CAPISCI E IUS SOLI TU? NO, E ALLO’ CHE PARL’AFFA’?!?!?!

di LUCIANO DAMIANI 

In questi giorni lo IUS SOLI è divenuto l’argomento più gettonato dagli italiani. Il tema al “top”, nel web ed in TV, molto caldo anche nelle aule parlamentari, direi. Del resto la migrazione tiene banco in modo permanente da tempo, ha ormai diviso gli italiani in buoni e cattivi, democratici e fascisti, realisti e populisti, e non solo il popolo del web. La legge sullo IUS SOLI è giunta come l’acqua schizzata sull’olio bollente, frigge tutto e frigge talmente tanto che si sono esagitati anche i Senatori della Repubblica, e si che dovrebbero essere calmi ed assennati, mica sono Deputati dai quali un po’ di agitazione ce la si potrebbe attendere, non foss’altro per la minore età ed autorevolezza. La parola stessa “Senatore” suona ben diversamente da “Deputato”. E dunque c’è chi si straccia le vesti perché il suo film prevede l’islamizzazione e la svendita del patrimonio culturale e non solo del paese, mentre dall’altra c’è chi sbandiera vigorosamente il vessillo della giustizia sociale, della libertà e della lotta al moderno fasciopopulismo. Questo è il quadro, e più è acceso il confronto, più divisivo è il tema, più persone parlano e più sono alti i toni. Nelle discussioni però c’è sempre un fattore costante, un aspetto che varia assai poco, che è ad un livello quasi costante, qualsiasi sia l’argomento. La gente parla senza sapere di cosa sta parlando.

CAPISCI E IUS SOLI TU? NO, E ALLO’ CHE PARL’AFFA’?!?!?!

A dire la verità non è un tema che mi appassioni più di tanto, ma mal sopporto chi parla per partito preso perché fa parte di uno dei due schieramenti, mal sopporto chi usa i temi spesso importanti e non banali, per farne discussione pro o contro, senza cioè averne un minimo di contezza e basandosi sui messaggi di “parolai graditi”, facendosi megafono del pensiero altrui. E quindi mi son detto che era il caso di leggerla, questa legge, Per farmene un’idea, per poter sostenere una discussione sul tema del giorno.

La legge la trovi facile facile, basta andare sul sito del Senato, senato.it e digitare “Ius  soli” nel motore di ricerca e si hanno tutte le info pubblicate, testi, discussioni, leggi di riferimento e quan’altro, ci avrò impiegato un minuto e mezzo. Per fortuna il testo è molto corto e ciò che è interessante lo si trova tutto nell’art. 1.

In realtà si tratta di modifiche alla legge 91 del 1992 per cui è fatta di aggiunte e sostituzioni, ma comunque piuttosto chiara, direi.

All’’art. 1 c’è scritto che i nati nel territorio italiano possono ottenere la nazionalità se sono figli di almeno un genitore in possesso di soggiorno permanente. Tale permesso viene concesso avendo trascorso un periodo di 5 anni e dimostrando di avere un lavoro, un reddito ed una sistemazione dignitosa. C’è scritto anche che i minori acquisiscono il diritto di chiedere la cittadinanza dopo aver frequentato e terminato con successo un “ciclo scolastico” o un “percorso di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale con il conseguimento di una qualifica professionale”.

Certamente queste modifiche alla normativa non rispondono a criteri di identità nazionale, ovvero al “diritto del sangue” e vorrei dire della “cultura”, certo che no, cosa che per alcuni potrebbe essere motivazione di contrarietà, ma neppure preannunciano la distruzione dell’italianità, cosa paventata da coloro che si sentono “minacciati” dai fenomeni migratori che tutti conosciamo. L’italianità è qualcosa già duramente messa in discussione dalla globalizzazione, dall’essere parte di una Unione Europea incapace di valorizzare le diversità e le peculiarità dei popoli, avendo accolto lo spirito della globalizzazione. Ne possiamo onestamente dire che sia propedeutica ad una “invasione” che viene di la del Mediterraneo, il flusso migratori è gia sufficientemente pesante e da tempo richiede interventi importanti che non arrivano, ne dal lato preventivo ne dal lato della distribuzione dei migranti nella UE. Non pare certo questo Ius Soli capace di accelerare questo flusso.

