Follia non è pazzia

di CIRO FIENGO ♦

“Tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile linea rossa” è un verso di un romanzo di Kipling e conosciuto da tutti perché utilizzato per il titolo di un bel film sull’inutilità della guerra. Visti i recenti e continui accadimenti non c’è frase più indicata. Se ognuno di noi, per un attimo, potesse guardare aldilà di quella linea rossa e poter vedere e contare quanti sono passati dalla lucidità alla follia scoprirebbe che il numero è enorme e in continua crescita. La follia non è quella infermità mentale che cattura le persone che vengono comunemente chiamate matti o pazzi. La follia viene considerata come una mancanza di adattamento sociale che si manifesta nel rifiutare e infrangere le norme e regole sociali, compresa la possibilità di diventare un pericolo per se stessi e gli altri. La follia è subdola e nascosta in noi, ci segue come un ombra ed è sempre pronta ad impadronirsi della nostra mente, pronta a prendere il posto della ragione dell’intelligenza della logica.  Folle è il ragazzo che a Roma ha ucciso e dato fuoco a Sara perché era finita la loro storia. Folle è l’uomo che in Inghilterra ha ucciso la deputata laburista al grido “Britain first”, folle è l’uomo che ad Orlando ha ucciso 50 persone perché gay e ne ferisce altrettante, folli sono quelli che a Parigi hanno fatto strage di innocenti, folli sono tutti coloro che quasi quotidianamente uccidono in nome di una religione o di un ideale. Altra forma di follia, generata dalla disperazione, è quella che si impadronisce delle menti delle migliaia di migranti che si avventurano in un viaggio in cui rischiano di affogare in mare o morire di sete nel tentativo di attraversare un deserto. C’è troppa follia in questa società. Follia alcune volte generata dalla disperazione ma nella maggior parte dei casi dall’assenza di tolleranza di solidarietà, alimentata dalla volontà di discriminare, dall’odio razziale, etnico, religioso, xenofobo e omofobo. Evitiamo di far crescere la follia e combattiamola con la cultura, il rispetto e la solidarietà.

Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita. (Alda Merini)

di CIRO FIENGO