Un Sito Istituzionale di forte connotazione Aliena

di FRANCESCO CORRENTI ♦

«I promontori Argentario e Circeo, alti e sporgenti, mostrano già da lontano i confini della spiaggia romana. Nel mezzo di questa scende nel mare il Tevere, che la regione latina, a levante, divide dalla toscana, a ponente. Quivi due piccoli fiumi scorrono, il Ceretano e il Mignone, che ne fanno tre quasi eguali parti; questo, aggirando i monti di Tolfa e di Allumiere, declina per la pianura cornetana; l’altro, detto oggi Vaccina, dalle alture di Cerveteri sbocca, dopo S. Severa, prossimo a Palo. La parte che, da un lato e dall’altro, li ha per confini, che mette in mare il capo Linaro, e che dentro terra si appoggia a colline, le quali poi si fan monti, è il territorio che intorno a Civitavecchia come arco si stende, campo della storia che qui si prende a narrare.»

È l’incipit del capo I della Storia di Civitavecchia pubblicata da Carlo Calisse nel 1936, per i tipi dell’editore Barbèra di Firenze, in seconda edizione riveduta e accresciuta, dopo la prima del 1898. Una descrizione di altissima qualità letteraria, in cui sono magistralmente richiamati tutti gli elementi morfologici e storici del territorio. Calisse donò la proprietà letteraria della sua opera monumentale al Comune di Civitavecchia, che però non se ne curò affatto, salvo che in occasione delle celebrazioni del 50° anniversario della scomparsa dell’autore, nel 1995, quando fu imposto un accordo alla casa editrice bolognese che dal 1973, senza alcuna autorizzazione del Comune, pubblicava una ristampa anastatica del volume. Non ho notizie sugli sviluppi attuali di quell’accordo.

La descrizione di Carlo Calisse potrebbe ben illustrare (e dare lustro), con altri opportuni riferimenti bibliografici, le parti dedicate agli aspetti culturali del sito internet istituzionale del Comune, che invece mi sembra attinga ampiamente a Wikipedia, a cominciare dalla “libera interpretazione” dello stemma civico. Quello che campeggia sulla schermata non è quello ufficiale e legale approvato, unitamente al gonfalone, dal Presidente della Repubblica con proprio decreto in data 29 dicembre 1995, ma una interpretazione irrituale, più simile al famoso Broccolo, impropria in un documento formale e ufficiale dell’ente.

Lo stemma autentico, con la quercia sradicata e le grandi foglie riconoscibili, riprende esattamente quello della lapide del 1680, restaurata nel 1771, ed ha precise caratteristiche stabilite dal DPR e richiamante dallo Statuto e, del resto, riportate nel sito stesso insieme al vero emblema araldico.

Altro aspetto “originale” del sito, nella sezione Home > Esplorare > Storia ed Arte è quello che viene chiamato L’albo dei sindaci. Molti anni addietro, ho compilato l’elenco cronologico, tratto dai documenti e dalle opere degli storici cittadini, dei gonfalonieri ottocenteschi, dei sindaci postunitari – a partire da Pietro Guglielmotti – e poi dei podestà e commissari del periodo fascista e, infine, dei sindaci e commissari del dopoguerra, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente. Un elenco che ho via via aggiornato, insieme alle indicazioni di carattere politico e alla composizione delle giunte, ogni volta che le vicende amministrative portavano nuove personalità a capo dell’ente municipale di cui facevo parte. Da Pietro Scala (1944-46) ad Antonio Cozzolino (2014-) il mio elenco comprende trentaquattro amministrazioni tra ordinarie e straordinarie.

L’albo dei sindaci del sito internet istituzionale del Comune, invece, fornisce un altro dato:

  1. 1983 – 1988 Fabrizio Barbaranelli Partito Comunista Italiano
  2. 1989 – 1991 Fabrizio Barbaranelli Partito Comunista Italiano – Democrazia Cristiana
  3. 1992 – 1994 Pietro De Angelis centrosinistra
  4. 1994 – 1994 Calogero Cosenza Commissario prefettizio
  5. 1994 – 2001 Pietro Tidei centrosinistra
  6. 2001 – 2005 Alessio De Sio centrodestra
  7. 2005 – 2006 Angelo Di Caprio Commissario prefettizio
  8. maggio 2006 – gennaio 2007 Giuseppe Saladini centrosinistra
  9. gennaio 2007 – maggio 2007 Giovanna Iurato Commissario prefettizio
  10. 2007 – 2012 Giovanni Moscherini centrodestra
  11. 2012 – 2013 Pietro Tidei centrosinistra
  12. 2013 – 2014 Ferdinando Santoriello Commissario prefettizio
  13. 2014 in carica Antonio Cozzolino MoVimento 5 Stelle.