Nel testo della legge ci sono scritte altre robe, robe di cui vale poco parlare, ma mi soffermerei invece sulla modifica dell’art. 23-ter, modifica che cito integralmente:

“Art. 23-ter. — 1. I comuni, in collaborazione con gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, promuovono, nell’ambito delle proprie funzioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, a favore di tutti i minori, iniziative di educazione alla conoscenza e alla consapevolezza dei diritti e dei doveri legati alla cittadinanza e una giornata dedicata alla ufficializzazione dei nuovi cittadini».”

Ecco, questo passo da il senso a tutta la legge, ci fa capire come la possibilità di acquisizione della cittadinanza italiana sia strumentale al processo di integrazione di quei migranti che desiderino rimanere nel nostro paese. Il “festeggiare” l’ufficializzazione della acquisizione della cittadinanza, è un porsi in modo positivo e propositivo rispetto al migrante che ha voluto acquisire la cittadinanza italiana. Un passo a mio parere importante sulla via dell’integrazione.

Che si sia per il diritto del sangue o per quello del suolo, bisogna che si spenda qualche minuto per leggere questo testo di legge, cercando di non farsi prendere dalla voglia di esprimere tutta la propria tifoseria. Non è meglio parlare di qualcosa avendola letta e pensata personalmente?

Si potrà ad esempio argomentare che un genitore col “permesso di soggiorno permanente” non sia garanzia sufficiente del fatto di aver accettato per lo meno le basi sulle quali poggia la “Nazione Italiana”, e che il permesso debba essere per entrambe i genitori. Si potrà argomentare che la possibilità di acquisizione della cittadinanza sia un vero atto di civiltà nei confronti di bambini che non vengono certo da paesi che chiameremmo “civili” e che hanno bisogno di tutele specifiche. Si potrebbe pensare ad una sorta di cittadinanza con verifica nel prosieguo della sua stabilizzazione nel corso degli anni. Argomentazioni di vario tipo e valenza sono certo possibili, ma solo se la legge la si è letta avendo l’idea di comprenderla.

Damiani Capisci IUS SOLI

Per molti versi, la italianità non può evitare di fare i conti con il mondo che cambia e con i contributi spesso importanti che la società riceve dagli altri popoli, deve essere capace di conservarsi senza porsi in opposizione ad un mondo che cambia a prescindere.

Il termine “Nazione” è definito dalla Treccani così:

“NAZIONE: il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla sua realizzazione in unità politica.”

Se la cittadinanza italiana dovesse identificare l’appartenenza alla “nazione italiana” di certo questa legge sarebbe ampiamente criticabile, ma c’è da chiedersi se sia così o se la cittadinanza non sia una mera “attribuzione di diritti”. Se così fosse allora lo “Ius Soli” non dovrebbe produrre soverchie critiche, a meno che queste non vengano dalla considerazione che le già scarse risorse economico/culturali verrebbero inesorabilmente depredate da una massiccia italianizzazione di migranti. In realtà più che di migranti si dovrebbe parlare di bambini o al più di minori e quindi con occhio assolutamente diverso da quello con il quale si possono vedere uomini e donne adulti ed ormai confermati nella loro originaria appartenenza.
Questo della “nazione” è un’altro argomento, un’altro spunto di discussione che porta oltre il caso in argomento.

C’è da considerare che questa legge, come tutte e come è logico e normale che sia, è il prodotto di mediazione, del confronto di idee e sensibilità diverse, migliorabile, sicuramente, emendabile, certamente, ma purché si segua un percorso adatto. Di certo proporre migliaia di emendamenti non permetterà certo alcun miglioramento ma darà il pretesto al governo di chiedere la fiducia, chiudendo la strada ad ogni tentativo di miglioramento. Impedendone l’approvazione si otterrà certo il risultato voluto, ma si sarà data un’altra spinta alla poca credibilità dell’esercizio democratico, relegando la politica ad un mero esercizio di muscoli.

Per chi lo volesse leggere il testo è reperibile qui:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/940816/index.html?part=ddlpres_ddlpres1-articolato_articolato1

LUCIANO DAMIANI
Fotografia originale dell’autore di questo articolo.