BIODIGESTORE DURO DA DIGERIRE…. CI MANCAVA

Salute e ambiente ostaggi della politica

di LUCIANO DAMIANI 

Nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, altrimenti detto BUR, del 23 febbraio scorso, leggiamo che è stata espressa pronuncia positiva di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativamente ad un biodigestore da costruirsi nell’agro tarquiniese.

Per via del prefisso “bio” sembrerebbe cosa buona e giusta, ma se andiamo a vedere non è che basti un prefisso a garantire la salubrità di un impianto. Un digestore anaerobico ha la capacità, in ambiente senza ossigeno, di “digerire” tutto ciò che ha base organica, tipicamente il FORSU (Frazione Organica da Rifiuti Solidi Urbani) ovvero quello che chiameremmo “umido” in una raccolta rifiuti ben differenziata, ma volendo e chiudendo qualche occhio anche qualcos’altro, l’importante è che sia “organico”. Per comprendere bene tanta ostilità bisogna considerare che gli operai di questo tipo di aziende sono dei piccoli batteri che resistono ad alte temperature, mentre tutti gli altri muoiono, questi, botulini, tetano ecc.. riducono i rifiuti allo stato di “digestato” producendo metano da bruciare ed altri gas più o meno “sicuri”. La produzione primaria è del tutto evidente composta dal metano. Tutto favorito dagli incentivi statali che scambiano i rifiuti per “fonte energetica rinnovabile”, un equivoco politico drammatico poiché da la possibilità di utilizzare rifiuti più o meno in modo legale per produrre energia ricevendone anche incentivi.
La diffusione di spore batteriche dei suddetti ceppi, percolati ecc assieme ai fumi da combustione, sono causa di aspri scontri con gli ambientalisti che sostengono l’utilizzo della digestione aerobica che produce però solamente dell’ammendante ottimo per la diversa tipologia del trattamento. Ma questo tipo di trattamento non è favorito da incentivi. Che la questione sia seria lo dimostra la quantità di articoli pubblicati, addirittura in rete è pubblicata una mappa degli incidenti che questo tipo di impianti ha provocato, alcuni veramente non di poco conto proprio per la diffusione di tetani e botulini attraverso l’ammendante utilizzato nelle campagne

Insomma, l’idea di utilizzare i rifiuti per farne corrente pare dura a morire, invece l’idea di produrre meno monnezza è dura a prender piede. A sentire TERNA, nel 2015 la produzione di energia da fonti rinnovabili è diminuita, cosa curiosa, molto curiosa, sarà forse un segno che la politica italiana non è proprio virtuosa in questo campo? Ognuno decida in coscienza, non c’è bisogno fare outing, qualunque cosa pensiate sulla responsabilità politica, tenetevela per voi.

Intanto l’impianto è previsto a pochissimi chilometri dalla ciminiera di TVN, quindi va da se che oltre ad essere un pericolo per chi abita nei pressi, alcuni veramente vicino, diviene un ulteriore contributo alla somma degli inquinanti che pesano sulla nostra città, ed immagino che, a meno di un ripensamento in extremis, dovremo fra qualche tempo rivedere il totale ancor prima dell’entrata in funzione del digestore, probabilmente per l’avvio del crematorio.

In tutto ciò registriamo che la richiesta di dati sanitari fatti dall’Associazione Piazza048 già più di un anno fa alla ASL, e reiterata al DEP non ha prodotto risposte. Per questa richiesta è stato invocato il supporto della politica locale e regionale ma, tranne l’appoggio unanime del Consiglio Comunale di Civitavecchia e quello del Sindaco di Allumiere, il silenzio è stato “assordante” come si usa dire. C’è stato, a dire il vero, chi ha infelicemente detto: “i dati non li avrete mai, li avrete quando saremo noi al governo”. Stendiamo un velo pietoso su questa frase. Evidentemente c’è da chiedersi se la salute non sia ostaggio della politica, nel senso che solo in caso di una improbabile coincidenza di convenienze essa se ne occuperà decisamente, altrimenti, ambiente e salute continueranno ad essere pretesto di lotta politica. Sia che si discuta di riaprire l’AIA di TVN  nell’emiciclo di Montecitorio sia che si tratti del dibattito nei social. Così nei luoghi di mezzo, in Consiglio Regionale come in quello comunale o negli incontri in piazza.

Ci fosse uno che non sia per l’ambiente, tutti ambientalisti, anzi, più ambientalisti degli altri, però qualcuno si distingue, senza far nomi, concedetemelo, ma solo citazioni della politica nostrana, un bel repertorio:

“Bisogna vedere con favore il carbone perché, in fondo, fa risparmiare sulla bolletta energetica”, oppure: “non possiamo farci più nulla, al massimo lo stato può farsi rimborsare le spese sanitarie da chi inquina”, ancora: “se analizzassimo il pesce di civitavecchia dovremmo chiudere il mercato”, non bastasse: “Grande vittoria dell’ambiente, abbiamo ottenuto la promessa che TVN chiude fra vent’anni”, “con il carbone la situazione ambientale è migliorata”, “…rompete i coglioni perché siete deboli di fisico”.
Ma la perla più lucida è quella citata prima: “…. quando saremo noi al governo”, secondo me questa le batte tutte, utilizza il tema della salute per farne mera propaganda politica in risposta alla richiesta di aiuto per ottenere dei dati dal DEP.

Poi ci sono quelle “parapolitiche”,una la dice lunga, ad espressa disposizione del TAR il CNR risponde che: “non possiamo controllare le emissioni di TVN avendo collaborazioni con l’ENTE”. Un ente pubblico che comandato dal TAR di effettuare delle ricerche si rifiuta di farle per “conflitto di interessi”, pare davvero incredibile.
Nulla di inventato.

Invece la frase più vera l’ho sentita da un tecnico, da uno che è molto lontano dalla politica, lontano da ogni interesse o coinvolgimento: “se misurassimo quello che esce dalla ciminiera di TVN dovremmo andarcene”.

30 anni fa, più o meno, l’illustre allergologo del policlinico Umberto I° disse che venivamo dalla città col più alto tasso di malattie polmonari del Lazio. Vogliamo dire che tutti sapevano e nessuno ha fatto alcunché? E diciamolo!!! Quando si farà qualcosa di concreto per l’ambiente mi piacerebbe esserci.

LUCIANO DAMIANI

PS: Scordavo, gli ultimi rilevamenti ARPA affermano che la nostra è una delle arie migliori del Lazio, peccato che, sempre gli studi, questa volta dell’Osservatorio Ambientale, dicono che il gap sanitario fra la città e la media regionale è in continuo aumento, si vede che l’aria è troppo buona, la colpa deve essere  delle sogliole con la febbre, ops, al mercurio.