I RAGAZZI DI CIVITAVECCHIA DEI PRIMI ANNI ’80

di ROBERTO FIORENTINI ♦

Quelli che   a scuola erano comunisti o fascisti. O di CL.

Quelli che   per pagare la gita dell’ultimo anno di scuola organizzavano feste e vendevano pizzette all’intervallo.

Quelli che   la domenica pomeriggio andavano a ballare al Mammuth.

Quelli che   il personale era politico.

Quelli che   c’avevano la ragazza femminista.

Quelli che   andavano alla Ficoncella di notte perchè era trasgressivo.

Quelli che   per andare a S.Agostino o in due col motorino o con l’autostop.

Quelli che   se volevi una birra a mezzanotte dovevi andare al bar dell’autostrada, se rimediavi una macchina.

Quelli che   andavi al cineclub perché c’andavano tutti.

Quelli che   non andavi al cineclub perché c’andavano tutti.

Quelli che   per tirare l’alba il circuito era: viale, cocomeraro, ficoncella e cornetti da bocchi.

Quelli che   passavano ore alla Casa del Disco, sfogliando gli LP uno per uno.

Quelli che   quando aprì il Bernie Ball gli sembrava di essere a Londra.

Quelli che   volevano andare a Londra perché succedeva tutto lì.

Quelli che   il PCI era poco comunista e Lotta Continua pure.

Quelli che   volevano ancora cambiare il mondo ma non ci sono riusciti, anzi hanno combinato anche qualche cazzata.

Quelli che   c’avevano la comitiva al Traiano. O alla Cartica. O al Gigi Bar. O al Monumento.

Quelli che   non c’avevano la comitiva ma avrebbero voluto.

Quelli che   giocavano a pallanuoto in serie A ma non se la tiravano per niente.

Quelli che   quando c’era da menare i fascisti diventano compagni all’improvviso.

Quelli che   facevano a botte coi tolfetani quando venivano al Viale.

Quelli che   per conoscere una ragazza gli facevano le cacce sotto casa.

Quelli che   hanno fatto almeno una lupata nella vita.

Quelli che   volevano un posto in banca o all’Enel. Od almeno al Porto.

Quelli che   organizzavano le feste dentro casa ma con le luci stroboscopiche come in discoteca.

Quelli che   verso le sei facevano merenda al Merendero con il megapanino con dentro quello che ti pareva.

Quelli che   d’estate ai piedi solo zoccoli o le ciappolette nere Zouri. O, se eri proprio fico, le ciabattine dell’adidas.

Quelli che   si facevano comprare il monclear o il piumino dell’ellesse anche se non faceva freddo.

Quelli che   c’avevano il vespone ma prima c’avevano il cabballero truccato.

Quelli che   andavano all’Università a Roma col treno coi sedili di legno.

Quelli che   che c’hai centulire?

Quelli che   non ci sono già più, come Paolo, Pierluigi o Giulio. Così te li puoi ricordare solamente com’erano allora. Allegri e incazzati. Pieni di vita e di casini. Giovani.

di ROBERTO FIORENTINI