Zero Tituli

di ROBERTO FIORENTINI ♦

Devo fare una premessa, doverosa. Io non ce l’ho con l’Assessore alla Cultura Enzo D’Antò. Anzi, nel triste panorama dei suoi invisibili colleghi, lui è uno che almeno sembra provarci, che ci mette la faccia. In fondo mi è simpatico. Quello che giudico, da cittadino e , se permettete, da esperto del settore, sono i risultati di tre stagioni estive e di due invernali, nel campo della cultura e dell’intrattenimento.

Partiamo dalla terza estate targata cinque stelle. I risultati , mi pare, sono sotto gli occhi di tutti e di semplice decifrazione. Poche bancarelle, qualche triste giochetto da luna park e una deprimente balera ( persino a pagamento) da periferia romana degli anni sessanta. Poca gente, tanta tristezza. Specie al ricordo dei fasti di estati civitavecchiesi davvero rutilanti, con concerti gratuiti dei Pooh, dei Simply Red o di Francesco De Gregori.

La formula adottata per la Marina è la solita, quella già usata per la fallimentare gestione della Cittadella della Musica. L’Assessorato non fa nulla, non cerca soldi, non progetta, non sperimenta. Attende che qualcuno, o per rispondere ad un bando o di propria volontà, proponga iniziative, le organizzi e le finanzi. E se nessuno le propone o se le proposte , come nel nostro caso, sono poche e decisamente mediocri,bisognerà accontentarsi. Ci si potrebbe chiedere a cosa serva un Assessore alla Cultura, anche se lo stesso deve dividere il suo impegno anche nei settori del Turismo e del Commercio, con il risultato che tutti i tre settori sembrano abbandonati. E la domanda sarebbe piuttosto legittima. Zero turismo, zero cultura, commercio persino meno di zero. Insomma , come direbbe un grande allenatore di calcio portoghese: zero tituli.

Non è normale, non è giusto e non è nemmeno politicamente accettabile che tutta la proposta culturale della nostra città venga lasciata alla “ buona volontà” di persone, gruppi od associazioni che decidono di proporre qualche cosa, specie dopo aver “appaltato“ anche la gestione del Cartellone del Teatro Comunale ad un ente terzo, non comunale. In cosa consiste l’attività di un Assessore alla Cultura di una città come Civitavecchia ? Il cartellone del Teatro lo fa l’ATCL, la Cittadella della Musica funziona solo se qualcuno propone qualcosa, l’Estate Civitavecchiese la gestisce chi vince il bando. E che fa l’Assessore ? Presenzia a qualche evento , partecipa a qualche conferenza stampa, scrive qualche post su Facebook ?

Da ultimo voglio ritornare sul Traiano. Abbiamo appreso dalla stampa che il teatro Traiano riduce i turni della stagione di prosa: non più venerdì, sabato e domenica, ma soltanto gli ultimi due, con la ‘cancellazione’ del venerdì e del turno C. I duecento abbonati del venerdì, se decideranno di confermare l’abbonamento, verranno “ spalmati “ sui due turni residui. Il motivo, dichiara D’Antò, è fare economia. Non so come l’Amministrazione legga questa notizia. Io la interpreto come una riduzione secca del 33 % dell’offerta teatrale. Da anni i civitavecchiesi, abbonati e non, potevano andare a teatro sia il venerdì che il sabato sera, oppure la domenica pomeriggio. Da quest’anno hanno due possibilità invece che tre. Si passa da 1900 possibili spettatori per ciascun spettacolo a poco più di 1200. A questo punto chiedo, con forza, di conoscere i dati delle vendite degli abbonamenti delle ultime due stagioni. Anche perché gli ultimi dati disponibili, quelli della stagione 2012-2013, ci dicevano di un aumento di 62 abbonamenti , che avevano stabilmente raggiunto la quota di 1500, lasciando, sui tre turni, allo sbigliettamento poco più di 400 biglietti da dividersi in tre spettacoli. Con il risultato che il teatro era sempre pieno e difficilissimo trovare un biglietto per chi non era abbonato.

Quindi,una equazione per chi è bravo in matematica: se, nel 2013, gli abbonati erano 1500 a fronte di 1900 posti disponibili ed oggi, dopo l’eliminazione del turno c, i posti disponibili sono 1276 in tutto, quanti sono gli abbonati ? Di quanto sono diminuiti in questi due anni di gestione a cinque stelle ? Abbiamo il diritto di saperlo. Quanti biglietti in meno sono stati venduti in queste due ultime stagioni ? Abbiamo il diritto di saperlo. E se c’è necessità di fare economia nella gestione del teatro, invece di tagliare, non sarebbe meglio provare a vendere più abbonamenti e più biglietti ?

Per fare questo, però,  ci sarebbe bisogno di qualcuno che progetta, che sperimenta e che cerca soldi. Di qualcuno che dirige. Di un direttore del teatro, ad esempio. O di un assessore alla cultura. Ma , da due anni a questa parte, non li abbiamo più.

ROBERTO FIORENTINI