“Cinque Stelle” flambé.

di PIERO ALESSI 

Tragedia e commedia molto spesso si tengono per mano. Troppo facile buttarla in farsa. La realtà è che si tratta di una questione estremamente seria. E’ la terza volta che, in vario modo, torno sull’argomento. Ossessione? Visione alterata della realtà? Volgare strumentalizzazione politica? Nulla di tutto questo. La questione è che, come molto spesso accade, la vera natura di ciò che si ha di fronte si nasconde nei dettagli e in quelle che appaiono, ad uno sguardo distratto, piccole cose. Cosa rappresenta , se non una marginale realizzazione, un “Tempio crematorio”? In fondo non è altro che un luogo pietoso dove si può scegliere di far incenerire le proprie spoglie, o quelle di un proprio caro, invece che sotterrarle. Un impianto è presente a Viterbo ed un altro a Roma. Il nostro cimitero né è privo ma l’amministrazione cittadina ha deciso,  per non essere seconda a nessuno, di dotarsi di una struttura di cui davvero non si può fare a meno. Si valuta che ad oggi vi sarebbe, in città, una domanda prevedibile che coinvolge una sessantina di persone , potrebbero essere il doppio se consideriamo l’intero comprensorio. Cifre da capogiro che certamente hanno indotto i nostri solerti amministratori a confezionare un iter veloce , privo di soverchi passaggi democratici. All’urgente e pressante richiesta andava data una risposta rapida. D’altra parte è nota, ormai anche fuori dai nostri confini territoriali e nazionali,  l’efficienza e la rapidità del Movimento Cinque Stelle nel dare risposte, quando amministra. E’ a questo punto che la vera natura, che dicevo poc’anzi, emerge con prepotenza, è il caso di dire. Si tratta di un elemento che caratterizza l’intera vicenda è che è dirimente. La questione che, al di là delle facezie, non è una sciocchezzuola, meritava una autentica partecipazione popolare dal momento che la scelta che si stava compiendo avrebbe avuto, come diremo, possibili conseguenze sull’ambiente e la  salute. Non solo non si è convocata una assemblea pubblica, né risultano allo scrivente riunioni con le parti sociali, referendum in rete o altro che somigli ad un qualche lontano coinvolgimento, ma non è stato neppure riunito il Consiglio Comunale che molti, con ricchezza di argomenti ritengono il solo luogo deputato ad assumere la decisione finale. Un deficit di democrazia che la racconta lunga sulle radici di un movimento che straparla di partecipazione dal basso, che tutti appella citoyens   come fossimo nella Francia del dopo 1789 e definisce “portavoce” i rappresentanti istituzionali, demagogicamente ridimensionati a dei meri megafoni delle istanze di base ecc. ecc. La verità emerge in questa vicenda e nelle modalità che si sono adottate per perfezionarne la deliberazione. A decidere è stata dunque la Giunta:  Sindaco e Assessori. Niente confronto con la città e niente Consiglio Comunale. Quest’ultimo comunque si svolgerà a giorni su iniziativa  dalla opposizione.  Il problema è che assisteremo ad un interessante dibattito ma nelle volontà degli amministratori sarà solo un palco dal quale spiegheranno le loro ragioni ma rimarranno sordi alle istanze degli altri. Ma quali sono queste istanze? Sulle procedure si è detto. Vi saranno ricorsi e le aule dei tribunali valuteranno. Per quanto mi riguarda, si è compreso, il nodo rimane eminentemente politico. Non è solo la democrazia che si è calpestata ma il desiderio di una intera città di liberarsi dalla stretta di un inquinamento che ha prodotto e produce danni gravi all’ambiente, alla salute , e mi si lasci dire, anche alla economia. La letteratura sui forni crematori è vasta e altrettanto sono varie  e diffuse le proteste per scongiurare una loro realizzazione, in molti Comuni. Su un concetto non vi sono dubbi e la convergenza è unanime, non si tratta di un impianto a impatto zero. Qualcuno dovrebbe spiegare , soprattutto agli amministratori ambientalisti, che la nostra città ha un overdose di inquinanti. La città non è nelle condizioni di tollerare altro. Dobbiamo sterzare. Solo con una vigorosa e determinata  inversione ad “U” e un radicale cambiamento di modello di sviluppo si possono creare le condizioni per uscire da una situazione di marginalità.   Lanciare segnali contraddittori è sciagurato ed irresponsabile. Non comprenderlo è nella migliore delle ipotesi un preciso indizio di totale mancanza di visione. Abbiamo delle priorità che solo chi vive nelle nebbie della propria presunzione non vede. Priorità che avrebbero necessità di una mobilitazione generale delle migliori energie, altro che rinchiudersi nei “ cerchi magici” . La battaglia al degrado dovrebbe impegnare le energie e le volontà della comunità. Lotta al degrado ambientale, lotta al degrado sociale e lotta al degrado culturale. Su questi terreni sarebbe auspicabile ripudiare le  dispute tra Guelfi e Ghibellini e sollecitare un impegno comune per la rinascita . Il “Tempio Crematorio”, al contrario,  ha provocato una ulteriore scissione culturale e politica nella città. Lo stesso M5S ne è rimasto travolto. Vi sono dissidenti che da giorni devo guardarsi  da chi li investe di insulti e circola con in tasca confezioni di purgativi per i recalcitranti.  Non poteva essere diversamente. Non tutti si acconciano alla tracotanza e non tutti sono disposti a sostenere iniziative in danno della collettività. Il movimento cinque stelle locale è in fiamme e che ad alimentarle sia un “forno” si presta a facili ironie. Le eviterò per eleganza. Concludo invece con alcune domande alle quali ancora non si è risposto. Forse verranno dati chiarimenti nel prossimo Consiglio Comunale. Nell’attesa le ripropongo. Perché il progetto è stato deliberato dalla sola Giunta e non dal Consiglio Comunale? Perché un progetto, che era già allo studio della passata amministrazione si è ritenuto, non solo di non farlo decadere, ma si è addirittura deciso di ampliarlo in termini di ricettività? Perché si ipotizza, così hanno riportato gli organi di informazione, di cremare, per anno,  fino a circa quattro mila salme? Perché si autorizza un impianto di combustione su un territorio che è già al collasso ambientale? Quali sono i benefici che Civitavecchia trarrà dalla realizzazione di un “Tempio crematorio”?

PIERO ALESSI