Confesso di non aver capito il motivo per cui Renato Pucci, Giovanni Massarelli, Archilde Izzi (il “mio” primo sindaco), Pietro Guglielmini, Mario Venanzi, Ennio Piroli e Vincenzo Ciro Iovine siano stati censurati.

Non scendo nel dettaglio di alcune informazioni che il sito comunale fornisce al pubblico, perché so che il sito è in allestimento e conosco personalmente i colleghi che se ne occupano e so che sono persone affidabili e molto preparate. Però, devo notare che il cittadino o, ad esempio, il professionista forestiero che cercasse nel sito la voce Urbanistica e le relative notizie sull’assetto del territorio o la storia urbana rimarrebbe stupito: il termine non c’è, le notizie neppure. Infatti, tra le “rubriche” scomparse, c’è anche la Storia urbanistica di Civitavecchia, che mi era stata commissionala dall’Amministrazione molti anni fa e che avevo fornito con piacere, precisando più volte di voler mettere a disposizione anche una serie di illustrazioni pertinenti. Sarebbe utile ripristinare e completare quella documentazione – insieme a quella sui programmi ministeriali prevista dagli accordi intercomunali del Prusst – per utilità dei visitatori del sito, cittadini e studenti.

Allo stesso scopo, considero un mio impegno pubblicare le pagine del volume Obiettivo Civitavecchia 1943-1993, di cui ho predisposto la scansione integrale con tutte le fotografie storiche di Armando Blasi e di Giuseppe Scotti, oltre alla documentazione raccolta all’epoca e l’elenco delle vittime. Data la recentissima ricorrenza del 14 maggio, ritengo questa pubblicazione una doverosa commemorazione di quella tragedia.

Per concludere, voglio raccomandare a chi ne è responsabile una maggiore attenzione nella redazione dei siti e dei portali riguardanti la città Civitavecchia: quelle informazioni rappresentano spesso la fonte di ricerche scolastiche e di conoscenze diffuse, che tramandano nel tempo e nelle generazioni sciocchezze e ignoranze. Spesso, il linguaggi è ingenuo, incerto, non scientifico.

Nel sito del Comune, ad esempio, ho notato una svista, una contraddizione in termini veramente non comprensibile. Si dice, infatti, testualmente: «il Museo Nazionale Archeologico di Civitavecchia, conosciuto anche come Museo Civico…».

Ma il paragrafo sui Luoghi di culto offre sorprese maggiori che trascrivo evidenziando alcune frasi senza commento:

A Civitavecchia sono presenti molti luoghi di culto, la maggior parte dei quali di forte connotazione Cattolica. In alcuni casi si tratta di strutture sopravvissute alla furia dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che rasero al suolo i tre quarti della città, mentre altri furono ricostruiti. Tra gli edifici parzialmente o totalmente ricostruiti ci sono senza dubbio la chiesa Cattedrale, duramente colpita dagli ordigni alleati, essendo a ridosso dell’area portuale e la Chiesa francescana dei SS. Martiri Giapponesi, interamente ricostruita negli anni ’50 e che oggi custodisce affreschi ispirati al martirio di 26 persone avvenute nel 1597 e realizzati dal pittore giapponese Lukas Hasegawa, quale dono alla città in ragione dello storico rapporto con il Giappone. Tra i gioielli scampati alla distruzione figurano invece la storica Chiesa della Stella e la Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte, in assoluto la più antica della città, nella quale sono da poco terminati i lavori di ristrutturazione della splendida Cappella Guglielmi.

Ma altrove la situazione è anche peggiore. A proposito della stessa chiesa della Morte, nel portale della tua città si legge: «La Chiesa è di forma rotonda ed è sormontata da una cupola ellittica, ha tre altari, il maggiore dei quali si trova di contro alla porta d’ingresso, e gli altri due, situati entro ben ornate cappelle, sono posti lateralmente l’uno di prospetto all’altro.»

E ancora: «Storici e archeologi concordano sull’esistenza di un antichissimo porto cellulare, formato cioè da piccoli bacini paralleli capaci di dare alloggio ad una singola imbarcazione. I resti di tali approdi erano ancora visibili alla fine del XIX sec. nei pressi del Forte Michelangelo.»

Ed anche: «Il significato di Centum Cellae per anni è stato luogo di discussioni, alcuni ritengono che esso si riferisca alle insenature della costa, ma è stato ritenuto più probabile che centum, il quale in latino è un aggettivo che indica un numero ancora da definire, si riferisca alle stanze della Villa di Traiano, la quale è ancora da collocare.»

Non aggiungo altro. Così è, se vi pare.

di FRANCESCO CORRENTI