TRC

di SILVIO SERANGELI ♦

Sono 3052 le voci che ho catalogato degli argomenti contenuti nelle videocassette in formato U-matic, Super-VHS e VHS, che compongono l’archivio di TRC dal 1981 al 1990. Un lavoro di grande pazienza, che sto portando avanti da mesi, recuperando e riposizionando nel giusto ordine cronologico i materiali che, ormai da 36 anni, si accumulano nel nostro archivio e si sono presi ampi spazi nel resto dei nostri locali di Campo dell’Oro. 3052 argomenti che sono solo un terzo, un quarto delle persone, dei personaggi che compaiono nei video del primo decennio della storia di TRC. Ovviamente è un archivio per suoni ed immagini parziale, perché bisogna tenere conto che, per tutti gli Anni Ottanta, la gran parte delle nostre trasmissioni, come quelle di tante altre emittenti private, erano in diretta, e quindi non sono rimaste le registrazioni conservate per le repliche. E poi, francamente, chi pensava che la nostra diventasse una piccola, ma significativa storia dell’emittenza televisiva privata? E sì, perché in questi anni la gran parte delle consorelle romane e della regione, sono scomparse, e TRC ha continuato il suo impegno culturale e sociale perché è stata, e rimane, una realtà per molti versi anomala, fuori dagli schemi. Più vera cooperativa che azienda, più volontariato che posto di lavoro, almeno per i fondatori. Perché questo riferimento all’archivio? Perché noi di TRC vorremmo che il rapporto per certi versi affettivo con la città e i cittadini continuasse, che il nostro archivio registrasse nuovi numeri. Lo sbobinamento e la ricerca che riguarda, per ora, i primi dieci anni, sarà molto più impegnativa numericamente quando dalle vecchie VHS dovremo passare alle mini dv e all’archivio digitale dagli Anni Novanta ai giorni nostri. Per continuare il nostro lavoro, dare nuova spinta alla nostra passione non basta però il sacrificio personale, l’entusiasmo e l’affetto dei nostri telespettatori. Spesso chi viene a trovarci, magari per chiedere la copia in DVD, di un servizio, di una trasmissione oppure per segnalare la necessità della nostra presenza per seguire un avvenimento parte dal presupposto che siamo un servizio pubblico, che vive di propria luce e, di quella che gli viene trasmessa, magari da qualche munifica istituzione: il comune, la regione, lo stato. Ma, purtroppo non è così. Non siamo la Rai. E i nostri utenti non pagano un canone. La televisione, la nostra televisione è un’azienda che io, quando qualcuno insiste nel pretendere questo compito di pubblico servizio, paragono a una tipografia. Qui nei nostri locali ogni giorno si alza la serranda, si accendono le luci, si avviano i computer, si utilizzano i telefoni, soprattutto si mettono a regime le macchine: regia, telecamere, mixer, montaggi, luci e microfoni; e poi si esce a bordo di auto che consumano benzina con operatori e giornalisti che ricevono un compenso. E poi ci sono le tasse, i servizi, le bollette e via discorrendo. È una realtà, cruda, che espongo perché TRC dopo 36 anni di vita rischia seriamente di chiudere. Attenzione non è un allarme esagerato e neppure un a lupo a lupo. È una presa d’atto di una situazione che coinvolge un gruppo consistente di persone, di lavoratori sui quali si ripercuote la crisi generale e quella che attraversa la città, ma anche la malcelata indifferenza, per non dire ostilità, di realtà munifiche soltanto verso altro soggetti, e chiuse ad ogni rapporto con quella che è la libera informazione della nostra città. Nella nostra lunga storia abbiamo vissuto altri momenti difficili e delicati che siamo riusciti a superare con la vicinanza, direi fisica, l’attenzione, il sostegno di tanti cittadini; di quelli che ogni mattina, abitualmente, si sintonizzano sul nostro canale per leggere il rullo con le notizie liete e meno liete, la cronaca, gli annunci, i programmi, e poi seguono con attenzione e puntualità i nostri telegiornali, le nostre rubriche vecchie e nuove. Sono molti, molti di più di quelli che ti aspetti, che ti fermano per strada, che telefono in redazione, spesso per un consiglio, un aiuto, per sollecitare un nostro intervento. Certo TRC è stata, e continua ad essere, una emittente televisiva, ma ha sempre avuto il carattere di una compagna di strada, di un’amica che ti segue e non ti tradisce, che veglia sulle vicende dell’attualità della città e si spende a difesa dei cittadini. Lo dice la nostra storia, lo conferma il nostro impegno giorno per giorno, nonostante le difficoltà. Per questo abbiamo deciso di chiedere un contributo, ponendo nelle cassette della posta 20 mila buste con altrettanti fogli che illustrano la nostra campagna e altrettanti conti correnti con la richiesta del contributo prestampato di 20 euro che può variare attraverso il versamento con bonifico bancario con Iban IT18S0306939045000000020064. È un appello sincero, un avvertimento dovuto a chi potrebbe essere privato dell’informazione, della voce libera della città.

di SILVIO SERANGELI