E NELLA POLITICA ESTERA FASCISTA

di LIVIO SPINELLI ♦

 

Foto 1 Nave Sara I 1937

Civitavecchia 1937 – Il veliero SARA I
nave scuola dei 300 cadetti ebrei che frequentarono dal 1934 al 1938 la Scuola Marittima di Civitavecchia e costituirono il nerbo della nascente Marina dello Stato di Israele

Il sionismo in Italia e nella politica estera fascista”, primo volume della trilogia su Ebraismo, Islam e Cristianesimo del professor Livio Spinelli, presentato a Roma dal Direttore della Biblioteca della Shoah Dott. Pino Pelloni e dal Prof. Giorgio Parlato Direttore della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, comprende numerosi documenti inediti, dove emerge la figura di un Mussolini per niente antisemita.

            L’autore attraverso vicende personali e familiari, e della sua città, ci introduce in uno dei temi più delicati e poco approfonditi della politica interna ed estera fascista: IL SIONISMO, offrendo un’immagine di Mussolini totalmente nuova e, soprattutto, vicino alla causa ebraica, tanto che il Duce nel corso di un colloquio con Nahoum Goldman si espresse in questi termini:

 

Voi dovete creare uno Stato Ebraico. IO SONO SIONISTA IO. L’ho già detto al dottor Weizmann. Voi dovete avere un vero Stato ‘un véritable État’ e non il ridicolo Focolare Nazionale che vi hanno offerto gli inglesi. Io vi aiuterò a creare uno Stato Ebraico”.

 

            Emergono sia i buoni rapporti tra Mussolini, la massoneria e gli ebrei italiani, che assicurarono il proprio sostegno al Duce fin dalla prima ora, quando Cesare Goldman – finanziere e uomo politico ebreo, Maestro Venerabile della Loggia torinese Pietro Micca –  il 23 marzo 1919 mise a disposizione la sala del CIRCOLO DEGLI INTERESSI INDUSTRIALI di piazza S.Sepolcro, per la fondazione dei Fasci di Combattimento, ma anche col  movimento sionista mondiale del Bétar di Vladimir Ze’ev Jabotinsky: “IL MAZZINI DELLO STATO DI ISRAELE”.  Dal 1934 al 1938 Mussolini consentì inoltre l’istituzione di una sezione ebraica alla Scuola Marittima di Civitavecchia, dove si formarono i primi 300 cadetti ebrei – provenienti da tutt’Europa – che divennero il nerbo della Marina Militare dello Stato d’Israele.

Foto 2 Nave Sara I

Civitavecchia 1936
addestramento dei cadetti ebrei sulla Nave Scuola SARA I

Dal lavoro di “scavo” del professor Spinelli negli archivi tedeschi e britannici, e nei suoi viaggi in Israele e Palestina, emerge che i sionisti, subito dopo l’ascesa al potere di Hitler, firmarono un vero e proprio accordo economico – HA’VARAH – patrocinato da Ben Gurion e Golda Meir, rimasto in vigore fino al 1944: promulgato con Decreto n.54/33 del 10 agosto 1933, dal Ministero dell’Economia tedesca, che consentiva agli ebrei tedeschi di espatriare dalla Germania convertendo i propri beni posseduti e ottenendone il controvalore, una volta giunti in Palestina.

            Questo patto tra sionisti e nazisti era fermamente osteggiato dall’Inghilterra, “il Gran Serpente d’acqua che univa alla lupesca cupidigia di Roma l’astuzia serpentina di Cartagine”, tanto che dopo lo scoppio della IIGM gli inglesi contingentarono, fino a bloccare poi del tutto, l’immigrazione degli ebrei tedeschi in Palestina, della quale erano mandatari per conto dell’ONU.

            La Gran Bretagna non può dirsi estranea all’Olocausto, dove in questa “partita mondiale” gli attori principali furono i sionisti, i nazisti e gli inglesi mentre la figura di Mussolini appare secondaria e la figura di Pio XII marginale, ma ciò non impedì a Papa Pacelli di salvare migliaia di ebrei, primo fra tutti il suo ex compagno di classe e grande amico ebreo il Gen. Guido Aronne Mendes, col quale Pacelli da giovane aveva condiviso lo Shabbat. Si pensi agli articoli elogiativi pubblicati nell’ottobre del 1933 sul giornale delle SS “DER ANGRIFF” dell’accordo tra nazisti e sionisti: lo stesso Gobbels fece coniare una medaglia d’argento con la SVASTICA su una faccia e sull’altra la STELLA DI DAVIDE.

Foto 3 Generale Guido Mendes JPG PIC

Il Gen. Guido Aronne Mendes: nella sua villa di Santa Marinella alloggiavano i primi cadetti ebrei provenienti da tutta Europa per frequentare la Scuola Marittima di Civitavecchia.
Guido Mendes compagno di classe e grande amico di Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII, grazie al quale con l’avvento delle leggi razziali ottenne per se  e la sua famiglia un passaporto vaticano per rifugiarsi in Svizzera e da lì raggiungere la Palestina.

Nel volume si ricostruisce il famoso pranzo del 1938 al Castello di Santa Marinella al quale parteciparono il Re d’Italia, Mussolini, Hitler, prima prova dello sciagurato patto d’acciaio del 1939; il ritrovamento sui Monti della Tolfa dei discendenti dell’Imperatore Barbarossa e le superarmi: il raggio della morte di Guglielmo Marconi, la fuga negli Stati Uniti di Enrico Fermi coi segreti della fissione nucleare. In chiusura un articolo profetico pubblicato nel 1842 su un giornale della borsa di PARIGI – dell’intellettuale ebreo tedesco Heinrich Heine – nel quale suo Zio Salomon, noto banchiere di Amburgo, secondo un perfetto quadro economico illustrò l’ineluttabilità di una prima e seconda guerra mondiale, e di successivi ulteriori sconvolgimenti economici, al termine dei quali “a capo dell’Europa ci sarebbe stato un solo un solo pastore che avrebbe governato con una mazza di ferro, e un gregge di uomini dall’egual tosatura e dall’eguale belato.”

LIVIO SPINELLI