TRISTIARIO: PILLOLE DI TRISTEZZA SOMMINISTRATE CON BRIO. TURISTI CHE VOGLIONO SAPERE SE IL TEVERE È BALNEABILE

(Raccolta tematica di miei status Facebook, non meglio identificabile se non con questo titolo; se un giorno sarà genere letterario, ricordate il pioniere Tristiario)

di ELISABETTA APPETECCHI ♦

TURISTI CHE VOGLIONO SAPERE SE IL TEVERE È BALNEABILE

C’era quel poeta latino, Orazio, che non poteva fare a meno di fare satira anche contro personaggi influenti. Hai voglia l’amico giurista ad avvertirlo dei rischi di querela: continuava, prendendosi gioco pure di lui. «Stattene quieto», gli diceva, «smettila di scrivere versi». Ma Orazio obiettava scherzosamente di soffrire d’insonnia.  Ecco allora il grande consiglio: chi non riesce a dormire si unga con l’olio, attraversi tre volte il Tevere a nuoto e la sera si faccia una buona bevuta di vino. Oggigiorno, a Roma, sappiamo con certezza che il rischio di non arrivare al terzo passaggio è altissimo.

 – Io capisco che Roma è bella tutta, ma forse a questi americani che fotografano la porta di un comune cesso pubblico glielo devo dire che per bagno di servizio non si intende fotografico.

– Trenitalia ha messo gli annunci a bordo anche in tedesco e ora non so se sono scesa a Trastevere o ho appena invaso la Polonia.

– Simpatico questo cameriere poliglotta che cerca di accalappiarsi intere famiglie di turisti con tutte le formule di cortesia possibili e poi liquida l’italianissima me con un ‘NGIORNO strascicato.

– È stato quando alla cassa mi hanno incluso nello sconto comitiva dei tedeschi in fila prima di me che ho capito quanto i miei marcati tratti ariani possano trarre in inganno chiunque.

-Turista arabo lancia una monetina portafortuna nella fontana di Trevi: inglesi fuggono per paura di essere assoldati dall’ISIS.

 – Ci sono questi tedeschi al Pantheon e io non posso fare a meno di pensare che hanno rieletto Angela Merkel per la quarta volta, quando a me è bastato leggerla una volta sola per rendermi conto che al contrario si legge LE KREMA A LEGNA.

 – Manco esco dalla stazione che vedo uno fare i propri bisogni all’aperto. Ma questa è Roma di sera o Chicago di notte?

 – Il mio vicino di treno, un russo, ha letto alcune pagine di un romanzo russo, l’ha chiuso ed ora russa. Stupita da tanta coerenza mi sono messa a leggere Primo Levi, che stando al nome di regola non dovrebbe contenere carboidrati ma oh, non sono dimagrita di un etto.