La Melevisione smette di funzionare

di GIACOMO ANGELINI ♦

Quindici anni fa, avevo neppure otto anni, ero davanti alla TV, e aspettavo. Aspettavo quello che aspettava un qualsiasi bambino nato negli anni Novanta aspettava il pomeriggio. “La Melevisione” era l’appuntamento fisso di ogni bambino che tornava da scuola. C’era una cosa che odiavo: aspettare. Volevo entrare nel mio bosco preferito, e volevo rimanerci quanto più possibile. Mancava ancora mezz’ora alle quattro.

Alle tre e mezza, la televisione cambiò faccia. Un’edizione speciale del TG3 interrompeva i cartoni e diceva che era successa una cosa brutta. Due aerei erano caduti e due torri stavano prendendo fuoco. Le immagini venivano da lontano, si vedevano male, ed io speravo che quella mezz’ora passasse in fretta, così che si facessero le quattro.

Evidentemente non avevo capito bene la situazione. I bisogni dei bambini sono molto diversi da quelli dei grandi. Io volevo vedere la mia puntata della Melevisione, ma vedevo solo un aereo, il fumo, le fiamme, i caschi della polizia pieni di polvere, i calcinacci a terra, le persone ferite, che urlavano, si disperavano. E poi il secondo aereo. Le persone che guardavano in alto, che avevano paura, e queste due torri che erano accese come candele e che piano piano si scioglievano. E qualcuno che si buttava giù. Tutto finito in una nuvola di fumo e polvere, sgretolandosi. Tutto in diretta.

Aspettavo ancora, e intanto anche tutti gli altri canali avevano iniziato a trasmettere le stesse immagini, sul primo, sul secondo, e anche su tutti gli altri canali. Ed io continuavo ad aspettare. 

Quando passarono le quattro, capii che quel giorno non sarei stato in nessun Fantabosco, e spensi la televisione, buttai il telecomando sul divano e me ne andai, demoralizzato.

Dopo quell’ 11 settembre il mondo è cambiato. L’ 11 settembre 2001 è stato lo sparo che ha dato il via alla corsa degli anni Duemila, che si aprivano con un nuovo tipo di terrorismo, quello mediatico, spettacolare e spettacolarizzato.

Il giorno dopo tornai a guardare “La Melevisione”, alla stessa ora, sempre su RaiTre. Tutto era tornato a posto. Ma da quel momento avevo imparato che ogni cosa bella può essere interrotta, in qualsiasi momento, dalla pazzia e dalla crudeltà di chi alle fiabe non crede più. O ci crede troppo.

GIACOMO ANGELINI