LA CITTA’ , I CITTADINI E LA PUBBLICITA’ PROGRESSO

di LUCIANO DAMIANI 

In questi giorni gli spunti di riflessione si sono susseguiti a ritmo incalzante, alle riflessioni sollecitate dal blog si è aggiunto un po’ di tutto. Come spesso, di questi tempi accade, la politica si impone all’attenzione, gli echi del referendum ancora debbono iniziare a scemare, che abbiamo a che fare con la magistratura che interviene ancora senza far differenza. Arresti e iscrizioni nei registri si susseguono senza reverenza per alcuno. Ogni discorso pare inutile, davvero. Vorrei invece dire qualcosa sulla città, sui cittadini e sulla pubblicità progresso.
Che c’entra, direte. C’entra, nella misura in cui in una città “degradata” atteggiamenti ed esempi positivi, dalla politica, possono essere il lumino (a volte unico) della speranza di riscatto, o possono essere il soffio di vento che lo spegne. L’obiettivo di una città migliore come qualcosa che si presenta “raggiungibile” oppure no. Direi anche qualcosa che si può pretendere dall’amministratore che incontri per strada e con il quale puoi parlare poiché lo conosci al quale puoi “obiettare” i comportamenti.

Premessa lunga, questa, ma occorre per comprendere il contesto delle mie riflessioni.
Alla base di tutto suppongo ci sia la teoria del “vetro rotto”, quella elaborata da “nel 1969, presso l’Università di Stanford” (assolutamente copiato da Wikipedia).
Lo studio, sintetizzo, si applicò in un certo numero di esperimenti che sostanzialmente confermarono la tesi per la quale un ambiente degradato favorisce comportamenti degradanti. Si può quindi dire che un ambiente degradato non favorisce certo comportamenti virtuosi. Qualche giorno fa mi ritrovai a camminare per un marciapiede con lo sguardo a terra per evitare le numerose e voluminose cacche di cane che rendevano lo stretto percorso, simile ad un “sentiero di guerra”. Vorrei sperare che il comportamento incivile, in questo caso, non ne provochi di altri simili, ma ho la sensazione che le cacche siano in aumento. L’assenza di manutenzione della segnaletica stradale, causa in me comportamenti che mi guarderei bene dal tenere; normalmente sono solito attraversare sulle strisce pedonali ed esigo che le macchine si fermino quando passo, ma la dove sono cancellate, pur intravedendole, mi sento inconsciamente libero di traversare altrove, magari in diagonale. Se fossi l’automobilista che mi trova in mezzo alla strada mi manderei a quel paese da solo.

Insomma, questa città pare essere il vetro rotto per eccellenza, anche i cittadini più rigorosi, nel comportamento civico, rischiano di cedere alla tentazione di non portarsi la busta per la cacca del cane, del resto proprio ieri una signora se ne andava in giro con la bustina bella calda in cerca di un cestino o di un cassonetto nel quale depositarla ed io mi sono chiesto se avrei fatto, io, quei due o trecento metri che separavano la signora dal cassonetto più vicino, per altro nemmeno in vista. Ovviamente mi tengo sul leggero non parlo cioè di cose più serie ed importanti, ma il concetto è quello.

E dunque abbiamo, senza ombra di dubbio, una città degradata, e, a vedere lo streaming del Consiglio Comunale, degradata non solo nelle infrastrutture, pubbliche e private, ma anche nei comportamenti dei cittadini che vorrebbero dare l’esempio di partecipazione e di quelli che dovrebbero essere, loro stessi, esempio.
Negli anni si sono degradate anche le persone, si può dire? Il modo di partecipare degradato ai fatti della politica, credo, si possa addebitare in buona parte al cumularsi di clientele di vario tipo alimentate dall’essere politico per professione. Un inciso, ho appena letto, prima di iniziare a scrivere queste cose, di un “politico” locale che sembrava allontanato, ma che pare abbia intenzione di rifarsi nel comune accanto, non è bastato neppure buttare le carte dal balcone.

La città non è il mero insieme di strutture, ma è l’insieme degli uomini e donne che la popolano, la vivono e la gestiscono ed è evidente come sia indispensabile intervenire non solo sulle strutture, ma anche sulla gente. E dunque, in una città degradata sotto molti aspetti, abbiamo ora una amministrazione per molti versi “inedita”, se non altro nel senso del programma che rappresenta. Non scendo nel merito dei fatti, non è lo scopo di questo articolo, ma nel fatto che mi sarei aspettato uno sforzo teso ad intervenire sul degrado cittadino considerando direttamente i cittadini come “obiettivi” di una sorta di campagna di “pubblicità progresso” fatta di comportamenti virtuosi e condivisi, esperimenti e pratiche a costo zero capaci di suscitare una sorta di risveglio civico nella popolazione della città. La obiettiva difficoltà di intervenire sulle cose fisiche in modo significativo dovrebbe, a maggior ragione, produrre uno sforzo in quel senso.

Le campagne “pubblicità progresso” le conosciamo bene, un gran numero di persone ha smesso di fumare a seguito del bombardamento mediatico di qualche anno fa, credo di poter dire che ha avuto un bel successo.
Ora, non sarà che anche questa città ha bisogno di campagne “pubblicità progresso”? Io credo di si. vorrei capire ad esempio (ne dico uno solo) perché le “domeniche ecologiche” sono iniziate solo ora in inverno. Questa, ed altre iniziative, avrebbero potuto far parte di una complessa ed importante “campagna”, ancor più importante per il gran numero di “vetri rotti” esistenti e quindi per il gran numero di persone che potrebbero passare al lato oscuro del civismo, se è vero come a me pare, che le cacche sono in aumento. Di certo, attorno ai cassonetti, non sembrano mancare frequenti apporti creativi.

Per onestà intellettuale va dato atto, a quanti fanno del volontariato sincero, passando le proprie giornate a pulire la città, a recuperare luoghi archeologici, a produrre manifestazioni di solidarietà ecc. di essere un esempio importante per tutti noi, se pur frequentemente invalidato dagli interventi della politica che trascina tutti nelle sue polemiche e bieche beghe che alimentano bande ultras perennemente contrapposte vanificando i buoni propositi di molti. Pubblicità regresso.
Tempo fa ho ripreso un adulto che scaricava del mobilio vicino ad un cassonetto, mi ha guardato e, senza neppure degnarmi di un “ma che voi?” si è girato e se n’è andato lasciando li la sua vecchia poltrona. Ecco c’è bisogno di una campagna pubblicità progresso asfissiante che dica agli incivili quello che sono, ne farei dei bei manifesti visibili a tutti, magari funziona!

LUCIANO DAMIANI